Pensare in range, in senso pokeristico, ha un significato ben preciso.

Non è un usanza né un modo di dire e non è nemmeno un concetto così difficile da capire.

E’ il frutto della naturale evoluzione del Texas Hold’em ed è l’unico modo, oggigiorno, per approcciare il poker in maniera professionale.

Cosa si intende con range

Un range è un ventaglio di mani, che può comprendere da una alla totalità delle mani possibili.

I range di tutti i giocatori al momento della distribuzione delle carte sono aperti a qualsiasi possibilità, ovvero nel ventaglio delle mani possibili che possono essere assegnate ad ogni giocatore sono presenti tutte le combinazioni: 1326.

A dirla tutta le combinazioni sono 169 se non si considerano i semi (6 per ogni coppia e 16 per le carte spaiate) e vengono raggruppate per praticità in uno schema come quello che trovate qui sotto:

range

Fonte Wikipedia.

Man mano che l’azione si sviluppa (preflop, flop, turn e river) e a seconda di stack e posizione, il ventaglio di mani con cui un giocatore entrerà in gioco sarà più o meno ampio.

Che significa pensare in range

Pensare in range significa attribuire al nostro avversario un ventaglio di mani possibili, in base alle informazioni citate a margine del paragrafo precedente, invece che provare ad azzeccare esattamente una e una sola combinazione.

Qualcosa che, per inciso, da una soddisfazione enorme quando ci si riesce, ma che risulta essere qualcosa di fine a se stesso nel 2020.

Insomma, non fatevi ingannare da quel che faceva Negreanu in questi spezzoni qui sotto, perché si tratta di episodi che per intuito/fortuna/pochezza degli avversari sono passati alla storia.

Il poker moderno però, è qualcosa di diverso:

A che serve pensare in range?

Pensare in range, ovvero ragionare su un ventaglio di possibilità e non su una sola mano è la chiave per comprendere il gioco al giorno d’oggi e l’unico modo per studiare sui solver.

I range in gioco, in base a come interagiscono tra loro su una determinata texture, fanno scaturire delle azioni da parte dei giocatori coinvolti che passeranno/chiameranno/punteranno/rilanceranno a seconda degli scenari di gioco.

Essere “illeggibili” online non ha nulla a che fare (ovviamente) con la poker face, ma vuol dire sostanzialmente sviluppare un gioco così bilanciato dal non dare riferimenti specifici ai nostri avversari.

Il concetto di balancing è un po’ il cuore della GTOAPPROFONDIMENTO: A COSA SERVE LA GTO? – che punta principalmente a creare una strategia di difesa in modo da non diventare “exploitabili”.

Come si pensa in range?

Il modo più semplice per pensare correttamente in range, o meglio, capire situazione dopo situazione quali siano i range corretti in gioco e come questi variano a seconda di diversi fattori è uno solo: mettersi a studiare.

L’intuito può fare miracoli e può consentirci di arrivare ad una soluzione non troppo dissimile da quella ottimale, ma non ci darà mai una base solida su cui sviluppare un ragionamento coerente.

E’ proprio attraverso la comprensione dei range che si valutano le azioni al tavolo, più che sperare di azzeccare la mano avversaria con una “soul read” d’altri tempi.

Il rischio? Leggete un po’ qui: DA SOUL READ A FAIL READ – L’ESPERIENZA ALL’IPO DI GIREX E’ DA BRIVIDI!

E tu riesci a pensare in range quando giochi a poker? Scrivicelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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