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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Simone Speranza: Il downswing alle WSOP? Il vero traguardo è stato giocarle!

Ne avevamo parlato la scorsa settimana all’interno di questo articolo, ma non eravamo andati a fondo.

Quest’estate, per la prima volta in carriera, il nostro Spera ha giocato dal primo all’ultimo torneo delle World Series of Poker Online, il tutto in diretta streaming su Twitch.

Un’avventura che, almeno negli intenti iniziali, poteva diventare qualcosa di straordinario ma che, a conti fatti, non ha portato chissà quali gioie. Anzi…

La serie nera alle WSOP

Immaginate di trovarvi per la prima volta in carriera a giocare un average buy-in decisamente più alto rispetto a quello cui eravate abituati.

Ora pensate di farlo in diretta su Twitch (quindi sotto gli occhi di migliaia di appassionati), con alle spalle una scuola di coaching appena nata e le aspettative personali (e di chi sta attorno) per un possibile exploit in uno dei tornei più importanti al mondo.

Riuscireste a performare al 100%? Simone ci ha provato ma le cose non sono andate esattamente come si aspettava:

Ci ho riflettuto tanto, anche a WSOP terminate. Swingare quasi 100K in diretta Twitch, specie di fronte a tante persone che non erano abituate a vedere spending simili, non è stato facile.

Il fatto di aver recuperato quasi tutto all’ultimo giorno, con il risultato ottenuto su Party è stato confortante, ma lo swing monetario in sé non è mai stato un grosso problema. La questione era di altra natura…

Punti di vista

Il vento ha cambiato direzione non appena le Series sono terminate e, come spesso accade, alla lunga i risultati gli hanno dato ragione.

Tuttavia la delusione principale non proveniva dall’aspetto economico, si trattava piuttosto di una questione di prospettiva:

Appena finite le WSOP ho parlato subito con Nicola Valentini, che mi ha mostrato un altro punto di vista.

Mi ha detto di vivere il tutto come una festa, perché questo è stato. Il vero traguardo raggiunto è aver giocato tutti i tornei che ho sempre desiderato ed esserci arrivato passo dopo passo.

Il fatto stesso di giocarli rappresentava il compimento di un percorso cominciato tanti anni fa, quando ancora giocavo 4 tavoli al NL50 e vedevo i professionisti di allora guadagnare 20mila euro al mese.

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Un passo alla volta

Sono sempre stato molto oculato nella gestione del bankroll e credo di aver anche capito quando e come ‘aggredire il roll’ in certe circostanze.

Le WSOP di quest’estate erano un’occasione fantastica e per questo non ho avuto alcun ripensamento nel compilare una schedule sicuramente impegnativa a livello economico.

L’ho fatto con consapevolezza, così come sono consapevole del mio livello di gioco attualmente, ed è andata bene così.

Il percorso fatto fino a questo punto è la cosa che mi rende più orgoglioso di tutte, i risultati non mi hanno mai preoccupato.

Anche nelle serate peggiori, da quando perdo tutti i tornei senza nemmeno centrare un ITM a quando arrivo a un passo da un final table importante, non appena la sessione finisce stacco il cervello e tutto quel che è accaduto ai tavoli non influisce in alcun modo sulla mia persona.”

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E voi riuscite a mantenere un mindset di ferro ai tavoli da gioco? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!


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