Il recente successo alle Turbo KO Series, come raccontato in questa intervista, non è esattamente frutto del caso.

Alessandro De Medici coi tornei turbo ci sa fare eccome e il background da giocatore di Sit&Go fa la differenza nei momenti dove l’ICM pesa di più.

Questo pomeriggio abbiamo affrontato l’argomento assieme al nostro “MyT1m3IsNow” per farci dare qualche dritta sul formato che di recente ha ravvivato il palinsesto di PokerStars.it.

Tornei turbo: vietato sbagliare

“I tornei delle Turbo Series erano dei finti turbo, si partiva molto deep e si aveva la possibilità di incrementare subito lo stack giocando molto postflop (senza esagerare).

Sia nei raisati che negli squeezati/3-bettati capita spesso di giocare multi-way: è molto importante saper gestire il postflop al meglio dato che difficilmente si giocherà heads-up nei primi 20/30 minuti del torneo.

Una volta che l’average stack si abbassa la chiave sta nella conoscenza dei range preflop e, come in qualsiasi altro torneo, nel preservare lo stack.

Tantissimi giocatori commettono una marea di errori nelle situazioni in cui si gioca veramente short, dove non dico che si giochi solo push or fold ma quasi.

Nei turbo è fondamentale avere le idee chiare sin dall’inizio perché con 10/15/20 big blind a disposizione non c’è margine di errore.

Le peculiarità dei tornei turbo

In fin dei conti il gioco è lo stesso, anche se la differenza clamorosa coi tornei normal è che l’average stack (ti trovi a giocare con stack molto più ridotti).

In un torneo qualsiasi si parte con 200 blind e quando l’average scende attorno ai 30x significa che si è circa a 3 tavoli left.

Nei turbo viene meno l’intera fase intermedia, c’e’ meno gioco post, gli stack si assottigliano velocemente e bisogna in qualche modo sopravvivere.”

Gli errori nei tornei turbo

“Di base sanno tutti (più o meno) cosa va shovato/reshovato/aperto/callato, anche se in alcune circostanze la tendenza del field è quella di gestire male delle situazioni preflop abbastanza semplici.

Ad esempio in una dinamica BTN/SB/BB capita di vedere il BTN raise-callare 20x con 5-5, quando sarebbe stato un clear openshove.

Gli openshove missati sono un errore che vedo fare anche nei normal.”

L’ICM nei tornei turbo

“L’ICM è un mondo totalmente a parte.

L’altra sera guardando il replay del tavolo finale del Turbo PKO di qualche settimana fa, ho visto che il mio avversario il blind-war folda A-8 off sul mio shove 8x con A-3 (e mi copriva con lo stack).

Per dire, in un colpo così se avesse chiamato con i range corretti probabilmente mi avrebbe eliminato dal torneo e sarebbe andato a 30x con una marea di short stack attorno ai 5/6 bui.

Avere un’idea più chiara possibile dei range in gioco è l’unica arma a nostro favore in situazioni dove lo stack ha un peso monetario.

In alcune fasi il field tende a giocare più nitty del previsto, momenti in cui non bisogna assolutamente lasciarsi prendere dall’emozione del soldo che vedi lì.

Non conoscere i range alla perfezione credo sia l’errore madre, che poi si ripercuote una volta arrivati al final table con una totale disconoscenza dell’ICM.

Si tratta ovviamente di concetti avanzati che un neofita dovrebbe andare a studiare solo alla fine del proprio percorso, quando appunto arriva con costanza nelle fasi finali dei tornei.

Poi certo, l’ICM è una materia importantissima e la differenza tra un call o un fold può essere abissale.

E voi in che modo approcciate i tornei turbo? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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