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marco canavesi in the zone spin and go coach presentazione
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Marco Canavesi è il nuovo coach Spin & Go per In The Zone Academy!

Lo avevamo anticipato qualche giorno fa e finalmente è arrivato il momento di conoscere il nostro nuovo coach per gli Spin & Go, la disciplina che tanto piace agli amatori e che ancora non aveva fatto capolino nella nostra scuola.

Parliamo di Marco Canavesi, 40 anni, poker pro a tempo pieno nonostante i trascorsi da giornalista, stabilitosi a Malta da un annetto a questa parte per dar battaglia sul “dot eu” al field internazionale.

Con Marco siamo stati colleghi ai tempi di Italiapokerclub e avversari ai tavoli, quando ancora bazzicava sulle piattaforme italiane: ritrovarci dalle parti di In The Zone in queste vesti (giocatore da una parte, giornalista dall’altra) non può che essere una piacevole coincidenza.

Giocatore fino al midollo

Chi l’avrebbe mai detto che, a distanza di qualche anno, si sarebbe ritrovato dall’altra sponda sponda del fiume? Da intervistatore a intervistato c’è un “re” di troppo, una sillaba che sottrae solo a livello linguistico ma che in realtà aggiunge, al suo bagaglio di esperienza personale, le qualità di un professionista a 360 gradi.

La verità è che Marco, nelle redazioni di poker, ci è capitato più che altro per via della sua passione viscerale per le due carte. Una parentesi importante, utile a diversificare senza per questo allontanarsi troppo dal gioco che sin da ragazzino lo ha stregato:

“Lavorare nelle redazioni è stato più che altro un passatempo, è qualcosa che mi piaceva e mi piace tutt’ora fare, ma nasco come giocatore ed è quella la mia vocazione principale.

Ho cominciato attorno ai 18 anni e parallelamente ho fatto qualche esperienza nella redazione di un giornale locale. Dal 2015 in poi mi sono dedicato esclusivamente al poker anche se in mezzo ho fatto davvero di tutto, compreso il pro di fantasy sport.

Al momento l’ottanta percento della mia vita lavorativa ruota attorno agli Spin&Go, pur cercando di tenere sempre una valvola di sfogo come nel caso della scrittura.

Certo, esser diventato un giocatore professionista a tutti gli effetti mi ha fatto capire più a fondo quel che mi raccontavano i giocatori che ho intervistato nel corso degli anni, anche se il mio modo di intendere il professionismo credo sia leggermente diverso dagli altri.

Per molti il poker è una sorta di competizione personale condita da una buona dose di adrenalina derivante dal gioco e chi è nato e cresciuto esclusivamente come poker player senza occuparsi di altro nella vita ha questa tendenza.

Io vedo il poker come qualcosa da vivere esclusivamente in maniera professionale, e mi riferisco al tempo dedicato al gioco e allo studio: per fare un esempio pratico, se decido di dedicare 3 ore al giorno lo devo fare nel modo migliore possibile, provando sempre a dare il 100%.

Per gli amatori invece va bene un po’ tutto, l’importante è esser coscienti del proprio valore e star bene con le scelte che si prendono a prescindere dal tempo che si vuole dedicare al gioco.”

Spin & Go, tutto fuorché un azzardo

“Quando per la prima volta ho visto gli Spin & Go pensavo fossero una mezza gamblata. Come dire, una disciplina in cui la gente sperava di vincere ma senza quella componente di studio che caratterizzava le altre discpline.

L’aver visto successivamente che diversi professionisti di un certo calibro, provenienti dal cash-game o dai tornei, si stavano applicando ai massimi livelli in questa nuova variante mi ha aperto gli occhi. Ho capito ben presto che anche negli Spin & Go o studio è fondamentale e da lì è cominciato tutto.

