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valerio gianni sconquasso in the zone
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Valerio Gianni crea “sconquasso” nel team ITZ: la presentazione del nuovo coach cash-game!

Già dalla fine del 2020, con l’entrata di Eugenio Sanchioni come coach MTT, il ritmo con cui annunciamo qualcosa di nuovo è aumentato vertiginosamente.

Prima il sito, poi le Masterclass MTT e adesso… Spazio nuovamente ai coach, con l’arrivo di un nome caldissimo, specie per chi bazzica nel poker dai tempi del boom.

Parliamo di Valerio Gianni, in arte “sconquasso”, uno dei cashgamer storici del panorama italiano confermatosi Supernova Elite dal 2012 al 2016.

Dopo un periodo di pausa col poker Valerio è tornato più agguerrito di prima: l’esperienza ai tavoli non gli manca di certo e se a questo uniamo il fatto che da quasi due anni è tornato a studiare come un ossesso (e a macinare mani ai tavoli) più che una scommessa si tratta quasi di una “sure bet”.

Gli esordi

Napoletano di nascita, ha passato diversi anni a Roma e di recente si è stabilito a Milano, attraversando mille e una difficoltà nel suo percorso di vita e, conseguentemente, come giocatore.

Tutto è cominciato all’età di 22 anni (Valerio ne compirà 36 a novembre) un po’ per caso, un po’ perché in quegli anni il poker stava esplodendo:

“Ho iniziato nei circoli e dopo qualche mese avevo già aperto i primi conti online, anche se ho fatto il professionista solo dal 2009.

Erano gli anni dell’università, studiavo ingegneria e nel tempo libero giocavo qualche Sit&Go (pur non avendoli mai grindati).

La svolta è arrivata col cash-game, da quando l’ho scoperto ho abbandonato gli studi e nel 2012 sono stato tra i primi a raggiungere lo stato di Supernova Elite.

Giocavo stabilmente ai massimi livelli (NL1000 in Italia, ndr.) sia heads-up che ai tavoli 6-max.”

Gli anni da Supernova Elite

Il poker era qualcosa di diverso ai tempi, non c’erano i solver e le informazioni passavano di mano in mano:

“Eravamo un bel gruppo, avendo a che fare con gente come Favale, Anzalone, “quattroganci” (Nicola Valentini ndr.) era facile crescere, in più prendevo coaching da diversi giocatori, italiani e stranieri.

Passavo da una lezione all’altra e giocavo tantissimo, col tempo ero riuscito a crearmi una strategia di gioco vincente ed è andato tutto bene fino al 2016.

In quell’anno ho fatto praticamente il rakeback pro, ai tavoli le cose non andavano più come un tempo perché avevo mollato con lo studio e non ero più al passo con gli altri.

Dopo che Stars ha eliminato gli status VIP ho deciso di fare una pausa dal professionismo e ho preso dei corsi di digital marketing, continuando a giochicchiare qua e là.

Con una famiglia da mantenere e la necessità di fare cash out ogni mese cercavo un qualcosa di più stabile ma l’arrivo della pandemia a stravolto nuovamente i piani.

Il ritorno ai tavoli

“A convincermi è stato un amico, ma ad esser del tutto onesti dopo il lockdown i margini ai tavoli erano davvero importanti, anche ai limiti più bassi, e la scelta è stata più semplice del previsto.

Avevo ripreso a studiare e da febbraio ho aperto il canale Twitch per cominciare a streamare, con l’obiettivo di creare un punto di riferimento per la community, dove confrontarsi ed esprimere pareri.

I contatti nel poker non mi mancavano di certo anche se tanti che hanno cominciato da poco non avevano mai sentito parlare di me, quindi il canale svolgeva una doppia funzione, sia come luogo d’incontro che come vetrina per il sottoscritto.

Ho ripreso la scalata partendo dal NL50, ad agosto sono passato al NL100 e da febbraio gioco stabilmente al NL200 macinando circa 60mila mani al mese, che vi assicuro non sono affatto una passeggiata da fare sul ‘punto it’.

L’obiettivo è arrivare al NL500 entro la fine dell’anno e sono convinto che possa essere alla mia portata.

L’arrivo su ITZ

“Con Simone ci eravamo conosciuti già nel 2012, ma per una ragione o per l’altra ci siamo persi di vista.

Nel mentre però è diventato amico di Nicola Valentini ed è grazie a lui che ci siamo incontranti nuovamente.

L’idea di tornare a fare coaching ce l’avevo già in mente ma la realtà è che non mi sentivo ancora pronto: ho dovuto studiare per più di un anno prima di acquisire nuovamente una certa consapevolezza come coach.

Negli anni d’oro ho seguito tante persone, molte delle quali giocano ancora ad alti livelli e ho sempre ricevuto dei feedback molto positivi (o magari erano tutti timidi e non mi hanno detto la verità ?).

Sento di aver qualcosa da recuperare dopo diversi anni di stop, ma allo stesso tempo l’esperienza passata ha facilitato enormemente il mio percorso: per arrivarci però, ho dovuto fissare dei paletti ben precisi.

Non c’è giorno che passi in cui non rivedo almeno qualche mano che ho segnato in sessione e lo studio è diventato nuovamente parte integrante della mia routine.”


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