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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Uno-due e palla al centro: Simone Speranza racconta la sua doppietta da fantascienza!

Chapeau. Non è necessario aggiungere altro alla piccola, grande impresa compiuta dal nostro head coach Simone Speranza negli ultimi dieci giorni.

Un back-to-back in un field di super-duri al torneo High Roller da 1.050$ di iscrizione del mercoledì sul circuito GGNetwork che lascia tutti a bocca aperta.

Tutti tranne il protagonista della doppietta, felicissimo (ve lo possiamo assicurare) non tanto dei risultati in sé e per sé ma per quella serenità ritrovata che gli ha consentito di giocarsi al meglio le sue carte, nel vero senso della parola.

Un prova di forza

Dietro ogni successo c’è un mondo da scoprire. I due primi posti ottenuti da Spera non fanno eccezione e infatti arrivano dopo un periodo davvero difficile a cui (non a caso) sono seguiti dei risultati poco soddisfacenti.

Ne parlammo già qualche mese fa proprio su queste pagine: tra la realizzazione e il lancio dei corsi, le ore di coaching e le mille e una iniziative di In The Zone, il lavoro di poker pro cominciava a risentirne.

Salvo una parentesi felice tra giugno e luglio la situazione cominciava a farsi preoccupante, ma d’altronde è proprio nei momenti peggiori che emerge la stoffa del professionista:

“Ho fatto tante sedute con Nicola Valentini perché, più che la tecnica, era l’aspetto mentale che stava cominciando ad incidere pesantemente ai tavoli.

Se devo esser sincero era già da qualche settimana che sentivo di avere un altro feeling ai tavoli e, come spesso accade in queste circostanze, i risultati hanno confermato le sensazioni.”

Facile dirlo dopo aver portato a casa due Main Event da circa 70K l’uno, ma è davvero così.

Ecco la prima perla, risalente a mercoledì 1 settembre:

1 spera
Il torneo High Roller da 1.050$ vinto da Spera il 1° settembre 2021

Ed ecco la seconda, esattamente a una settimana di distanza:

2 spera
La seconda perla di mercoledì 8 settembre 2021

Teoria e pratica

“Nel poker non conta tanto quel che sai ma quel che fai. E l’aspetto mentale fa sì che a volte tu faccia delle cose diverse da quelle che conosci.

Il punto focale della questione è riuscire a mettere in pratica il più possibile quel che si conosce nella massima tranquillità. Nicola mi ha sempre detto che pur non conoscendo per bene il field contro il quale mi stavo misurando era sicuro che batterlo sarebbe stato alla mia portata.

Si trattava soltanto di mettersi nelle condizioni migliori per farlo e saper dividere in maniera ottimale gli impegni è uno degli aspetti principali.

In quest’anno ho cercato di concentrare tutti gli impegni (dai corsi al sito, passando per coaching e poker giocato) senza focalizzarmi singolarmente su ognuno di essi.

E la chiave è stata prender coscienza del fatto che non si può pretendere di fare tutto assieme e farlo nel migliore dei modi. Ci sono dei periodi in cui la priorità deve esser data al gioco ed altri in cui è bene concentrarsi su altri aspetti.

Ciò comporta fare delle rinunce, ma non ci sono troppe altre strade da percorrere per far bene.”

Corto circuito

“Quando le cose vanno male è molto complicato fare una auto-analisi approfondita, ma sono abbastanza sicuro di non aver sofferto di ansia da prestazione.

Piuttosto si era creato un loop per cui nei momenti più importanti pensavo alle cose sbagliate.”

Una tendenza che, come possiamo vedere dal grafico qui sotto, è stata completamente invertita:

spera graph
Il grafico di Simone da quando gioca col suo nome e cognome

L’uno-due da fantascienza

“Sono molto soddisfatto di entrambi i final table anche se il primo torneo è stato molto più complicato del secondo, perché partivo 7/9.

Nel corso delle prime mani ho fatto un reshove da BB molto dubbio in termini di ICM, dove riesco a vincere con J-Ts contro A-K raddoppiando lo stack.

Chi mi ha messo più in difficoltà? Diciamo che per una questione di distribuzione di stack, oltre alla sua indubbia preparazione, è stato Claas Segebrecht, che ha chiuso runner-up.

Nel torneo di mercoledì scorso invece partivo da chipleader e, salvo un momento in cui mi trovavo 3/5, è andato tutto molto bene (nei prossimi giorni vi posteremo una mano davvero spettacolare giocata da Spera in fase 4 left che ha spostato nettamente gli equilibri a suo favore, ndr.)

Se devo dirla tutta è stata una sessione un po’ particolare, perché ho aperto solo 4 tavoli mentre facevo l’asta del fantacalcio assieme ad Emanuele Monari…”

Probabilmente non la miglior pubblicità a livello professionale (e infatti vi sconsigliamo vivamente di mettervi a giocare mentre fate qualcos’altro) ma nel caso di Simone, vista la sua preparazione, gestire 4 tavoli tra un’offerta per un difensore e un rilancio per un attaccante non è nemmeno la fine del mondo!

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