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Professional Poker Player
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Professional Poker Player: (non) un lavoro come gli altri

La differenza tra un blog e una testata giornalistica, oltre al fatto che il primo non necessita di alcuna registrazione ufficiale al contrario della seconda, è che si può scrivere un po’ il cazzo che si vuole.

E si possono inserire pure entrambe le Zeta tra la A e la O che nessuno si scandalizza per l’assenza di puntini di sospensione o radici (di parole) estirpate per esser poi accompagnate da una serie di insulse incognite (o X se preferite).

Personalmente non ho mai compreso il motivo per cui nella nostra nicchia esistano così pochi prodotti editoriali che provino ad andare un po’ controcorrente.

Il gioco non si può reclamizzare, questo lo sappiamo, ma di spunti interessanti o di voci fuori dal coro se ne trovano/sentono davvero poche in giro.

E con fuori dal coro non mi riferisco agli schiamazzi notturni (e talvolta diurni) delle pagine Facebook alla “PokerQuality”, intendo proprio qualcuno che si prenda la briga di scrivere qualcosa di interessante/divertente che non sia un report, l’analisi di una situazione di gioco o l’adattamento in versione testuale del video di qualche noto pro.

Dio salvi i meme

Se non fosse per i meme che ogni tanto compaiono qua e là sulle nostre Home, di dissacrante ci sarebbe davvero poco o nulla.

Eppure il mondo dei pokeristi è tutto fuorché popolato da persone completamente sane di mente, anzi no.

Diciamo che il disagio, il senso di disadattamento che pervade ogni singolo individuo inserito nel tessuto sociale non ha bisogno di esser celato nel nostro ambiente: perché non farci due risate allora?

Qui sotto vi posto 4 meme ideati da Giovanni Barra per Grinderlab, tanto se gli facciamo un po’ di pubblicità non credo che dalle loro parti si offenda nessuno.

Ecco, di robe così, a livello di contenuti ce ne sono davvero poche e dopo anni e anni di minestre riscaldate se ne sente un gran bisogno.

meme

Perché Nicola Valentini in copertina?

Me lo stavo chiedendo anch’io mentre scrivevo questo pezzo.

In realtà un motivo c’è, o forse ce ne sono molteplici.

Innanzitutto credo che il buon “Quattroganci”, pur non essendoci sentiti prima della pubblicazione, andrebbe fiero di quanto sto scrivendo. Così, a pelle.

In secondo luogo perché per la prima volta, dopo anni e anni di onorata carriera (mi riferisco all’attività di poker player e non alla sua vera professione, lo psicologo), c’è la sua faccia su un articolo che parla di lui. Ragion per cui non potevo certo limitarmi a scrivere un pezzo qualsiasi, capirete bene.

In terza istanza (non so se si dice terzo luogo, di sicuro fa cacare, non che istanza sia una delizia per gli occhi, sia chiaro) credo che anche Nicola abbia un conflitto latente col “sacro” o con quel che normalmente viene inteso come tale. Un esempio?

Ah, ecco. Mi sono appena ricordato il motivo principale.

Giuro, non è colpa dell’ammazzacaffé

Anche perché è quasi ora di cena e se così fosse piuttosto che scrivere un pezzo su di lui avrei fatto meglio a prenotare una consulenza.

La ragione che m’ha portato a scrivere quanto avete sotto i vostri occhi ha origine da una chat, tra Daniele (colui il quale realizza le cover meravigliose che potete vedere su ogni articolo postato su questo blog) e Nicola.

Abbiamo pensato di dar risalto (su Instagram) ai tre coach che hanno vinto di più nel mese di gennaio, perché alla gente comunque piace curiosare, e al secondo posto c’era (guarda caso) proprio “Quattroganci”.

Non mi piegherò mai alla logica di ragionare in mesi, è una delle cose più mental fishy che ci sia!” – ipse dixit.

Io però non sono un giocatore e a dirla tutta un po’ ragiono così” – risponde Daniele.

La verità è che anche i giocatori ragionano così, ma è insensato. Non è che lavoriamo in banca e il 27 ci arriva lo stipendio.

E non è che se a gennaio le cose sono andate male automaticamente il primo di febbraio cambia qualcosa.

Conosco però dei reg molto forti che, per dire, se il mese è andato molto bene evitano di giocare gli ultimi giorni per ‘non rovinarlo… Come se la matematica sapesse che giorno è!

Un lavoro come gli altri?

C’è un gran bisogno di legittimare la figura dei poker player agli occhi della gente comune, di quella che a carte ci gioca soltanto per le feste.

Ed è forse per questa ragione che i toni utilizzati sono spesso più morbidi, più bilanciati, quasi istituzionali.

Il risultato però è che alla gente che ne sa poco sembriamo degli idioti col vizietto del gioco che provano a darsi un tono, mentre a chi ci sta dentro beh…

Ma chi li ha mai letti gli articoli sul poker, sapessi che palle!

Se avete qualcosa da aggiungere a questo delirio sentitevi liberi di sfogarvi sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: IL TERAPEUTA PERFETTO – CON NICOLA VALENTINI


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