fbpx
sconquasso-coaching-in-the-zone
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Come scegliere un buon poker coach diffidando dalle “imitazioni” – con Sconquasso

E’ possibile compiere la mitica scalata dai microlimiti agli stake più alti senza studiare con qualcuno preparato o senza mai affidarsi a un poker coach?

In passato forse sì, o perlomeno qualcuno c’è riuscito alla grande, ma al giorno d’oggi le cose stanno diversamente e bisogna prenderne atto.

Il fatto stesso che esistano realtà come In The Zone, che oltre ad un vasto parco coach mette a disposizione materiale didattico avanzato, testimonia che qualcosa è cambiato rispetto al passato e rispetto (soprattutto) alla percezione che la gente comune ha del Texas Hold’em.

Dietro le etichette “gioco” e “poker” si nasconde un mondo sconfinato di nozioni da imparare per poter competere ad alti livelli, qualcosa che negli anni in cui Phil Hellmuth vinceva il Main WSOP non si percepiva così a fondo, o quantomeno erano altre le skill più importanti.

Tanti di voi, anche nel corso delle live su Twitch, si chiedono che senso abbia investire così tanto nella formazione per un gioco che, nonostante l’arrivo dei solver, è rimasto tale e quale a quel che si giocava negli anni ’90…

E’ cambiato il modo di interpretarlo, questo è indubbio, ed è proprio qui che nasce l’esigenza di accelerare il processo apprendimento per mettersi quanto prima alla pari col field contro cui si vuole competere.

Abbiamo affrontato l’argomento più nel dettaglio col nostro “Sconquasso“, per capire, oltre al valore di un percorso formativo in questo settore, costi, benefici e potenziali fregature nell’affidarsi a un poker coach.

Il senso del coaching

C’è ancora tanta gente che gioca il NL50 improvvisando. Forse uno su cento ce la fa davvero, anche se le info che si trovano in giro a titolo gratuito sono sempre abbastanza basic.

Dopo che affronti limiti come il 25 o il 50 è normale aver bisogno di un boost e il coaching ti apre le porte a concetti ai quali, normalmente, non avrai mai accesso, a meno che non riesci a recuperarli con altri mezzi.

Rispetto al passato però non c’è più troppa condivisione tra i giocatori e il coaching sta diventando l’unica via.

E’ un acceleratore di apprendimento arrivi a capire cose che ti richiederebbero molto più tempo, oltre a spianare la strada per argomenti che non sono di pubblico dominio o lo sono soltanto in parte.

Chi forma, oggigiorno, deve saper utilizzare i software per offrire un coaching come dio comanda, il che include l’essere istruiti su come funzionano, avere una metodologia di studio. In tanti sottovalutano troppo questo aspetto.

L’utilità del coaching

“Mi capita di trovare ragazzi che pensano di venire da me ed aver trovato la pillola magica, ma non esiste.

Il coaching offre la possibilità di conoscere nuovi metodi di studio ma poi bisogna mettersi a studiare per davvero, altrimenti si vivacchia per un po’ con le poche nozioni imparate e poi si ricollassa.

Alcuni me lo dicono: ‘ho fatto coaching perché non vinco? E poi si scopre che non hanno speso un minuto in più a lavorare oltre all’ora fatta assieme e in review esce fuori che nemmeno applicavano i concetti imparati.

Mi capita di sconsigliare di fare del coaching a persone che non vogliono studiare e si limitano a fare solo l’ora con me: è una perdita di tempo anche abbastanza costosa.

Bisogna acquisire, oltre alle nozioni di base, una metodologia di studio efficace per potersi muovere con le proprie gambe. Senza questi passi fondamentali è impensabile aspirare ad arrivare ai livelli più alti.”

Come scegliere un poker coach?

“La discriminante secondo me sta proprio nel metodo: chi è in grado di insegnartene uno valido è uno su cui vale la pena investire.

Da evitare invece sono quelli che ti danno nozioni su nozioni di hard exploit sul field per farti vincere oggi. Ma non serve a nulla, perché dopo un po’ di tempo il field cambia, gli exploit cambiano, quello che avevi appreso non serve più a nulla e non fai più un euro.

I coaching moderni, di qualità, sono qualcosa di diverso da quelli di una volta, dove ti raccontavano il fattarello “qui avrei checkato, qui meglio la 3-bet” e finita lì.

Io addirittura ai miei allievi fornisco una marea di materiale auto-prodotto e ti mostro come arrivare a generare un’analisi di questo tipo e come interpretare i dati: un coach moderno deve essere questo, deve unire concetti di teoria a metodologia di studio.

Dare solo l’una o solo l’altra è un mezzo scam o non si dovrebbe chiamare coaching, più semplicemente, perché coaching non è.

Vedo reg del NL200 o 500 che magari coachano e su un atteso da 70/80 euro l’ora ne chiedono 150 (il doppio del loro win-rate per fare una review.”

E voi che ne pensate a riguardo? Like e commenti sulla Fanpage!

LEGGI ANCHE: Valerio Gianni crea “sconquasso” nel team ITZ: la presentazione del nuovo coach cash-game!

Sta per partire l’Academy di ITZ, un percorso di 6 mesi coi migliori coach in Italia: scopri di più cliccando QUI

Vuoi prenotare una lezione privata con un coach ITZ? CLICCA QUI!

GUARDA IL PRIMO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME IMPRENDITORE

GUARDA IL SECONDO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME ATLETA

Sul nostro sito puoi trovare anche i VIDEOCORSI  dedicati a tornei, cashgame e crypto trading!

Non perdere infine gli appuntamenti con le nostre analisi tecniche e con le dirette streaming: registrati al nostro canale Twitch per restare aggiornato!

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su telegram
Condividi su skype