L’esperimento con il blog di quest’estate non era fine a sé stesso.

Seguire le WSOP da vicino è stata soltanto una scusa per mettere in atto qualcosa che avevamo in mente già da tempo, avere un blog in cui trovare news, approfondimenti tecnici, interviste e spunti di discussione.

Qualcosa che potesse aiutarci a declinare la passione per il gioco in tutte le sue sfaccettature, coniugando l’utile al dilettevole.

Perché quando qualcosa ci appassiona, vogliamo saperne sempre di più, sotto qualsiasi punto di vista.

Il blog di ITZ

Da lettore più che da giocatore, ho avuto sempre la sensazione che mancasse qualcosa.

Quando ho cominciato a giocare io, e probabilmente ancora oggi, per trovare qualcosa di valido a livello tecnico l’unica soluzione era quella di fare un giro tra i portali stanieri. E con l’inglese non ho mai avuto troppa confidenza.

L’idea di avere un blog che fosse a metà tra un portale di informazione pokeristica e un luogo virtuale dove alimentare la curiosità per il gioco è diventata quindi un’esigenza.

Ora che In The Zone è una realtà, una splendida realtà, colmare la distanza tra l’autorevolezza delle testate di settore e le competenze tecniche dei professionisti vincenti è una responsabilità che ci vogliamo prendere con piacere.

Un passo in avanti

Per fare qualcosa ai massimi livelli applicarsi in modo maniacale potrebbe non essere abbastanza. Bisogna essere dei visionari.

Io quel qualcosa in più l’ho tirato fuori ispirandomi alle storie di chi, quando ho cominciato, faceva il bello e il cattivo tempo ai tavoli.

Ricordo come se fosse oggi la volta in cui (era il 2013 se non sbaglio) incontrai per la prima volta un professionista che giocava 16 tavoli contemporaneamente al NL200.

Ai tempi arrivavo ad aprire al massimo 4 tavoli al NL50 e vedere coi miei occhi qualcuno che riusciva a portare a casa 20mila euro al mese era semplicemente follia.

Erano ancora gli anni dei rakeback pro e di lì a poco le cose sarebbero cambiate per tutti, ma quel giorno mi si accese una scintilla.

Capii che col poker avrei potuto fare grandi cose, anche se in realtà ero ancora un “fishone” ai tavoli.

Quell’anno feci Supernova Elite il massimo status su PokerStars.it ndr. – arrivando alla fine del percorso con enorme difficoltà, tanto che per sbloccare l’ultima milestone da 12K dovetti chiedere qualche migliaio di euro in giro perché ero andato broke.

Sì, avevo anche una gestione sconsiderata dei soldi, un aspetto su cui poi ho corretto ben presto il tiro perché se vuoi fare il poker player di lavoro devi innanzitutto saperti gestire economicamente.

Una volta raggiunto il traguardo ed aver restituito i soldi, partii con il bankroll che mi era rimasto, circa 10mila euro.

Ma soprattutto mi spostai dal cash-game ai tornei, e da lì cambio tutto.

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Dream on

Perché vi ho raccontato questa storia?

Perchè questa, come tutte quelle che troverete sul blog In The Zone, assieme alle analisi tecniche ai racconti e a qualsiasi altra cosa troverete tra queste pagine, possano aiutarvi a sognare.

A portare la ragione qualche passo più in là, stimolarvi a migliorare pur consapevoli delle difficoltà da affrontare. O magari anche no.

Magari intrattenervi soltanto per qualche minuto a leggere qualcosa di interessante, di piacevole.

E’ con queste premesse quindi che cominciamo una nuova avventura, dare vita a un blog sul poker per appassionati che allo stesso tempo accenda ed alimenti la passione in chi si sta approcciando al gioco soltanto ora.

Potrei chiudere augurando a tutti un bel “good luck“, ma per questa volta sarebbe meglio che foste voi a farlo, noi vi auguriamo una buona lettura!😉

Simone Speranza

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