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Stefano Atzei

Stefano Atzei

La narrativa del poker al tempo dei solver – con Erion Islamay

L’articolo della scorsa settimana era solo un anticipo.

Con Erion siamo andati oltre la semplice intervista, un po’ perché lui c’era sin dai tempi d’oro (e di cose da raccontare ne ha a bizzeffe) un po’ per via del suo carisma.

Lui è di quelli che pokerista ci è nato, più che diventato, perché sopravvivere ai tavoli prima del 2010 senza quell’intuito che ha sempre contraddistinto i giocatori era praticamente impossibile.

E’ stato però anche tra i primi a cambiare rotta e mettersi a studiare sui solver, quando ancora la conoscenza della GTO era ben lontana da quel che accade oggi…

Poker pro: vantaggi e svantaggi

“Il poker è una materia affascinante ma dopo 10 anni avevo incontrato quel muro per cui giocare non mi dava più soddisfazione e volevo qualcosa di diverso, che ampliasse i miei orizzonti e mi desse qualcosa su cui pensare.

Questa è stata la spinta che mi ha portato a studiare economia e le nuove tecnologie che ci stanno dietro. Scoprire cose che nella tua piccola gabbia da poker player non vedi.

Essere giocatori vincenti di poker è molto difficile partendo da zero e compiere la scalata è davvero gratificante: ce la fanno in pochi e se ci sei riuscito devi esserne orgoglioso.

Ci sono però dei vantaggi e degli svantaggi e ultimamente per me la bilancia pendeva a favore dei secondi.

Sapere a memoria un range è utile solo nel contesto pokeristico, ma non è un tipo di conoscenza che puoi portare al di fuori.

Quando il tuo cervello fa solo questo diventi sordo a tutto il resto.

La mia curiosità andava verso le altre cose, quindi il passaggio da poker a trading è stato graduale ma assolutamente naturale.

 

Non solo solver

“Sicuramente il mondo del poker, com’è naturale, si è spostato verso la risoluzione del gioco.

Siamo fatti così, all’inizio bazzichiamo a caso e poi qualcuno trova la via ottimale per poter fare il massimo e apre una nuova frontiera.

Già nel 2014 abbiamo cominciato ad usare dei solver e io ho fatto tutta la trafila: passavo ore a studiarci sopra, a creare database su quali fossero i range corretti in base a Oppo…

E’ una materia assolutamente affascinante, il problema è che, e questa è una mia opinione. possono esserci giocatori molto più vincenti che non hanno fatto questa mole di studio, ma che riescono a mettere in pratica una versione meno bella, meno GTO, ma in modo costante.

Una strategia che exploita le sbavature degli altri meglio di un teorico che prova a mettere in pratica strategie che ha scoperto out game (che poi copia-incolla male in game).

E’ una trappola, la trappola dell’esser perfetti.

Il mio solver dice ‘faccio 3 barrel perché lui così è in difficoltà’, ma poi in game non c’è esattamente quel flop, quello stack e quel range tali e quali ai dati inseriti su Pio.

E anche una piccola differenza in quel range sposta l’EV, ma ti sei creato un pregiudizio, un bias che ti porti in game, come se il solver fosse qualcuno su cui scaricare la responsabilità delle nostre scelte.

‘Il solver ha detto che questa è la mossa giusta’ è un bias molto pericoloso perché diventi cieco alle modifiche exploitaive che puoi mettere in atto.

Oltre ad aver studiato, hai maturato un istinto pokeristico che è un euristica che ti sei creato nel vedere diverse situazioni, da cui crei i meccanismi di difesa per adattarti agli avversari in game.

I solver hanno ucciso questo, portando del bene sicuramente e facendo capire quali sbagli fa la massa pokristica. Questo però può essere una trappola per un neofita: imparo copio-incollo e ho vinto.

Anzi, potrebbe essere peggio e potresti diventare meno sicuro di te stesso.

E’ corretto vedere il mondo dal punto di vista teorico, ma quando giochi nella realtà quelle variabili si modifica continuamente e devi sapertela cavare.

Puoi approssimarle come vuoi ma così facendo potresti guadagnare meno soldi rispetto a un gioco exploitativo corretto.”

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Il poker negli anni ’20

I solver hanno portato un’altra narrativa, un altro tipo di exploit che tu puoi creare su quelli che usano i solver.

Per farlo devi pensare al poker tutto il tempo e non è semplice fare una vita di questo tipo.

Tuttavia c’è un circolo di persone nuove che si affacciano e che danno un po’ di linfa vitale, anche se il poker che c’era nel 2009 non ci sarà mai più

Per quello moderno devi prepararti bene out game e giocare bene in game, sono due skill diverse e molti sottovalutano la seconda parte.

Puoi anche strappare un BB di EV studiando una particolare text che poi si concretizza in game e vince quel BB in game usando quella size perché sai che spacca…

Ma se poi perdi 100 BB in uno spot che non conosci hai annullato tutta l’EV che hai preso out game.

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LEGGI ANCHE: EMANUELE MONARI – QUANDO UNA LEZIONE DI POKER PUO’ DARE UNA SVOLTA


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