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Stefano Atzei

Stefano Atzei

“Quando badrunno faccio gli extra”: la medicina anti-tilt di Sconquasso

Ci sono i top professionisti mondiali che estendono i loro orizzonti allo yoga o alla meditazione per mantenere sempre il massimo controllo nelle situazioni di maggior stress emotivo, e poi ci siamo noi.

Ora non so voi, ma appartenendo alla categoria dei comuni mortali so bene quanto, nella pratica, sia difficile esprimersi al meglio per tante ore di fila passando da una bad beat all’altra.

Fortunatamente (per il mio sistema nervoso) gioco a livello ricreazionale ma chi lo fa per lavoro, come il nostro “Sconquasso“, non è esattamente immune ai periodi di badrun.

Anzi, a sentirlo parlare sembra esser particolarmente ferrato sull’argomento, tanto da aver sviluppato un modo per evitare che l’incidenza della fortuna intacchi, oltre che il bankroll, le proprie certezze.

My way

“Ci sono persone che quando badrunnano sbraitano, imprecano, scagliano oggetti contro il muro… Io mi deprimo.

Dico sul serio, quando le cose vanno male sono in preda allo sconforto, non ci dormo la notte.

Diversi anni fa, credo nel 2015, feci un percorso assieme a Nicola Valentini che cambiò radicalmente il mio approccio al gioco.

Tra le tante cose affrontate parlammo anche di questa tendenza a buttarmi giù nei periodi più sfortunati e fu proprio in quel periodo che cambiai marcia anche da questo punto di vista…”

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Extra-time

La soluzione, per uno come lui, era a portata di mano:

“Invece di piangermi addosso mi mettevo a lavorare il doppio: giocavo di più e studiavo di più, anche perché non c’è altro modo per abbattere gli effetti di un periodo negativo se non continuare migliorare il proprio gioco e macinare mani.

Poi ognuno è fatto a suo modo, nel mio caso il modo migliore per non deprimermi era cercare di stimolarmi positivamente. Se sei depresso non lavori bene, non hai l’attitudine giusta per distruggere i tavoli.

Se invece pensi che sia tutto truccato o che la poker room ce l’abbia con te allora magari è meglio fermarsi, perché in quel caso non è più una questione di varianza…

A loooong term

A proposito di varianza, Valerio ci tiene a precisare un qualcosa sull’assioma long-term/no-variance, un concetto che nella pratica potrebbe deludere le aspettative di qualcuno:

“Si dice che la varianza incida solo sul breve e non sul lungo ma non è esattamente così.

Si può runnare sotto EV per tantissimo tempo e anche nel lungo il risultato non combacerà mai esattamente con l’atteso.

A me è capitato di chiudere un anno runnando 150 stack sotto EV così come conosco un regular che nello stesso arco di tempo stava runnando 160 sopra EV, e parliamo di NL200 e 400, alla fine dell’anno sono 50/60K eh…

Certo, più l’arco di tempo sarà esteso e minore sarà la forbice tra EV reale e atteso, ma nessuno ci garantisce che tutto filerà liscio e basta giocare un po’ con un simulatore di run per capire cosa intendo.

E voi come reagite alla badrun? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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