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gioco meglio vs reg che vs fish
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Il mito del “gioco meglio vs reg che vs fish” sfatato da Simone Speranza

Alzi la mano chi, tra i pokeristi, non si è trovato in mezzo ad una diatriba simile a quella che stiamo per raccontarvi.

Sì, perché sebbene logicamente potrebbe sembrare assurdo, un gran numero di giocatori sostiene di trovare più difficoltà contro un amatore che contro un professionista.

Ah, per inciso, tutti quelli che sostengono questa teoria non sono dei professionisti…

Cortocircuito

Io contro questi donk non riesco a giocarci, fanno tutto a caso” oppure “Meglio giocare contro i regular che tanto i fish non foldano mai, non pensano”…

Frasi come queste le avrete probabilmente sentite pronunciare in più occasioni dall’amico/conoscente di turno che smanetta col poker senza aver mai ottenuto chissà quale grande risultato.

Come se, per qualche strana ragione, l’esser più bravi rispetto alla media sia un incentivo e non un deterrente per il nostro fantomatico amico/aspirante pro.

Se così fosse, che senso avrebbe perdere ore ed ore a studiare una strategia ottimale quando basterebbe improvvisare qualche giocata fuori dagli schemi per mandare ai matti i nostri avversari?

Ovviamente le cose stanno diversamente e il motivo ce lo spiega il nostro Spera…

Conoscere i propri limiti

Questo argomento è tra i primi topic trattati nel nuovo corso sul mental game “How to get away in poker with a human brain” che stiamo per lanciare assieme a Nicola Valentini.

Tanti giocatori lamentano il fatto di giocare peggio contro gli occasionali, dimenticando che il nocciolo della questione risiede nel loro approccio al gioco.

Lamentarsi di non essere a proprio agio contro un certo tipo di giocatori significa soltanto una cosa: che quella strategia, per quanto non rientri in quel che pensiamo esser opportuno fare, ci mette in difficoltà.

C’è poco da dire insomma, il problema non è degli avversari ma diventa nostro se non sappiamo quale sia il modo migliore per reagire.

Per fare un esempio banale prendiamo un giocatore che si lamenta degli eccessivi flat al tavolo con 300x, una situazione che capita molto spesso nelle fasi iniziali di un torneo.

Una buona idea potrebbe essere quella di restringere i range di apertura oppure giocare più spesso dei piatti 3-bettati per aumentare le chance di trovarci in heads-up o in 3-way…

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Questione di EV

Se quindi un giocatore occasionale riesce a metterci più in difficoltà del previsto, perché prendercela con lui e non con la nostra superficialità/pigrizia?

Non bisogna mai dimenticarsi che il poker è un guessing game e che ognuno prova a vincere utilizzando gli strumenti tecnici di cui dispone.

Inutile prendersela con chi magari è più scarso di noi, innanzitutto perché potremmo sbagliarci e secondariamente perché non porta da nessuna parte.

Come suggerisce Simone: “Ogni giocatore dovrebbe lavorare sul mettersi o trovarsi il più spesso possibile nelle condizioni in cui risulta più facile generare EV.

Il concetto di EV lo abbiamo approfondito in questo articolo e il modo più semplice per capire come generarla è… Indovinate un po’? Mettersi sotto a studiare!

E tu hai qualche amico che sostiene di giocare meglio contro i più forti? Scrivicelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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