fbpx
rayden marco richetto rapper poker
Redazione ITZ

Redazione ITZ

I Rookies della ITZ Academy: Marco ‘Rayden’ Richetto

Nella In The Zone Academy abbiamo spazio anche per il freestyle! Tra i Rookies della nostra Accademia c’è Marco Richetto, rapper torinese con cinque album all’attivo conosciuto al grande pubblico come ‘Rayden’.

Il percorso che ha portato Marco al poker è stato quanto meno tortuoso. Per un periodo ha anche cercato di tenere il piede in due staffe, prima di decidere di buttarsi anima e corpo nel nostro progetto. Il tutto è nato da una brutta bad beat nella sua carriera musicale

Bad beat

Nel poker il termine ‘bad beat’ indica una mano in cui il giocatore che parte ampiamente favorito finisce col perdere: un colpo gobbo della sorte, in pratica.

Rayden si è avvicinato al poker dopo una brutta bad beat presa col rap:

“Nel 2016 uscì il mio ultimo disco, lo produsse l’etichetta di Fedez e J-Ax. Purtroppo andò mediamente male perché quell’anno esplose Rovazzi e catalizzò gli sforzi della etichetta. E’ stata una fase abbastanza buia della mia carriera. Mi sono trovato messo ai margini perché in quel preciso momento storico la domanda di rap era in declino. Ho fatto sei-sette date e poi avevo finito il lavoro: mi sono trovato a dover ripartire da zero perché il disco non ha avuto l’esito che speravo“.

Così, dopo quasi venti anni di musica da professionista, Marco si è dovuto reinventare di punto in bianco:

“Si era inceppato il meccanismo che mi portava soldi senza che io avessi sbagliato qualcosa. Non avevo mai preso in considerazione di fare altro, nonostante sia laureato in giurisprudenza. Di colpo si è rotta la mia routine fatta di scrivere musica, registrare, partire per i tour, fare date e video. Ho iniziato a giocare a poker per tenere la testa impegnata”.

Server rigged

In almeno un caso, inoltre, nella sua carriera di freestyler, Marco aveva sperimentato sulla sua pelle anche il ‘server rigged’ tanto caro ai giocatori di poker online alle prime armi, che credono che la distribuzione delle carte sia truccata ad arte per far vincere il più short / il chipleader / il regular… 🙂

Era il 2004 e Rayden affrontava Clementino nella finale del contest di freestyle ‘Tecniche perfette’. L’avversario napoletano aveva alzato bandiera bianca assegnando la vittoria a Marco, un po’ come se in un incontro di pugilato uno degli sfidanti gettasse la spugna, invece alla fine la giuria diede la vittoria a Clementino. Ecco il video dove si sente sua la dichiarazione di resa:

Passando dal rap al poker, quindi, Marco aveva già più o meno chiaro cosa si poteva aspettare. Per un momento ha anche continuato a tenere il piede in due staffe.

Conciliare serate e poker online

Dopo aver continuato a giocare e a salire di livello, nel 2019 Marco è stato chiamato da Radio 105 per fare da vocalist al carrozzone Mamacita. Alla fine dell’anno ha timbrato il cartellino in novanta serate.

“E’ stato un periodo davvero massacrante. Magari alle cinque di mattina finivo una serata al Numa di Bologna, un’ora dopo prendevo il Flixbus per Torino, arrivavo alla una, mi buttavo a letto a dormire e alle sei mi svegliavo per far partire la sessione domenicale.”

Abitudini che non si sposavano proprio benissimo, per non dire proprio che cozzavano tra loro:

“Nel 2019 ho iniziato a multitablare in modo serio passando da 4-6 tavoli a dieci: sulla linea del profit, coi tornei, ho continuato a oscillare sempre intorno allo zero, per fare cassa provvedevo con gli Spin&Go. Alla fine dell’anno il bilancio pokeristico non era dei migliori ma avevo messo dentro il mestiere che serviva”

Freestyle e creatività al tavolo verde

I primi risultati importanti ai tornei di poker online per Marco arrivano con l’inizio della pandemia e l’obbligo di restare a casa. A marzo una importante vittoria da quasi diecimila euro dà il la a un anno che a dicembre chiude con un altro primo posto di prestigio, alle Winter Series di PokerStars, per un profitto complessivo di 38 mila euro.

Con un bagaglio tecnico consolidato e rinfrancato dai primi risultati, Marco spiega che l’abilità nella improvvisazione che sfoggiava sui palchi italiani può avere una sua utilità pratica anche ai tavoli da poker:

“Secondo me il bello di questo gioco è che uno può teorizzare tutto, ma c’è una sorta di intelligenza intuitiva che in game ti permette di fare le cose giuste. Al netto di tutta la teoria che uno può studiare c’è spazio per il guizzo, per la giocata creativa, che è un po’ il bello di questo gioco. A poker essere creativo serve: uno studia le linee ottimali apposta per adattarle a chi ha davanti.”

Spera e il progetto Rookies

L’approccio di Rayden al poker cambia verso settembre-ottobre 2020, quando si rivolge al nostro ‘spera91’ per un pacchetto di coaching.

Il calendario di Simo è pieno e le lezioni sono rimandate a gennaio 2021, ma dopo un paio di settimane Marco viene portato a conoscenza del progetto Rookies e decide di aderire:

“Adesso fondamentalmente ho fatto lo switch mentale di fare questo a tempo pieno. Un tour di novanta date come quello del 2019 probabilmente non lo tornerò più a fare. Dall’anno scorso ho capito che posso farcela con questo lavoro, a livello di energie ci sto mettendo tutto il mio tempo: gioco sei sere su sette e almeno tre o quattro pomeriggi a settimana sono per lo studio. Adesso l’obiettivo è diventare un professionista di poker e un coach della Academy nel giro di due anni”

Lasciate un bel like d’incoraggiamento a Marco sulla Fanpage!

LEGGI ANCHE: DOWNSWING ALLE WSOP? UN PROFESSIONISTA NON SI SCOMPONE


Vuoi prenotare una lezione privata con un coach ITZ? CLICCA QUI!

Sul nostro sito puoi trovare anche i VIDEOCORSI  dedicati a tornei, cashgame e crypto traiding!

Non perdere infine gli appuntamenti con le nostre analisi tecniche e con le dirette streaming: registrati al nostro canale Twitch per restare aggiornato!

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su telegram
Condividi su skype