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Stefano Atzei

Stefano Atzei

La reazione di Simone Speranza al periodo più nero della sua carriera

Lo slogan dell’Academy è “Itz time to level-up”, perché quello è (e dev’essere) l’obiettivo di ogni giocatore che ambisce a fare il professionista.

Quel che non viene sbandierato nelle pubblicità però, e che forse è ancora più importante dello scalare i livelli, è saper reggere l’urto della varianza senza mai perdere la bussola.

“Itz time to work”, per dirla a mo’ dei pubblicitari, ed è un po’ il sunto di quel che il nostro Spera91 ha scelto come mantra per i prossimi mesi.

Perché se fino ad ora si è scherzato, adesso è arrivato il momento di far sul serio.

L’annus horribilis di Spera91

Numeri alla mano, i risultati ottenuti da Simone negli ultimi 12 mesi non sono confortanti.

Dopo lo swing da quasi 100K alle WSOP online e il periodo di risalita sulla stessa piattaforma nei mesi successivi, è arrivata un’altra discesa importante che ha riportato la situazione ai livelli di settembre, se non peggio.

I numeri però raccontano soltanto una parte della storia, quella che fa più gola al pubblico (che non disdegna affatto fare i conti nelle tasche altrui) ma ne omettono quella più importante:

Il 2020 è stato l’anno in cui ho raggiunto il top dell’abi, della spending, del livello del field e della portata dei tornei che ho giocato in tutta la mia carriera.

Questo passaggio però non è stato accompagnato dalla giusta attenzione dal punto di vista mentale, e quando giochi contro un field che è attento ad ogni singolo dettaglio questo aspetto può fare un’enorme differenza ai tavoli.”

Ahi! stakes

Il curriculum online di Simone Speranza è presto detto: ha distrutto abi 50 sul “punto it”, ha fatto lo stesso su Party.com ad abi 200 e da quando sono arrivate le Series online ha alzato ulteriormente l’asticella stabilendosi ad abi 400.

Un’ascesa vertiginosa pari soltanto a quella di alcuni (pochi) suoi illustri colleghi, uno su tutti Enrico Camosci, che però ha subito una botta d’arresto:

“Ho sempre giocato in field contro i quali ero cinque passi avanti, e più il tuo ROI è alto e più è difficile perdere, magari chiudi in negativo 2 mesi su 12, ecco.

Al contrario, se sei soltanto un passo avanti dal punto di vista tecnico rispetto al field, però performi male perché hai la testa impegnata in mille altre cose, quel passettino vale zero e sei in balia della varianza.

Ecco, questo è esattamente quel che mi è successo nell’ultimo periodo, il focus era altrove.”

LEGGI ANCHE: Una sessione di poker accanto a Simone Speranza

ITZ time to work

A chi non fa il poker player di mestiere, ma comunque conosce un poco il mondo delle due carte, verrebbe da chiedersi: “non sarebbe comunque sufficiente accontentarsi di battere abi 200 con agilità invece che andare a scontrarsi coi più duri?”

La risposta di Simone a questa domanda non è relativa esclusivamente alle ambizioni personali:

“Certo, quelle ci sono sempre. Ma per quanto mi riguarda il discorso è molto meno romantico, perché sono già sicuro di riuscire a vincere all’abi che sto affrontando e so benissimo che mi basta soltanto studiare, lavorare come ho sempre fatto e migliorare nelle situazioni in cui non riesco a generare EV.

Non è una speranza vana, sono convinto di avere le conoscenze adeguate per battere questo livello, altrimenti non avrei problemi a fare un passo indietro e giocare un abi più basso.

La medicina

Alcuni giorni fa abbiamo parlato col nostro coach cash-game Valerio Gianni del suo metodo “anti-tilt” nei periodi di run sfavorevole.

Quel che ha pianificato Simone per i prossimi mesi non è poi troppo distante a livello di concetto, sebbene si tratti di due discipline differenti (tornei e cash-game) a livelli e contro field ben diversi.

In tre parole, lavorare (sodo), giocare, migliorarsi:

“Adesso ho già organizzato i miei impegni per far si che sia piu libero di testa e abbia meno cose da fare rispetto a prima. La nascita, la crescita e lo sviluppo di ITZ (e i corsi da realizzare sono soltanto una piccola parte del lavoro svolto) hanno sicuramente sottratto tantissimo tempo allo studio e più in generale non sono stato in grado di arrivare mentalmente fresco per affrontare le sessioni.

Avere la testa impegnata a fare altro per otto ore e poi buttarsi a capofitto sui tavoli contro gente mediamente preparata significa annullare la propria edge, e so che per uscire da questa situazione l’unico modo è studiare in modo da aumentare l’EV e quindi generare un ROI tale da limitare le oscillazioni della varianza.

Al momento ho dimostrato di fare even contro il field con cui gioco, il fatto che chiuda l’anno con ROI -5%, 0 o +5% cambia poco, raccolgo quel che ho seminato. Ecco perché sono così sicuro nei miei mezzi, so dove e come intervenire e dipende soltanto da me.

Studiare è un’ottimo modo per uscire da periodi neri come questo, così prolungati. Ti permette di essere soddisfatto della tua giornata a prescindere dall’esito della sessione, e questo da nuovi stimoli per continuare a lavorare. Ed è forse la cosa che mi è mancata di più nell’ultimo anno…”

E voi come reagite ai periodi più neri? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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