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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Sull’importanza dell’usare un HUD nei tornei di poker online

Generalmente chi gioca a poker online, a prescindere dal grado di competenza, si divide in tre fasce:

  1. Chi non riuscirebbe mai a giocare senza un HUD.
  2. Chi lo usa qualche (o lo ha usato) qualche volta ma ne fa volentieri a meno.
  3. Chi non sa nemmeno che cosa significhi l’acronimo HUD.

Se rientri nella terza categoria posso svelarti subito l’arcano: HUD sta per “head-up display”, ovvero un software che consente di raccogliere e mostrare in tempo reale delle statistiche in merito alle tendenze degli avversari che hai davanti.

Un qualcosa di assolutamente legale e autorizzato dalle poker room (in fin dei conti sarebbe possibile ottenere gli stessi risultati segnando tutto a mano, anche se sappiamo bene quanto questo risulti impossibile a partita in corso) che se usato correttamente può rivelarsi una miniera preziosissima di informazioni, aiutandoci a prendere la scelta migliore in ogni scenario di gioco.

Questo almeno in teoria, perché in pratica le cose non sono così semplici e anzi, c’è chi di HUD non vuole proprio sentirne parlare…

Perché utilizzare un HUD?

Per ottenere informazioni sugli avversari ed effettuare scelte migliori, giusto?

Questo almeno negli intenti, perché la realtà dei fatti vuole che l’attendibilità delle statistiche non sia sempre qualcosa di scientifico e quindi, senza una corretta contestualizzazione, è probabile incappare nello scenario opposto: commettere errori proprio in virtù delle informazioni presenti sul nostro HUD.

A riguardo il nostro assistente tecnico Simone Cacchiullo ha un parere ben preciso:

“Quello che dico ai ragazzi che giocano i tornei è che l’utilizzo di un HUD è qualcosa di molto relativo.

Conosco dei regular che non lo usano per nulla o si rifiutano di usarlo e sinceramente credo sia una scelta sbagliata: le statistiche di base tendenzialmente non mentono e ci aiutano a capire più in fretta chi abbiamo davanti, se un professionista o un amatore.

E soltanto questa, per chi gioca su più tavoli, è un’informazione preziosissima.”

Questione di numeri

Il succo del discorso è che senza un campione sufficiente di mani qualsiasi dato lascia il tempo che trova:

“Se giochi MTT non arriverai mai ad avere un numero di mani sufficiente ad avere dei dati attendibili su una dinamica specifica.

Ad esempio, se prendiamo in esame le statistiche di limp/raise di un dato giocatore, per avere dei numeri decenti occorrono qualcosa come cinquemila mani (se non addirittura dieci) per capire quanto effettivamente quel player stia limp/raisando.

E per fare diecimila mani contro un regular devi giocare per 3/4 anni di fila. Se però lo stesso giocatore, a sua volta, si mette a studiare e cambia i suoi range i dati raccolti non servono più a nulla.

Ecco perché bisogna fare molta attenzione al tipo di informazione che si vuole ottenere in relazione al campione di mani accumulato.”

Capire l’avversario dalle statistiche

Ritornando su uno degli aspetti più importanti (ed affidabili) che conseguono dall’utilizzo di un HUD, ovvero capire chi abbiano davanti, Simone ci spiega:

“VPIP e PFR (quante volte un giocatore mette dei soldi nel piatto per partecipare all’azione e quante volte lo fa con un rilancio) si aggiornano mano dopo mano e già disponendo di un migliaio di mani si può avere un’idea chiara sullo stile di gioco di un player.

Discorso diverso se il nostro intento è capire come reagisce in uno scenario specifico: di quelle mille mani probabilmente soltanto una decina risulteranno utili e non costituiranno di certo un campione sufficiente a rendere quel dato attendibile.

In generale quando la forbice tra VPIP e PFR è molto ampia (ad esempio VPIP 50 e PFR 10) siamo di fronte ad un “curiosone” che ama gustarsi il flop ma che gioca abbastanza passivamente preflop.

I valori ottimali di VPIP per un regular sono compresi tra il 23 e il 28 %, mentre il PFR dovrebbe essere circa il 70% del VPIP, ad esempio VPIP 24 e PFR 19.

Tanti amatori, ma anche diversi regular poco preparati, giocano in maniera diversa early /middle e late stage, chiudendosi eccessivamente nelle fasi finali: in fondo, anche giocare più chiusi dell’ottimale è un errore che ci porta a non realizzare a pieno la nostra EV.”

L’HUD del maestro

A questo punto la domanda, citando il tiratardi più noto della televisione, sorge spontanea: ma che configurazione utilizza per il suo HUD un esperto in materia come Simone?

Ecco uno screenshot delle statistiche utilizzate in game per i tornei MTT:

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L’HUD utilizzato da Simone Cacchiullo

Si tratta di 15 statistiche, nello specifico

  • VPIP – Quante volte si entra in un piatto mettendo delle chip.
  • PFR – Quante volte lo si fa con un rilancio
  • 3-bet – Percentuale di 3-bet
  • Fold to 3-bet – Quante volte il nostro avversario folda alle 3-bet
  • Flop c-bet% – In che percentuale un giocatore effettuerà una c-bet dopo aver rilanciato
  • Flop C-bet OOP – Quante volte un giocatore c-betta sui raisati fuori posizione
  • Fold flop vs C-bet IP – Quanto spesso il nostro avversario folderà su una c-bet in posizione
  • Fold flop vs C-bet OOP – Quanto spesso il nostro avversario folderà su una c-bet fuori posizione
  • Limp call – Quante volte limp/calla
  • Limp Raise – Quante volte limp/raisa
  • Limp Shove – Quante volte limp/shova
  • Raise First in – Quante volte un giocatore è il primo a rilanciare
  • Aggression factor – Coefficiente di aggressività di un giocatore
  • Went to Showdown – In che percentuale un giocatore arriva allo showdown
  • Total Hands – Mani totali giocate contro un dato avversario

“Credo che fino ad abi 40 sul ‘punto it’ un HUD configurato in questo modo sia tutto ciò di cui un giocatore ha bisogno a partita in corso.

Ogni statistica, attraverso i filtri appositi, può essere implementata in base a deepness, posizione e texture del board, tutti dati visualizzabili attraverso i comodi pop-up che si possono configurare sul programma.”

Quello che vedete nella seconda parte dell’immagine (i numerini colorati per intenderci) è il modo in cui compaiono le statistiche in game.

Simone le ricorda a memoria senza problemi e per farlo ha utilizzato un metodo semplicissimo:

“E’ ciò che consiglio a chi inizia: è sufficiente annotarsi lo schema su un pezzo di carta e appiccicarselo accanto al monitor.

All’inizio lo si consulterà con maggior frequenza ma col passare del tempo sarà un attimo capire dove trovare una determinata statistica, aiutandoci anche coi colori.”

E voi che settaggio HUD utilizzate? Scrivetecelo lasciando un commento sulla Fanpage!

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