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Stefano Atzei

Stefano Atzei

La linea dura di Simone Speranza: “Denunciare le truffe per sensibilizzare giocatori e poker room”

Per quanto il senso di frustrazione e impotenza di fronte al fenomeno collusion/softplay possa generare rancore (e quindi acuire la voglia di rivalsa nei confronti dei disonesti) non vogliamo assolutamente che quanto accaduto al nostro Emanuele Monari si esaurisca in una caccia alle streghe.

Abbiamo scelto di dare ampio risalto alla questione sulle nostre pagine perché era ora che qualcuno cominciasse a parlare di una realtà con cui, chi gioca a poker online in Italia, è costretto a convivere dall’alba dei tempi.

“C’è chi sostiene che sia meglio non far troppo rumore perché, alle orecchie di un semplice amatore, certe cose potrebbero essere fraintese: ‘Se gli fai notare certe cose gli occasionali scappano’, o qualcosa di molto simile.

Crediamo invece che non sia così e anzi, che soltanto parlando apertamente del problema si possa attirare l’attenzione delle poker room su un qualcosa che non esitiamo a definire il cancro del poker online italiano: che si tratti di multi-accounting, account-sharing, collusion, ghosting o softplay il concetto è sempre lo stesso, imbrogliare per il proprio tornaconto:

“Occorre, denuncia dopo denuncia, sensibilizzare le poker room in questo senso affinché offrano maggiori garanzie sotto il profilo della sicurezza” – aggiunge Spera.

Il punto di Spera91

“Fino ad oggi siamo stati abituati a vedere le testate di settore fare quasi a gara (probabilmente a loro insaputa) ad intervistare alcuni tra i personaggi peggiori del nostro panorama pokeristico.

Sul nostro blog invece vogliamo cominciare a denunciare e rendere pubbliche questo tipo di truffe.

A mio modo di vedere i truffatori nel poker online sono di tre specie:

  • Multiaccounting – Probabilmente non riuscendo a vincere con uno ne creano degli altri sperando che il giocare in incognito porti i suoi frutti senza però lavorare sul gioco, che è l’aspetto principale. Alla fine il 90% i questi finisce per vincere nel breve-medio periodo, salvo poi brokare in un modo o nell’altro e trovarsi costretti a vendere qualcosa per far fronte ai debiti.
  • Collusion – Chi la fa con amici o conoscenti una volta arrivati a 2 o 3 tavoli left: anche in questo caso le considerazioni fatte sopra rimangono valide.
  • Ghosting – Chi staka una ristretta cerchia di persone e, una volta che lo stakato è arrivato in late stage, gli viene preso il contro del muse dallo staker che conclude per lui il torneo.

Un danno al quadrato

“All’ultima categoria vorrei far notare come questo tipo di procedura, per gli stakati, sia non soltanto una truffa bella e buona alla pari delle altre ma non porta nemmeno alcun tipo di beneficio allo stakato.

A mio modo di vedere dovrebbe essere proprio lo stakato a rifiutarsi, perché giocare le late stage è questione di allenamento e lasciare il controllo allo staker convinti di poter guadagnare di più è un errore madornale.

Innanzitutto perché nel poker non c’è nulla di scontato e non è nemmeno detto che lo staker sia effettivamente più bravo del suo stakato, e soprattutto perché il vero guadagno lo si vedrà dopo 10 o 15 anni di carriera.

Ve lo assicuro, è molto più profittevole nel lungo periodo prendere dei pali in faccia che ti fanno crescere piuttosto che lasciare l’azione in mano ad altri.”

Awareness

“Alle vittime di scorrettezze ai tavoli online o più in generale a tutte le persone per bene del nostro settore dico che l’unica alternativa per combattere queste situazioni è lo studio.

Più si studia, più sarà il margine di profitto che avremo ai tavoli e minore sarà l’incidenza di queste truffe sui nostri bilanci.

E poi bisogna finirla di nascondere la testa sotto la sabbia ma parlare apertamente di ciò che accade, quotidianamente, sulle poker room italiane.

Chi collude non deve trovare una struttura che gli consente di continuare a farlo indisturbatamente ma deve vivere con il timore di poter esser denunciato da qualcuno, che sia il nostro blog o chissà quale altra testata di settore.”

LEGGI ANCHE: Quando collusion e softplay diventano più di un sospetto: Emanuele Monari racconta cosa è successo allo Special

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