fbpx
main-event-wsop-curiosita-statistiche-record
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Cinque curiosità imperdibili sul Main Event delle World Series Of Poker

Siete proprio sicuri di sapere tutto sul Main Event delle WSOP?

Il torneo di poker più importante al mondo è cominciato.

La 52° edizione delle World Series Of Poker è arrivata al culmine proprio in questi giorni con lo start del Day1/A del Main Event da 10.000$ di iscrizione, un appuntamento irrinunciabile per qualsiasi appassionato di Texas Hold’em.

Lo scorso anno, a causa della pandemia, il Main Event si è svolto per la prima volta online ed è finito tra le mani del bulgaro Stoyan Madanzhiev, probabilmente il campione del mondo di poker meno conosciuto della storia.

L’edizione che invece ricordiamo alla perfezione è quella precedente, nella quale Dario Sammartino sfiorò un clamoroso successo, diventando il giocatore italiano più vincente nei tornei dal vivo.

Stavolta si parte alla grande perché in testa al chipcount della prima giornata c’è, indovinate un po’, il nostro Mustapha Kanit, amico fraterno di Dario nonché il secondo miglior italiano nel ranking stilato da hendonmob.

Per entrare meglio nell’atmosfera del “Big One“, come amava chiamarlo Filippo Candio, ecco alcune interessanti curiosità sul Main Event delle WSOP, il sogno di ogni giocatore di poker.

A peso d’oro, anzi no…

Nell’edizione svoltasi nel 1994, alla quale presero parte 268 iscritti, il vincitore, lo statunitense Russ Hamilton fu il primo ad aggiudicarsi un premio superiore al milione di dollari.

O meglio, oltre al milione tondo tondo riservato al vincitore, Hamilton venne pagato “a peso d’argento”: ricevette infatti 43 lingotti d’argento, pari al suo peso corporeo.

Hamilton tuttavia passò alla storia per altre imprese meno nobili, diventando il primo multi-accounter acclarato della storia.

Protagonista di una delle truffe più grandi che il neonato mondo del poker online ricordi, usò 23 account e 117 nickname differenti accumulando la bellezza di 22 milioni di dollari alle spalle di centinaia di ignari giocatori, grazie a un software illegale che gli consentiva di vedere le carte degli avversari.

Lo scandalo “UltimateBet” risale al periodo compreso tra il 2004 e il 2008, negli anni del boom del poker online, una decina d’anni dopo il suo exploit al Main Event.

Doppiette… da dimenticare

Se è vero che vincere costituisce di per sé un’impresa, confermarsi è ancora più difficile.

L’unico a riuscirci fu la leggenda Johnny Chan, vincitore di due edizioni consecutive del Main Event (1997 e 1998) e runner-up a scapito del giovane Phil Hellmuth l’anno successivo, il 1999, (al suo primo braccialetto) per una tripletta che definire epica sarebbe riduttivo.

Dal canto suo Phil rimane l’unico al mondo ad aver vinto sia il Main WSOP che la sua versione Europea, visto che nel 2012, a Cannes, riuscì a conquistare il suo 13° braccialetto proprio nell’evento principale.

Restando in tema di doppiette il nostro Dario Sammartino, dalla sua, detiene un piccolo record: oltre ad essere tra i 4 giocatori al mondo ad aver centrato il tavolo finale del Main WSOP e del Main WSOPE consecutivamente (assieme a Ivan Demidov, Antoine Saout e il britannico James Akenhead) è quello ad aver vinto più di tutti con 6.4 milioni di dollari in due eventi. Saout si fermò poco sotto i 6 milioni.

Non tutte le doppiette però hanno avuto un esito così felice e anzi, per qualcuno si deve esser trattato del remake di un film dell’orrore.

Il caso più eclatante è quello di Mark Newhouse, nono nel 2013 e nono nel 2014, sebbene partisse da una posizione piuttosto comoda al final table. Una maledizione che ha segnato in modo indelebile la sua carriera: da quel lontano 2014 infatti, Newhouse è praticamente sparito dalla scena live.

Un altro caso di doppietta infausta è quello che ha interessato il giocatore più popolare al mondo (fonte hendonmob, ndr.), Daniel Negreanu, capace di “sbollare” il tavolo finale per ben due volte in carriera.

La prima nel 2001, agli inizi della sua carriera, e la seconda nel 2015 (l’anno di Federico Butteroni): in entrambe le occasioni Daniel chiuse all’undicesimo posto, rinunciando al sogno di metter piede al tanto agognato tavolo finale.

Caterpillar Dan

Si dice che alcuni giocatori abbiano un feeling particolare per certi tornei.

Dan Harrington, autore di diversi libri sul poker (uno su tutti la trilogia “Expert Strategies for No Limit Tournaments”) è uno di quelli, o forse è semplicemente più fortunato dei suoi avversari.

