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Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’impatto dei rewards di PokerStars sul profit di un grinder Spin&Go – con Marco Canavesi

Che impatto ha la rakeback su un giocatore di Spin&Go? Ecco il parere di Marco Canavesi, coach Spin per In The zone Academy

Ieri vi abbiamo svelato in anteprima come potrebbero cambiare le cose su PokerStars dopo il periodo di prova di tre mesi del nuovo Vip System, che ha coinvolto il 20% dei giocatori al di fuori dei confini nazionali.

Ricordando che non vi è certezza alcuna né dei futuri cambiamenti né tantomeno della loro applicazione sull’estensione italiana (il nostro amato/odiato ‘punto it’) abbiamo affrontato l’argomento assieme al nostro coach Spin&Go Marco Canavesi, nel tentativo di capire in che modo possano impattare il ROI di un grinder Spin&Go.

Abbiamo scelto di parlarne con lui proprio perché, a conti fatti, i grinder Spin sono al momento quelli più interessati ad un possibile nuovo Vip System, visto che sia i torneisti che i cash-gamer (la cui action è limitata a soli 4 tavoli) beneficerebbero in proporzione minore di un aumento della rakeback, considerati anche i ROI più elevati che si possono raggiungere in entrambe le discipline rispetto ai Sit&Go.

Il peso della rakeback

Marco gioca abitualmente i 50$ sull’estensione ‘dot eu’, ciò significa che a differenza del pool italiano è soggetto ad una tassazione minore. Il prelievo in termini percentuali infatti è del 5%, mentre allo stesso livello in Italia si arriva al 6% (dai 25 in giù si passa al 7% o superiore per i limiti più bassi).

Numeri che, messi così, potrebbero non significare granché per chi gioca occasionalmente, ma per un grinder che ogni mese macina migliaia e migliaia di giochi anche un solo punto percentuale può significare tanto:

“I top regular del ‘com’, ovvero quelli che giocano abitualmente i 250$ e che, per mancanza di action si trovano a giocare i 100$, possono ambire ad un ROI del 3%, di più è quasi impossibile perché comunque il livello medio è altissimo.

Con percentuali di ROI così basse la rakeback diventa fondamentale perché risulta essere parte integrante del profit di un professionista: con il 5% di prelievo e una back del 60% (stiamo ipotizzando un 20% di bauli al livello più alto e una challenge al 40%, ndr.) significa recuperare 3 punti percentuali in termini di ROI, che tradotto in soldi significa migliaia e migliaia di euro, specie ai livelli più alti.

Se consideriamo il tutto in Cev (ricordiamo che la chipEV è l’unità di misura adoperata dagli Spinner, un po’ come i BB/100 per i cash gamer, ndr.), parliamo di circa 11 Cev per il ‘com’ e circa 10 Cev per il ‘punto it’ (con rake al 6% valida solo per i 50/100€).”

Challenge sì, challenge no

Prima di trasferirsi a Malta, Marco giocava abitualmente sul ‘punto it’ e la sua esperienza con la Challenge di PokerStars è stata altalenante:

“Tra dicembre e gennaio scorso sono arrivato ad avere una back del 110%, più per una sorta di anomalia del sistema che per chissà quale ragione.

Considerando i bauli neri a 25.000 punti, la Challenge al 40% e le classifiche sono arrivato a percentuali impensabili in Italia e infatti nei mesi successivi, oltre ad avermi aumentato la soglia di punti per raggiungere un baule mi è stata levata completamente la Challenge.

A parte la mia esperienza personale, il discorso è che con un sistema così poco chiaro, dove qualcuno ha una rakeback maggiore di altri, è impossibile pianificare il proprio lavoro come si faceva ai tempi del vecchio Vip System.

Specialmente su giochi dove il ROI viaggia su percentuali bassissime occorre più trasparenza e soprattutto un sistema che consenta di poter contare a tutti gli effetti su un piccolo ritorno, altrimenti diventa impossibile giocare con regolarità.

Più rakeback = più traffico?

Difficile dirlo senza numeri alla mano, anche se la sensazione è proprio questa:

“Sono sicuro che con una rakeback fissa al 60/65% tornerebbero a giocare molte più persone, non dico che si raggiungerebbero i livelli di GGpoker ma qualcosa sicuramente cambierebbe.

Già Party, parlo dell’estensione ‘dot com’, offre un 40% fisso più le classifiche, il che permette di superare ampiamente il 50% senza grossi problemi

Credo che più rakeback gioverebbe sia a chi gioca i normal che chi gioca i Flash (il formato ultra-turbo con livelli da 1 minuto, ndr.).

Con un 65% fisso un giocatore dei Flash (dove il ROI non supera l’1% nel migliore dei casi) un grinder potrebbe permettersi anche di perdere qualcosina recuperandolo poi con la back a fronte di una grande mole di gioco prodotta.

Si tornerebbe un po’ indietro negli anni, con player che giocherebbero più per la back che per il profit con un impatto notevole anche sul livello del field.”

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