Giocare a poker, e spesso ce lo si dimentica, è qualcosa di molto più pratico che teorico.

Le scelte prese al tavolo da gioco riguardano sempre situazioni uniche (per quanto raggruppabili in macro-aree) nelle quali dovremmo mettere in atto quanto appreso nel modo migliore possibile.

E spesso le ragioni che portano ad una scelta non dipendono esclusivamente dalla nostra maggiore o minor competenza, quanto piuttosto dalla situazione che creiamo attorno a noi.

Come in qualsiasi altro sport, per performare al meglio occorre tenere sotto controllo diversi fattori: come dire, Cristiano Ronaldo potrebbe allenarsi esattamente come fa, ma se mangiasse ogni giorno da Mc Donald e fumasse un pacchetto al giorno non metteremmo la mano sul fuoco sulle sue performance.

Ecco quindi tre regole d’oro da seguire per dare sempre il massimo ai tavoli da gioco, a prescindere dal livello tecnico acquisito.

Esser sinceri con se stessi

Il primo, e forse il più difficile, aspetto da tenere in considerazione.

La voglia di spaccare il mondo presente nella testa di ogni pokerista che si rispetti deve fare i conti con la realtà.

Il solo fatto di avere una gran motivazione e trovarsi una sfilza di tornei dal prizepool allettante non costituisce per sé una valida ragione per schierarsi.

Bisogna sempre capire in che condizione psicofisica si sta per approcciare una sessione: stanchezza, nervosismo, agitazione e affini sono gli indicatori principali da tenere in conto.

Specialmente nel poker formato torneo, dove si può stare tranquillamente davanti al PC per 6/7 o più ore di fila, arrivare con le batterie scariche nei momenti decisivi non solo influisce negativamente sulla nostra EV, ma potrebbe avere anche delle ripercussioni mentali sul nostro gioco futuro.

Per capire se siete in grado o meno di approcciare una sessione col mindset giusto si può sempre fare un test: prendete parte ad una partita ai microstakes per 10/20 minuti (qualche Sit&Go o un tavolo cash) e mettete alla prova il vostro mindset cercando di dare il meglio anche se le cifre in ballo sono irrisorie.

Siete in grado di approcciare la partita nel modo corretto a prescindere dal livello? Riuscite a prendervi quei 4/5 secondi prima di ogni scelta senza farvi trascinare dalla frenesia?

Se la risposta è sì ad entrambe siete sulla buona strada, se invece al primo scoppio cominciate ad imprecare e agitarvi pur trattandosi di una partita ben al di sotto di quel che siete abituati a giocare, una riflessione prima di cominciare è la scelta migliore.

Dosare il bankroll

L’obiettivo comune di tutti e tre i punti è quello di eliminare qualsiasi fattore che possa influire negativamente sulle nostre decisioni a partita in corso.

Cosa, più del peso dei soldi, ci fa cambiare direzione quando ci troviamo di fronte ad una scelta complessa?

Ecco perché rispettare le regole del bankroll è fondamentale: non soltanto da un punto di vista prettamente economico (non avrebbe senso investire il 20% del proprio capitale in un singolo torneo) ma anche da quello del mindset.

Trovarvi a giocare un torneo fuori dalla vostra portata con l’ossessione di dover arrivare a premio influirà inevitabilmente in modo negativo su qualsiasi scelta prenderete.

Capita spesso di sentire alcuni giocatori lamentarsi della run agli stake più alti in confronto a come andavano le cose a livelli cui erano abituati, come se in qualche modo la poker room tramasse qualcosa contro di loro: nulla di più falso.

Ciò che accade invece, nella maggior parte dei casi, è che si adottano dei micro-accorgimenti nel proprio gioco (probabilmente per compensare la carenza a livello tecnico) in modo da “limitare” la varianza negativa.

La conseguenza di ciò non ve la spieghiamo nemmeno…

Sapere quando fermarsi

I risultati nel poker si ottengono nel lungo periodo.

Questa frase, che probabilmente avrete sentito o letto un numero imprecisato di volte, è anche tra le più sottovalutate.

Un giocatore di poker deve abituarsi alla sconfitta, perché è ciò che accadrà più spesso (anche ai più vincenti).

In parole povere, se la sessione è andata male non ha alcun senso ostinarsi a proseguire nel gioco con la speranza di riprendersi il maltolto.

Non avere ben chiaro in testa quando è il momento di staccare rientra tra i macro-errori commessi dagli amatori e, talvolta, anche dai professionisti o aspiranti tali.

La fretta o la frenesia di ottenere subito un risultato rientra tra i fattori di stess che possono incidere pesantemente (in negativo) sul gioco espresso.

E tu in che modo approcci una sessione di poker? Scrivicelo commentando sulla nostra Fanpage!

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