Sta di fatto che dei 6.3 milioni di dollari accumulati in carriera, la metà esatta proviene dai numerosi risultati ottenuti al Main Event delle WSOP.

Harrington infatti è riuscito a raggiungere il tavolo finale in 4 occasioni (1987, 1995, 2003, 2004) vincendo l’edizione del ’95 che paradossalmente risulta essere la seconda in termini monetari.

Il quarto posto del 2004 infatti, gli fruttò la bellezza di 1.5 milioni di dollari, mezzo milione in più rispetto al primo premio di dieci anni fa, mentre il 3° posto del 2003 gli valse altri 650mila bigliettoni.

Per la cronaca Harrington ha sfiorato il final table anche nel 1996, arrendendosi in 17° posizione su poco meno di 300 iscritti.

Al final table da sit out

E’ successo alla leggenda del poker per antonomasia, Stu Ungar, l’unico giocatore nella storia a poter vantare 3 Main Event in bacheca.

Nel 1990, all’apice della sua carriera, Ungar accumulò uno stack talmente grande al Main Event da consentirgli di dormire sonni piuttosto tranquilli. Forse troppo tranquilli, visto che “Stuey” nemmeno si presentò (complice la sua vita fuori da ogni regola).

Il suo stack tuttavia, gli consentì comunque di approdare al final table e chiudere in nona posizione, lasciando la copertina a Mansour Matloubi, player di origini iraniane nonché primo giocatore non americano ad aggiudicarsi il Main Event.

Ungar, che in quel periodo veniva considerato il numero uno in assoluto, sfidò Matloubi in heads-up quasi per rivendicare la sua superiorità pokeristica sul campione uscente.

Nella partita cash-game dimostrò la sua stoffa chiamando l’avversario con 10 carta alta in una delle mani più epiche che la storia ricordi (tra l’altro “leggendo” a voce alta le carte in mano a Matloubi).

Lo spot? Open di Ungar con T-9o a bui 200$/$400, call di Matloubi che chiama anche la c-bet su 3-3-7 rainbow. Check-check su K turn e shove diretto per 32.000$ su Q river: Ungar gli legge la vita e chiama.

Record azzurri

Il primo italiano, sebbene residente negli Stati Uniti, a comparire nella lista dei giocatori ITM al Main Event è Marcello Delgrosso, 83° nel 2005 e 72° nel 2006.

Dopo di lui, nel 2007, fu il turno di Dario Minieri, la cui cavalcata terminò in 96° posizione dopo esser stato per diversi tratti in testa al chipcount provvisorio (o giù di lì).

L’anno dopo ci pensa Davor Lanini a tenere alta la bandiera azzurra con un 81° posto che al momento rappresentava il secondo miglior risultato di un italiano al Main WSOP.

Nel 2009 Corrado Montagna riesce a fare decisamente meglio, chiudendo in 43° piazza, ma sarà il 2010 l’anno da ricordare per il poker azzurro, con Filippo Candio che diventa il primo november Nine italiano (chiuderà poi al 4° posto), facendo passare in secondo piano il 29° posto di Gianni Direnzo e il 95° di Flavio Ferrari Zumbini.

Dopo qualche anno fuori dalla top 100 (Massimiliano Martinez unico ad avvicinarcisi con il suo 110° posto nel 2011) è il 2013 l’anno in cui l’Italia sogna di tornare al tavolo finale: Sergio Castelluccio chiude 14°, a un passo dall’impresa, seguono a ruota Bryan Pellegrino (44°), Gaetano Preite (48°), Andrea Dato (60°) e Alessandro Fasolis (102°).

Il 2015 è l’anno dell’ottavo posto di Federico Butteroni, secondo (e ultimo) November Nine azzurro (visto che da qualche anno il Main si chiude all’interno della kermesse).

Per ritrovare un italiano nella top 100 bisogna affidarci a Dario Sammartino ma attenzione, parliamo del 2017: è lui infatti a chiudere al 43° posto dopo aver cullato il sogno di raggiungere il tavolo finale.

Sogno che realizzerà due anni dopo, nel 2019, chiudendo al secondo posto dietro Hossein Hensan. Di fatto Sammartino è l’unico azzurro ad aver raggiunto la top 100 negli ultimi 5 anni, Musta permettendo…

Ora sta a voi farci sapere la vostra lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: Tutto quel che c’è da sapere sulla ITZ Academy: offerta didattica, costi, dettagli e piano di studi

GUARDA IL PRIMO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME IMPRENDITORE

GUARDA IL SECONDO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME ATLETA

Sul nostro sito puoi trovare anche i VIDEOCORSI  dedicati a tornei, cashgame e crypto trading!

Non perdere infine gli appuntamenti con le nostre analisi tecniche e con le dirette streaming: registrati al nostro canale Twitch per restare aggiornato!

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su telegram
Condividi su skype