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Stefano Atzei

Stefano Atzei

I Rookies di ITZ: Filippo Cifarelli

Chiudiamo il cerchio con la presentazione dei nuovi Rookies parlandovi di Filippo Cifarelli, 31enne di Altamura che assieme a Enrico Falco (QUI la sua intervista nel caso vi fosse sfuggita) proverà a realizzare il sogno di diventare un poker pro.

Nella mia carriera da giornalista/blogger/addetto ai media o qualsivoglia etichetta mi si possa appiccicare, le interviste più difficili sono sempre state quelle in cui dovevo parlare di personaggi poco (o per nulla) noti.

Sembrerà controintuitivo per chi non fa questo mestiere, ma se vi trovate davanti uno alla Daniel Negreanu la chiacchierata scivola via senza che nemmeno ve ne accorgiate, risulta quasi superfluo fare delle domande.

Quando invece c’è da tirar fuori qualcosa da qualcuno che non ha chissà quale dimestichezza con microfoni, riflettori e carta stampata (in senso lato, visto che ormai si fa tutto online) l’intervista diventa quasi una sfida e non sempre il risultato è dei migliori.

Nel caso di Filippo devo ammettere che ho provato un gran gusto a parlarci e con lo stesso piacere mi trovo qui a raccontarvi un pezzetto del suo percorso di vita, quello che lo ha portato qui da noi:

Entrare nei Rookies di ITZ è la cosa migliore che mi sia capitata negli ultimi anni” – mi dice a margine della conversazione, e non si tratta per nulla di una frase di circostanza.

Il perché lo scoprirete proseguendo nella lettura, attraverso le sue parole…

La prima scalata

Filippo ha cominciato a giocare nel 2017, da solo. Ha scalato i livelli ai tavoli cash-game su People’s partendo dal NL2 fino al NL25:

“Ho trovato un po’ di materiale su Youtube, seguivo i video di Davide Nardelli. Ai tempi c’erano diversi cash-gamer che cominciavano a streamare o pubblicare contenuti gratuiti e ho tratto ispirazione da loro. E grazie a loro ho capito che se mi fossi messo d’impegno avrei potuto tirar su qualcosa.”

La sua vera passione però era quella per i tornei, ma in quegli anni l’aver scoperto il poker era di per sé un successo rispetto al periodo buio che ha preceduto il suo esordio online:

“Venivo da tre-quattro anni orribili, non riuscivo a trovare una dimensione.”

Capisco subito che c’è qualcosa di oscuro nel suo passato e provo a fargli qualche domanda, ma non c’è bisogno di scavare troppo a fondo perché è lo stesso Filippo ad aprirsi in modo sincero.

Paura di vivere

Chi non ha alcuna esperienza con gli attacchi di panico probabilmente farà fatica a capire. Io, anche se indirettamente, conosco bene l’argomento e non mi è stato difficile empatizzare con quanto mi stava per raccontare:

“E’ cominciato tutto verso la fine dell’università, a metà del terzo anno in scienze e tecnologie agrarie. Si trattava di qualcosa che non mi ha mai appassionato per davvero ma che sentivo di dover portare a termine. Anche perché, come capita in tante famiglie, i miei genitori puntavano tanto sul cammino universitario per il mio futuro.

Inizialmente presi qualche mese di pausa, non riuscivo più a rendere al meglio, ma col passare del tempo i mesi sono diventati anni e io ho cominciato a chiudermi in me stesso.

La paura di non trovare una dimensione si è estesa ad altri campi della vita, mi sentivo bloccato. Per oltre un anno e mezzo non riuscivo nemmeno ad uscire di casa anche se all’inizio non mi rendevo nemmeno conto di cosa mi stesse accadendo.

Il mio blocco è sfociato in una serie di attacchi di panico incontrollabili, una vera penitenza per le persone sensibili: quando ti trovi in quelle situazioni pensi sempre al peggio, è inevitabile.

Uscirne è stato difficile ma ci sono riuscito, con fatica e grazie all’aiuto delle persone che mi hanno stimolato ed aiutato a comprendere che c’è del bello nella vita. Ho ripreso a leggere, ad andare ai concerti, al cinema, ad apprezzare una semplice passeggiata nel mezzo della natura. Tutte cose che ti fanno sentire vivo.

La molla è scattata dopo che il dottore aveva deciso di prescrivermi degli psicofarmaci. Tra me e me ho detto ‘Io quelle schifezze non le voglio neanche vedere’, ed è lì che o capito di dover fare qualcosa da solo, per me stesso e per le persone che mi volevano bene.”

