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podcast di dario sammartino con fedez
Redazione ITZ

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Siamo sicuri che il poker sia uscito con una immagine positiva dal Podcast di Dario Sammartino con Fedez?

Dopo la partecipazione di Dario Sammartino al Podcast ‘Il muschio selvaggio’, condotto da Fedez e dallo YouTuber Luis, il poker è oggi in cima alle tendenze di YouTube.

Noi della ITZ Academy però non siamo troppo convinti che quella ora di intrattenimento leggero stia facendo e possa fare bene al poker.

Siamo persone che dedicano al gioco studio e sudore e ci piacerebbe slegare la nostra professione dal ritrito immaginario dell’azzardo dal quale, in un paese come il nostro, il poker fa molta fatica a emanciparsi, a differenza di quanto accade altrove.

Nel PodCast di Fedez, sotto questo punto di vista, a nostro avviso Sammartino è incappato in alcuni scivoloni un po’ pesanti.

Sicuramente la leggerezza e il marasma della trasmissione hanno contribuito, sicuramente per tanti saranno passati inosservati.

Ma con 558.367 visualizzazioni a due soli giorni dalla pubblicazione, a qualcuno a digiuno di poker il Podcast ha sicuramente confermato, e/o confermerà, l’immagine del gioco che dilaga sui media mainstream. Ecco perché.

1 – “Il gioco online è una merda perché ci sono i programmi che aiutano”

Questa frase, alla lettera, è stata pronunciata da Dario Sammartino a inizio trasmissione. In un ignorante di poker come Fedez ha causato questa reazione:

fedez reagisce poker online merda

Sammartino ha parlato di Solver e programmi che dicono le mosse che devi fare in tempo reale. Non un bellissimo spot per il grande pubblico, vedere etichettare il poker online in questo modo dal “più forte professionista di poker italiano”.

Il messaggio che filtra alle masse, che già vedono il poker come gioco d’azzardo, è che a poker online si viene truffati da giocatori scafati che usano i programmi per vincere.

2 – Le bische napoletane

Sammartino è incappato in un brutto passo falso anche quando ha raccontato i suoi inizi a poker: “Ho iniziato a Napoli, nei circoli illegali, tra brutti ceffi…”

E poi via, a dire di quando aveva un bankroll per il gioco di diecimila euro e vinse 160 mila euro in due sere, senza poi riuscire mai a vedere quei soldi. La battuta di Fedez, “a quel punto devi anche calcolare le probabilità di diventare uno scolapasta”, mette il carico da dieci.

C’è tutto l’immaginario della bisca clandestina che la cultura di massa italiana associa al poker. Altro spot non bellissimo.

3 – Le “donnine”

Purtroppo a tirare in ballo “le donnine” è Sammartino stesso quando Luis dice di essere andato con gli amici al casinò Perla di Nova Gorica.

“Sei stato anche al Marina vero?” gli chiede Sammartino, alludendo a un locale di donnine nei pressi del casinò.

Probabilmente voleva fare il simpatico ma in quel format è un call con il nuts per Fedez e Luis: inevitabilmente la discussione indugia sul ruolo delle troie nei casinò – ma è un pokerista che parla e quindi di riflesso nel poker.

Un altro mattone sul ritrito immaginario italiano del poker come gioco d’azzardo – LE DONNINE! – si aggiunge ai precedenti.

Nota a margine: chi scrive un tempo girava per casinò e ha subito sulla sua pelle gli effetti di questa percezione del poker, in pratica ogni giorno dovevo passare tra le tre e le quattro ore al telefono a rassicurare la fidanzata.


4 – Dove sta l’abilità nel poker?

Sammartino ha ripetuto più volte che il poker è un gioco di abilità che è enormemente diverso da “giochi truffa” come Bingo, slot machines e simili.

Anche per i ritmi veloci e i tagli imposti da Fedez più che da Luis, però, chi non conosce il poker probabilmente non è riuscito a capire bene dove stia la differenza.

Anche perché quando gli hanno chiesto quali siano le abilità del professionista di poker, la prima tirata in ballo da Sammartino è stata l’empatia. La seconda, la psicologia.

Solo dopo ha parlato di matematica, “range che devi giocare contro un determinato insieme di mani e pot odds”, con la parte tra virgolette evidentemente comprensibile all’ascoltatore medio del Muschio Selvaggio più o meno come un trattato di astrofisica nucleare per il sottoscritto.

Il fatto che il poker è un gioco di abilità che richiede studio e sacrificio e un complesso set di skill, che dalla pura tecnica include gestione del bankroll e mindset, nel complesso non è passato minimamente.

La nostra conclusione

Per chi fa del poker un lavoro serio, cui dedica molte ore ogni giorno, questa partecipazione è stata soprattutto una occasione sprecata.

C’era l’opportunità di far passare il poker sotto una buona luce e invece non è stato così.

Certo trovarsi al cospetto di professionisti della comunicazione che ti prendono per mano e ti portano dove vogliono loro non è semplice.

Ma per come lo viviamo noi quotidianamente, il poker non ha assolutamente nulla a che vedere con donnine, bische e loschi individui che usano software per truffare ai tavoli di poker online.

E il momento in cui questa immagine verrà finalmente sdoganata si allontana ogni volta che associamo il nostro amato gioco a queste cose. Ecco il video:

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