Dopo qualche anno di gavetta sul “punto it” ho pensato di trasferirmi a Budapest per poter giocare sul “dot eu” ma a causa della pandemia ho dovuto rivedere i miei piani. Il passaggio al “com” è stato rallentato solo di qualche mese perché successivamente mi sono trasferito a Malta, la mia nuova casa da circa un annetto.

Ho preso i primi contatti con alcuni professionisti ungheresi della disciplina, uno su tutti “sbala”, che specialmente agli inizi è stato una fonte d’ispirazione e mi ha permesso di capire cosa significhi applicare la GTO in maniera corretta agli Spin & Go.

Con ciò intendo che conoscerla è fondamentale per capire in che modo deviare da essa quando si ha davanti un giocatore che non la segue.

Nel panorama italiano saper deviare nel modo giusto è l’unico modo per ottenere buoni risultati, mentre all’estero, soprattutto ai livelli più alti, senza una solida base GTO è impensabile ottenere un profitto costante.”

Profit o EV?

Negli ultimi anni i professionisti di Spin & Go hanno potuto contare sui cosiddetti “pool EV“.

Avremo modo di approfondire l’argomento assieme a Marco nelle prossime settimane, quel che vi serve sapere in questa sede è che esiste un modo per limitare l’impatto della varianza unendosi ad un “pool” che retribuisce in base all’EV prodotta e non ai risultati monetari.

Questo consente di avere un ingresso più stabile e strettamente connesso alla qualità di gioco espressa e non al volere del fato: il pool garantisce una controparte monetaria (al netto di una piccola fee pagata) direttamente proporzionale all’EV prodotta.

Marco, come tanti altri professionisti della disciplina, gioca per EV:

Penso che dai 50 in su sia utopia giocare per puro profit. Qualche anno fa mi capitò di swingare 220 buy-in a Chip EV 57 (ben oltre la soglia del break even ndr.) e da quel momento in poi ho imparato la lezione diciamo.

Successivamente sono anche riuscito a recuperare il maltolto ma una cosa è certa, unirsi ad un pool EV ti consente di giocare sempre al meglio e far fronte allo stress e alle implicazioni che un periodo negativo prolungato nel tempo può avere sul gioco.

Giocare sapendo che le oscillazioni monetarie non incidono minimamente sui risultati a fine mese è sicuramente più rilassante a livello mentale. E in una disciplina piena zeppa di regular anche questo piccolo vantaggio sposta enormemente nel bilancio globale: non prenderselo sarebbe un errore troppo grave.

La ruota della fortuna

Come ben sapete può capitare di “spinnare” un moltiplicatore fuori dall’ordinario. Per pura curiosità abbiamo chiesto a Marco se gli fosse capitato qualche Spin particolarmente succoso:

“Purtroppo è successo soltanto 4 volte in carriera. Il massimo che mi è capitato di vedere è stato un 240x ai 25€ su Star.it. L’aspetto curioso è che me ne sono cascati 2 nel giro di 10 giorni (era il 2019) e per fortuna sono riuscito a vincerli entrambi.

Il primo in maniera un po’ anomala, perché ho dovuto deviare pesantemente dalla GTO arrivando addirittura a foldare una Coppia di 10 preflop contro un avversario molto chiuso, che infatti poi mi ha girato gli Assi.

Ho vinto anche un x100 ai 50, tra l’altro non troppo tempo dopo i due Spin citati sopra. Su circa 100mila Spin giocati, in fondo, sarebbe potuta andare anche meglio…

Al momento gioco stabilmente i 50 sul “dot eu” e il mio obiettivo è rimanere in pianta stabile ai 100. Sarei già in grado di approcciare il livello ma non sono uno a cui piace mixare buy-in diversi. L’obiettivo è assolutamente alla mia portata e se penso a quando giocavo i primi Spin da 5€ sul “punto it” mi ritengo pienamente soddisfatto del mio percorso.”

Ora sta a voi dare il benvenuto al nostro nuovo coach riempendo di like e commenti il post sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: 4 consigli pratici per giocare gli Spin & Go

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