Come ogni anno ritorna il tormentone sulla possibilità di allargare il mercato italiano al bacino d’utenza sud-europeo ed entrare a far parte della cosiddetta liquidità condivisa.

Un sogno proibito per tanti grinder nostrani che non hanno intenzione di migrare verso altri lidi per fare quel che fanno già in Italia, sebbene potersi confrontare con tutto il mondo (e non solo tra connazionali) possa essere decisamente più stimolante.

Nonostante il niet arrivato circa due anni fa (quando tutto sembrava pronto e mancava soltanto la definizione dell’accordo che avrebbe incluso il nostro paese nel mercato allargato assieme a Spagna, Francia e Portogallo) le speranza di poter avere qualcosa di simile al ‘dot com’ sono ancora vive.

Abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri coach come prenderebbero l’eventuale ingresso dell’Italia in un mercato internazionale e le risposte sono state tutt’altro che scontate…

Andrea Pini

Il mio sogno è stato (ed è ancora oggi) quello di giocare stabilmente sul “dot com”, ma ho famiglia e muovermi dall’Italia non è possibile per tante ragioni.

L’unica opzione quindi è che si allarghi il mercato, personalmente sarebbe una manna dal cielo.

Proprio alcuni giorni fa, guardando uno streaming su Twitch, notavo come il montepremi dello special ‘punto it’ fosse superiore a quello del ‘dot es’ (ovvero quello della liquidità condivisa ndr.).

Questo significa indubbiamente che in Italia c’è tanta voglia di giocare a questo gioco che piace a tante persone: avere la possibilità di raddoppiare l’utenza renderebbe la situazione molto interessante.

Inoltre lo stimolo a migliorarmi sarebbe fortissimo perché se so che devo affrontare un field più preparato sarei il primo a mettermi sotto per diventare più forte, sul ‘punto it’ invece si vive un po’ di rendita.

Eugenio Sanchioni

Condivisa sì o no? Assolutamente no, non vedo proprio il motivo di cambiare la situazione.

Andrea sostiene (giustamente) che sul ‘punto it’ si viva di rendita? Beh, potrebbe essere pure vero, e che c’è di male?

Finché il field italiano rimane a questo livello credo che il ‘punto it’ sia una benedizione per chi fa il nostro lavoro.

E’ normale che una liquidità allargata possa dare un boost importante al movimento, ma per quanto tempo?

Io non sputerei sopra il ‘punto it’ e anzi, spero che duri ancora a lungo!

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Simone Speranza

Di base sono una persona ambiziosa e ho bisogno di lavorare in un settore che mi dia la possibilità di scalare.

Arrivato ad un certo punto nel poker, le ore che dedichi al tuo gioco per migliorare sono inversamente proporzionali al guadagno che ne ottieni e con i limiti imposti dalla liquidità chiusa (anche in termini di buy-in) è impensabile trovare la giusta motivazione quando si arriva al top.

Uno può benissimo accettare la situazione e vivere bene così, ma è chiaro che chi è più ambizioso si troverà in difficoltà.

Con la condivisa secondo me ne gioverebbe tutto il settore, anche dal nostro punto di vista come scuola di poker avremmo la possibilità di vendere coaching anche agli stranieri: si allargherebbe la community in senso generale.

L’unica cosa che possiamo fare al momento e continuare a studiare per farci trovare pronti quando (e se) il mercato verrà esteso alla condivisa.

E tu che ne pensate a riguardo, meglio aprire il mercato o rimanere con la liquidità chiusa? Scrivicelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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