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Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’IPO San Marino raccontato da Simone Speranza: “Più sei conosciuto e più ti bluff-catchano!”

La scorsa settimana Andrea Ricci si è imposto sul field dell’IPO San Marino by 888poker conquistando una prima moneta da 125mila euro e mettendo il suo secondo major live in bacheca.

Una storia che sarebbe potuta essere diversa, o meglio, uguale a se stessa nel caso in cui al tavolo finale fosse arrivato il nostro head coach Simone Speranza, che con l’IPO, inutile negarlo, ha un feeling particolare.

Tornare nuovamente a competere per il titolo (sarebbe stato il 3° personale) era quasi fantascienza, specialmente dopo aver chiuso il Day1 con una ventina di big blind.

E invece, quel che nemmeno lo stesso Spera pensava potesse accadere, stava per diventare realtà

Arrivare 26° non è come centrare un altro final table, ma considerate le proporzioni del field non siamo così lontani…

“Ci stavo pensando proprio poco fa, aprendo Facebook e scorrendo un po’ tra i ricordi: questo 26° in un certo senso rende non scontato quel che ho fatto prima.

Sai, uno vede il mio nome a 40 left all’IPO con 2 milioni di chip e pensa ‘Ok, farà final table anche stavolta…’, invece no.

Perché comunque è un gioco in cui la varianza recita una parte importante e il fatto che non sia riuscito ad andare oltre i 3 tavoli left significa che non è stato scontato né il primo IPO, né il secondo, né tantomeno il terzo posto dell’anno scorso.

E poi sì, è un punto di vista ottimistico perché non nascondo che uscire in quella fase mi abbia lasciato un po’ di amaro in bocca.

La mano decisiva?

E’ arrivata proprio a ridosso del gradino successivo del payout, apro 18x da Hi-Jack con A-Qo e BTN (“sgheb”, regular online ndr.) va all-in con A-K.

In generale per come ero riuscito a risalire al Day2, il Day 3 è stato un disastro e tutto ciò che poteva andare male è andato peggio…”

Vuoi raccontarci un po’ il Day2?

“Avevo chiuso il Day 1 con 98K chip, circa 20 bui, e ho chiuso la giornata a 2 milioni, circa 40 bui al giorno successivo.

C’è stata una bellissima rimonta, anche perché avevo pianificato di fare sessione online nel caso in cui fossi uscito nelle prime fasi del Day2, ma alle 11 ero ancora seduto con un bel po’ di chip e lì ho capito che avrei dovuto rivedere i miei piani…”

Chiacchierando con Dario Sammartino all’ultimo EPT di Praga, mi disse che dopo il Main di Vegas la gente ai tavoli cominciava ad evitarlo: è accaduto anche a te qualcosa di simile?

“Mah, in realtà al Day1 dell’Ipo accade esattamente il contrario, ovvero più sei conosciuto e più tendono a bluffcatchare!

Forse nei Day successivi qualcuno comincia a guardarsi un po’ intorno, ma personalmente non è qualcosa che ho avvertito a questo IPO.”

In generale però, essere Simone Speranza e sedersi a un tavolo dell’IPO è qualcosa di speciale…

“Le aspettative sul mio coto ci sono da quando ho vinto il secondo IPO, ma stavolta non ho sentito particolarmente la pressione.

L’ho accusata invece quando ho fatto terzo, lì è stata dura, ma qui ho cercato semplicemente di giocare al meglio.

Certo, giocare in un tavolo con dietro uno stendardo col mio faccione, per me che sono abbastanza riservato, mi metteva un po’ in soggezione ma fa parte del gioco.

Se la mia faccia è lì significa comunque che è stato fatto qualcosa di buono, sia individualmente che con la scuola.

A proposito, che feedback hai ricevuto su In The Zone?

“Intanto ho visto molte persone con addosso il merchandising ITZ e mi ha fatto molto piacere. Poi sono stati in tanti a venire da me e farmi i complimenti, la maggior parte allievi o giocatori che hanno acquistato il corso.

Accadeva già agli altri IPO ma mentre in passato i complimenti erano più rivolti a quel che avevo fatto come giocatore, stavolta sono stati in tanti a ringraziarmi per quanto fatto con la scuola.

C’è stato un signore over 50 che mi ha detto esplicitamente di aver acquistato il corso qualche settimana fa e di essere in attesa di nuovi contenuti perché era estremamente contento.

E’ indescrivibile la soddisfazione che si prova quando accadono episodi del genere, e sono il primo a ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato o hanno speso delle belle parole per il lavoro svolto fino ad ora.”

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