A way out

“Il poker è stato come una terapia, mi ha dato nuovi stimoli e ha riacceso in me la curiosità. So che può sembrare esagerato ma è così.”

Non è un caso che una persona così sensibile si avvicini a un mondo in cui, per avere successo, i dettagli fanno un’enorme differenza:

“Prendo nota di tutto, pure quando un player si alza per andare in bagno, anche se sono convinto che una gran sensibilità sia più utile nel poker live che online.

Io non ho mai giocato dal vivo, se non tra amici, anche se la capacità di entrare in empatia con gli altri può darti indubbiamente dei vantaggi.

E’ curioso come Filippo abbia trovato sicurezze proprio in un campo nel quale in tanti vedono soltanto incertezze:

“ITZ ha fatto, e sta facendo, un gran lavoro in questo senso e non lo dico soltanto ora perché sono riuscito ad entrare tra i Rookies.

Per la prima volta ho visto qualcosa di strutturato, che poteva darmi un’opportunità concreta contando solo sulle mie forze: tutto fuorché un’azzardo come pensa la maggior parte delle persone, compresi i miei genitori.”

Sul filo di lana

“Ho scoperto In The Zone tramite Twitch e nel periodo della pandemia ho acquistato la Masterclass Basic. Partendo con un bankroll di 600 euro ho giocato abi 3 arrivando abbastanza in fretta ad abi 10.

In quel periodo ho ripreso anche gli studi universitari in modo da avere un piano B, ma le due cose non si conciliavano al meglio perché con lo studio erano ritornati gli attacchi di panico.

Pensavo che laurerarmi sarebbe potuto essere un trampolino di lancio per buttarmi a capofitto sul poker, quando in realtà era semplicemente una zavorra. Non lo stavo facendo per me stesso, quanto piuttosto per dare soddisfazione agli altri.

E poi dopo tanti anni era cambiato tutto, i professori, i piani di studio… Avrei dovuto rifare alcuni esami e l’entusiasmo non era più quello di un tempo, o forse non c’è mai stato.

Era arrivato il momento di ascoltare me stesso e seguire una strada diversa, la mia. Il percorso da MTTer tuttavia non è stato semplice e anzi, a volte quando capitano certe cose mi aspetto che da un momento all’altro qualcuno esca fuori col cartello ‘Scherzi a parte’!

Ero pronto a fare l’upgrade come giocatore, avevo in mente di acquistare la Masterclass Advanced e prendere un pacchetto di lezioni con un coach, ma ho dovuto investire parte del mio bankroll per comprare un PC nuovo visto che il vecchio aveva deciso di abbandonarmi.

Come se non bastasse, riesco a prendermi il Covid proprio attraverso il pacco ordinato da Amazon e per diversi mesi non sono riuscito a giocare. La mia concentrazione durava al massimo un paio d’ore e in poco tempo stavo distruggendo tutto quel che di buono ero riuscito a fare…

L’entrata nei Rookies

“Ricordo ancora il momento in cui ho compilato il form per candidarmi: erano le 4 e mezza di notte, durante una live del trio, quella in cui Eugol vinse l’hot 50 se non sbaglio.

Pensavo che sarebbe stato tutto inutile, perché prendere me in fondo tra tantissime altre richieste e poi non mi sentivo preparato, né adatto alla portata del progetto.

Eppure sentivo sempre che tra le qualità principali non c’era una gran preparazione tecnica ma soltanto determinazione, voglia di fare, impegno…

Ho atteso la mattina dopo prima di inviarlo, mi son detto ‘se al risveglio ho le stesse sensazioni di questa sera la mando’, e così è stato.

Quando Simone mi ha comunicato di essere entrato non ci volevo credere, non penso nemmeno di aver ringraziato né lui né Emanuele, ma lo farò sicuramente alla prima live!

Che sensazioni ho a riguardo? Ho il terrore di far disastri clamorosi, sebbene in fondo sia molto tranquillo e forse è proprio questo che mi fa ben sperare. La felicità è momentanea mentre la serenità è quella cosa che ti fa andare avanti nella direzione giusta.”

Se vi è piaciuta la storia di Filippo e ambite anche voi a far parte del progetto Rookies non esitate a inviarci la vostra candidatura nella sezione STAKING, e ora scatenatevi con like e commenti sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: I Rookies di ITZ: Enrico Falco

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