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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Valentina Galeandro, da docente ad allieva: è un aprile da 10 (anzi 13) e lode!

Chiariamo subito una cosa: ora non è che per giocare a poker ed avere buoni risultati occorra aver studiato materie scientifiche al liceo o avere una laurea in qualsivoglia disciplina richieda una buona dimestichezza coi calcoli, anche se di certo aiuta.

Il punto focale della questione è che, nel 2021, i nuovi professionisti o aspiranti tali sono distanti anni luce dall’immagine che gli stessi avevano ad inizio secolo (ma potremmo spingerci ben oltre).

La storia di Valentina Galeandro, fisica teorica con due anni di dottorato alle spalle, è la dimostrazione che il gioco del poker, per come si è evoluto, può davvero essere una delle poche discipline che non fa distinzione di genere.

E la cosa più paradossale è che, nonostante ciò, la quasi totalità dei giocatori al giorno d’oggi (parliamo di percentuali bulgare, al di sopra del 90%) è di sesso maschile.

Per questa ragione, anche se non esclusivamente, parlarvi di Valentina e del suo percorso da giocatrice equivale ad una bella boccata d’ossigeno.

Home games

Nella nostra scuola possiamo vantare già un fisico teorico e un matematico, nella fattispecie Matteo Azzola e Andrea Cogo. Se a loro aggiungiamo anche Valentina, coachata da Daniele De Feo, tra insegnanti e allievi il livello d’istruzione medio non è certamente quello che si trova in un campo da calcio.

Dietro il nome Dirac84 (sì, il nick proviene dal noto fisico britannico, insignito del premio Nobel nel 1933), la 36enne leccese si è ritagliata un piccolo spazio scalando progressivamente i livelli fino ad arrivare a giocare stabilmente abi 30 (per chi non fosse troppo ferrato coi tecnicismi l’abi, ovvero l’average buy-in, è il costo medio di iscrizione per ogni torneo e giocare abi30 significa praticamente aprire tutti i tornei in palinsesto salvo quelli da 250€).

La sua passione per le carte nasce appena qualche anno fa perché molto banalmente, nelle serate passate a giocare a poker assieme al suo ex-ragazzo (che le ha fatto conoscere il gioco) e ad alcuni amici, Valentina vinceva sempre i soldi a tutti.

Una volta chiusa la relazione i pokerini casalinghi sono venuti meno al contrario del suo interesse, che invece è cresciuto a dismisura:

“Ho cercato qualcosa online e mi sono iscritta su PokerStars, ma non che avessi chissà quale ambizione al momento…”

Dopo aver recuperato qualche informazione in giro per la rete ed essersi fatta insegnare le basi strategiche da un amico, “Dirac84” comincia a farsi le ossa nei tornei con diverse centinaia (talvolta migliaia) di iscritti.

Che sia portata per il gioco lo si intuisce da subito e infatti, in barba all’inesperienza, nei primi 6 mesi il bilancio è in pari (e state pur certi che cominciare da Zero e tenere in piedi la barca dopo mille tornei non è affatto semplice).

Il passo giusto

Come per qualsiasi giocatore, o giocatrice, che ha cominciato a far sul serio col poker, occorre un pizzico di fortuna per fare il salto.

Non solo, perché tra l’avere un’opportunità e saperla sfruttare al meglio c’è una grande differenza, ed è proprio qui che bisogna dimostrarsi all’altezza.

Valentina si informa un po’ in giro su chi possa essere il miglior coach di poker in Italia e le sue ricerche la portano al nostro Simone Speranza:

“Ho preso delle lezioni con lui circa un anno fa, senza nemmeno sapere cosa fossero i range, e un po’ per intuito, un po’ per caso, ho vinto qualcosina.”

Senza farsi prendere dall’entusiasmo delle prime soddisfazioni, sceglie subito di reinvestire parte di quanto incassato ai tavoli nella formazione:

“Per indole personale mi piace far tutto per bene quando approccio qualcosa di nuovo e voglio sentirmi preparata. Ad un certo punto ero riuscita ad avere circa 6mila euro di bankroll e ho pensato che dedicarne una parte al coaching sarebbe potuto essere un ottimo investimento e così ho fatto.”

I frutti si vedono quasi subito e tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo arrivano i primi risultati importanti, un successo all’AOS per 2.2K e un runner-up alle Carnival Series per altri 4mila euro.

Sliding doors

Quando si fanno gli step corretti evolversi diventa una semplice conseguenza.

Valentina si affida a Daniele De Feo con cui inizia a studiare sui solver, un qualcosa di molto intuitivo per una come lei, che tra le altre cose può vantare anche qualche base in programmazione:

“Abbiamo fatto passi da gigante da quando ho cominciato il percorso con Daniele, ora mi sento preparata rispetto alla media e riesco ad affrontare il mio abi con serenità.

Devo esser sincera, se non fosse stato per la pandemia probabilmente non avrei abbandonato il dottorato a un anno dalla fine, ma col senno di poi credo di aver fatto la scelta giusta. Anche perché alla mia età devo pensare a mantenermi da sola e fare le supplenze a scuola non basta.

L’obiettivo adesso è capire come riuscire a far diventare il poker una professione, senza essere intimoriti dal fatto di non avere le stesse garanzie che ha un insegnante o chiunque altro abbia un posto fisso. Lo confesso, mi sono iscritta al corso docenti perché è comunque una buona opportunità, ma in cuor mio non vorrei fare quella vita…”

Il DDF che non t’aspetti

Se avete avuto occasione di seguire una delle sue live (specie quelle più datate) sembrerebbe una follia pensare che Daniele De Feo, noto per le sue escandescenze, possa essere non soltanto un ottimo coach dal punto di vista tecnico (sulla sua preparazione non si discute) ma anche, e soprattutto, da quello mentale:

“Ebbene sì, il lavoro che Daniele ha fatto con me è stato fenomenale. E’ arrivato in un momento in cui, diciamo, avevo bisogno che qualcuno mi dicesse determinate cose e mi facesse credere in me stessa, nei miei mezzi.

E poi lui è anche uno molto pratico, nel senso, è preparatissimo sulla teoria e dalla sua ha anche quell’esperienza che gli consente sia di trovare degli exploit a partita in corso che di capire a fondo la psicologia del suo coachato.

In questo è veramente forte e la fiducia che è stato in grado di trasmettermi va oltre il valore, in termini di conoscenze, di una singola lezione.”

Psicologia o meno, il dato di fatto è che nell’ultimo mese “Dirac84” ha fatto segnare un +13K alla voce “profit”, grazie a un secondo posto da 11.4K al Deepstack da 100 dello SCOOP e un 4° posto al Mini HR SCOOP per altri 2.2K.

dirac84
Il grafico di Valentina Galeandro su PokerStars.it

Nota dell’autore: Ho evitato di rivolgere a Valentina le solite domande sul “cosa si prova ad essere una delle poche donne in un settore a forte connotazione maschile”, ma abbiamo comunque parlato della sua esperienza a un torneo live, l’IPO di San Marino dello scorso ottobre:

“C’è un vantaggio innegabile nell’essere donne a un torneo di poker: il nostro bagno è sempre quello senza fila e, ve l’assicuro, è un caso unico!”

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