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minimally exploitative strategy con matteo fonti
Stefano Atzei

Stefano Atzei

La Minimally Exploitative Strategy – con Matteo Fonti

Ricordate quando, qualche mese fa, vi parlammo del “setup anti-tilt” del nostro coach cash-game Matteo Fonti?

Nessun nickname visibile e 15 size differenti a disposizione, un qualcosa che a primo acchitto potrebbe sembrare cervellotica ma che in realtà ha un fondamento ben preciso.

Senza contare che la gestione delle emozioni è spesso l’aspetto che fa la differenza tra lo studio della teoria e la sua applicazione pratica.

LEGGI ANCHE: No nickname e 15 size differenti: il setup anti-tilt di Matteo Fonti

Questione di adattamento

Nella scorsa intervista chiudemmo la chiacchierata mettendo l’accento sulla presunzione che ogni giocatore ha su quel che crede di sapere in merito alle strategie dei suoi avversari.

L’approfondimento di oggi riparte proprio da questo aspetto, che Matteo ci spiega più nel dettaglio:

“Quando parlavo di presunzione la scorsa volta mi riferivo al fatto che la maggior parte dei giocatori fa troppo affidamento su delle statistiche che rappresentano come quel giocatore si è comportato fino a quel momento, ma non ci dicono nulla su quello che starà per fare effettivamente nello scenario che abbiamo davanti.

Se uno si accorge che l’avversario ha fold to c-bet 60 il click giusto è probabilmente c-bettare, perché in media ha foldato più di quando avrebbe dovuto in passato, ma tu non sai se alla tua c-bet lo farà o meno.

Se per sbaglio l’avversario si accorge che tu stai c-bettando tanto e tu invece non ti accorgi che lui se n’è accorto, lui comincia a reagire a tua insaputa e tu non vinci più.

Non sai mai il momento preciso in cui questo accade, ma tutti i giocatori pian piano apportano degli accorgimenti strategici e non rimangono sempre uguali a se stessi.”

Minimally exploitative straregy

E’ questa la definizione che racchiude il concetto espresso da Matteo qui sopra.

Si tratta di accorgimenti minimi che un giocatore mette in atto senza che l’altro se ne possa accorgere o possa difendersi troppo:

Invece di c-bettare X c-betti il 5% in più del giusto, oppure tutte le mani mix con EV uguale le c-betti tutte (non sei punibile non stai allargando troppo).

Il limite delle size

“La maggior parte degli avversari gioca con 4 bottoni per le size. Di norma metterà 25% pot, 50%/66%, magari pot e overpot 150%, ma siamo comunque lì.

Quel che ho notato è sostanzialmente che se non hai sul tavolo una certa size non la usi. L’alternativa perfetta sarebbe scrivere la size tutte le volte, ma si tratta di qualcosa di improponibile per chi gioca su più tavoli.

Il mio cervello pensa davvero che esistano infinite possibilità per bettare da 1 buio ad all-in in qualsiasi strada di gioco e non solamente 4 opzioni.

L’approccio di chi cerca di copiare un solver è profondamente sbagliato.

Avrebbe forse senso in un contest di memoria, ma per giocare bene non bisogna fare copia-incolla, occorre trovare un senso in tutte le sfumature, in tutte le possibilità a disposizione, in tutte le size.

La size perfetta

“Non so se lo faccio solo io ma è difficile da spiegare e non so nemmeno se ne sono capace.

Nella mia testa in ogni scenario di gioco è come se riuscissi a scorgere delle forze che spingono verso una bet o una size grossa.

E’ come se riuscissi a visualizzare uno spettro continuo, ovviamente non sono un solver a mia volta ma è il modo più logico che ho di rappresentare visivamente le situazioni in game.”

Secondo il libro di Matthew Janda (“NL Hold’em for advanced players” ndr.) le forze sono i motivi per cui si fanno azioni aggressive, come una bet o un raise. E sono determinate da pochi elementi:

“Uno di questi è negare equity all’avversario. Un altro è molto intuitivo, mettere più soldi in mezzo quando si ha più equity, in modo da poter vincere un piatto più grande quando abbiamo la mano migliore.

Il mio cervello vede chiaramente queste due “forze” e più queste spingono verso la bet e più la size aumenta.

Al contrario, se non hai bisogno di protection e blocchi tanto valore avversario la size sarà più piccola. Il valore non sta tanto nel negare equity (che si puo’ tradurre in protection 0) ad esempio SB vs BTN/CO su tribettato OOP e casca A-Q-x monotone.

La size giusta in questo caso è 10%, anche dando a Piosolver tutte le size sceglie sempre e solo 10%, che fuori posizione puoi pensarla come una bet di 0 chip. E se la pensi così non c’è bisogno di puntare.

E voi in che modo scegliete le vostre size al tavolo da gioco? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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