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Stefano Atzei

Stefano Atzei

ITZ Rookies Ep.5 – Gigo, Rayden e Simbartox all’esame del primo quadrimestre!

Così come a scuola, i nostri allievi sono chiamati a rispondere di quanto fatto in questi primi quattro mesi da Rookies.

Quattro mesi nei quali hanno avuto modo di misurarsi sul campo e ampliare costantemente il loro bagaglio di conoscenze attraverso il coaching e lo studio post sessione.

Quattro mesi anche di live, nelle quali avete avuto modo di conoscerli uno ad uno sul nostro canale Twitch.

Con Alessandro Luiso grande assente del pomeriggio perché sul treno diretto a Milano, da cui poi proseguirà per Seregno in vista della live stream dagli ITZ Studios di questa sera a partire dalle 21:00, abbiamo chiesto agli altri tre di farci un bilancio personale su questi primi quattro mesi.

La costanza di Rayden

Quello che ho notato è che i veri frutti sono derivati dal lavoro sistematico, come abbiamo accennato anche le settimane scorse, motivo per cui ho accettato questo percorso.

Trovo molta meno improvvisazione nel mio gioco e alcuni automatismi imparati a lezione stanno entrando in azione. Ci sono cose che vanno interiorizzate, perché con tanti tavoli da seguire non si può sempre stare a ragionare troppo su ogni situazione.

E’ da un anno che ottengo risultati con costanza e sento di aver fatto quello scatto mentale col gioco che serviva per trasformarlo in un mestiere, quindi sono molto contento.

L’altra cosa importante che viene sottovalutata riguarda la gestione dei soldi.

Avendo sempre dei soldi sul conto e giocando in bankroll si sente molto meno il peso degli swing. Ieri e domenica ad esempio ho fatto molto male ma non è stato un problema: aspetti il giorno dopo e riparti.

In passato caricavo e scaricavo di continuo, sono step importanti che fanno parte del percorso di maturazione di un giocatore.

E poi c’è anche da dire che, col tempo, più giochi e più impari a conoscerti. Le volte in cui sei stanco e capisci che sei non sei al top a livello psico-fisico eviti di giocare e stop.

Capirlo e metterlo in pratica ti fa evitare quelle 20/30 sessioni all’anno che vanno ad influire negativamente sul bilancio globale.

Il nuovo traguardo di Gigo

Partiamo dal presupposto che secondo me non ho ancora fatto niente, ma proprio zero. Siamo quattro mesi che abbiamo cominciato e credo che sarebbe prematuro tirare le somme anche a fine anno, figuriamoci adesso.

Detto ciò la mia consapevolezza è aumentata enormemente, questo sì: essere all’interno di questo percorso, lavorare quotidianamente o essere in contatto con Emanuele e Simone è un vantaggio stratosferico rispetto agli altri.

Pago ancora l’esperienza nei confronti dei regular che fanno questo da 5/6/7 anni e continuo ad avere un gap da colmare sotto questo punto di vista.

Quel che faccio adesso è selezionare i giocatori con cui giocare gli spot e mettere in pratica quel che ho imparato.

Sto cercando di sperimentare, di provare, a volte lancio anche dei tornei nel tentativo di fare cose nuove ma penso sia normale.

Sono sempre più convinto che la parte mentale sia l’aspetto più importante di tutti, non saprei dire quanto in proporzione al gioco vero e proprio, ma in questo senso sono tantissimo.

Ieri sera dopo un’ora e mezza avevo bustato tutto quello che avevo aperto: senza impazzire o degenerare, mi sono reso conto di non rendere al meglio e ho preferito quittare piuttosto che fare una sessione gigantesca in cui avrei svalvolato e, probabilmente, fatto un bagno clamoroso.

Come ho avuto modo di discutere con Nicola Valentini – il nostro mental coach ndr. – piuttosto che abituarmi a performare male è preferibile chiudere la sessione e magari, invece di riposare il mercoledì, provare a spostarla in quel giorno.

Il mese da incubo di Simbartox

“Diciamo che, se non altro, questo periodo mi aiuta a lavorare sul mindset, perché se non fossi migliorato sotto questo aspetto avrei già quittato!

I primi mesi di marzo sono andati benissimo, ma da lì in poi è cominciato il declino, già prima dello SCOOP quindi.

Dopo i primi dieci giorni di swing abbiamo fatto una review approfondita con Spera ed è venuto fuori che stavo effettivamente badrunnando, anche se il problema principale era il gioco in auto-pilot.

Non che giocassi male, però certe situazioni avrebbero richiesto più attenzione.

Non è un caso che, dopo pochi giorni, mi sono reso conto di esser un altro giocatore rispetto a quelli precedenti… Il che non ha migliorato i risultati, attenzione, ma per quanto riguarda la run ci si può fare poco!”

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