Lo abbiamo annunciato qualche settimana fa sulla nostra pagina Facebook, ora però era è arrivato il momento delle presentazioni ufficiali: Rino Fusco si unisce al team di ITZ come coach MTT.

Il nostro “pocho.i1988″ (su PokerStars) è l’ultimo arrivato solamente in ordine cronologico, perché chi ha bazzicato nel mondo del coaching negli ultimi anni avrà sicuramente sentito parlare di lui.

Sotto la sua egida sono transitati oltre 200 allievi, la maggior parte dei quali ha ottenuto e ottiene ancora ottimi risultati.

Per conoscere un po’ meglio il suo percorso, da giocatore prima e da coach poi, abbiamo chiesto direttamente a lui.

Parola a Rino dunque…

Gli esordi col poker di Rino Fusco

Come tutti ho caricato diverse volte, all’inizio giocavo su Gioco Digitale per poi spostarmi su Stars, perdendo la classica 50 euro.

Nel 2012 /2013 venni a conoscenza di C-bet, un forum cui prendevano parte alle discussioni tanti giocatori molto forti. Dopo un secondo posto a un evento di GD, decisi di invetire parte della vincita nella formazione e presi qualche ora con Filippo Voconi.

Dopo un break di quasi un anno tornai a giocare sotto staking imparando gli aspetti fondamentali per diventare un giocatore vincente, anche se il salto di qualità vero e proprio è arrivato con Emiliano Conti, che considero tutt’ora il mio mentore in questo gioco.

Mi ha dato un’impostazione, come giocatore, di livello superiore rispetto al passato, mi ha insegnato la base matematica del poker e mi ha introdotto nel mondo del coaching.”

Arrivano i solver

Nel 2016 ho conosciuto Nicola Valentini e ho capito che era necessario un salto di qualità ulteriore a livello di conoscenza sul postflop.

Abbiamo così cominciato ad approcciare i solver (ai tempi Quattroganci lavorava su Simple Postflop), quindi comprammo la licenza e iniziammo a buttar giù un piano di studi con Simone. (Speranza ndr.)

Per 2/3 giorni a settimana ci mettevamo a studiare come migliorare il postflop e parallelamente ai miei studi, proseguivo col coaching privato: più le mie conoscenze crescevano e più il coaching ne traeva giovamento perché riportavo sempre tutto nelle singole lezioni coi ragazzi.

Il cambio di rotta

L’evoluzione c’è stata in modo tangibile nel 2017. Avevo una gran frenesia di migliorare sempre più il gioco postflop e decisi di affidarmi a un coach completamente estraneo agli MMT, un reg cash high-stakes: Karim “Karim92” Radani, che gioca anche sul ‘dot com’.

Gli chiesi alcune lezioni per lavorare sul postlfop con avg. stack di 30x. All’inizio continuavo a giocare MTT e facevamo review e studi sui tornei, ma sotto suo consiglio cominciai a giocare anche cash per mettere in pratica ciò che dicevamo a lezione .

Inizia a giocare al NL50 con ottimi risultati sin da subito, anche perché il livello non era granché e le mie conoscenze erano già sufficienti ad essere più forte della media.

A fine 2017 quindi, decisi di switchare dai tornei al cash-game e a gennaio 2018 cominciai ad usare i solver più seriamente.

Il salto di qualità

Uno step ulteriore è avvenuto nel 2018, un anno di grande evoluzione tecnica, sia per quel che ho capito del gioco che dal punto di vista del coaching.

In quel periodo grazie alle ore fatte con Karim Radani, Francesco Lacriola e ad alcune (davvero illuminanti per quanto riguarda determinati concetti del poker) con Giacomo Loccarini (che è stato il mio ultimo coach cash) ho fatto un salto di qualità.

Sono arrivato al NL200 con un campione da un milione di mani giocate tra 50,100 e 200.

Tutto ciò mi ha dato una spinta ulteriore per seguire i miei coachati perché, ve l’assicuro, avere la possibilità di discutere di poker con giocatori così forti e preparati è stato fondamentale e un po’ tutti ne abbiamo tratto beneficio.

Lo stop e il ritorno

Nel 2019 ho giocato pochissimo per problemi personali e sono tornato a tempo pieno dal 26 marzo 2020, ricordo proprio la data precisa.

Rimango un giocatore MTT per impostazione, anche se attualmente credo (senza falsa modestia) di essere un giocatore preparato a 360° , ma soprattutto credo di essere un coach preparato per quanto riguarda la costruzione di un giocatore, lo sviluppo di un piano di studi e l’utilizzo dei solver per analizzare il postflop.

Pur non essendo un mental coach, con l’esperienza ho imparato anche a trovare le giuste soluzioni dal punto di vista mentale e so su cosa intervenire in base alla persona o a come questa reagisce ai momenti positivi o negativi.”



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Inoltre è già disponibile la Masterclass MTT livello BASIC e la Masterclass MTT livello ADVANCED.

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