Fare il poker player per professione, in Italia e ad alti livelli, è tutto fuorché un’impresa semplice.

Gianluca Bernardini lo fa da una decina d’anni con risultati eccellenti ma per arrivare al suo livello (o a quello dei suoi illustri colleghi come il nostro Girex o Nicola Valentini, in arte “quattroganci“) lo studio, il metodo e la costanza sono caratteristiche imprescindibili.

Nel pomeriggio abbiamo avuto il piacere di discutere assieme a lui sui pro e i contro dell’essere un cash gamer in Italia e la situazione è sembrata meno drastica di quel che si possa pensare…

Problemi da cash gamer ‘punto it’

“Uno dei problemi sul ‘punto it’ è che se perdi resto devi quittare, perché non si possono spendere più di mille euro per volta.

Questo accade anche allo Zoom e ai limiti più bassi: se sono registrato su 4 tavoli Zoom al NL200 e perdo una posta in uno (quindi spendo 1.000 in totale) perdere uno stack in uno degli altri tavoli significa dover ricominciare da capo.

Inoltre non si può nemmeno quittare un tavolo solo: mettiamo ad esempio che uno decida di chiuderne uno per avere più focus sugli altri.

Sul ‘punto it’ si chiudono tutti contemporaneamente mentre sul ‘dot com’ si può continuare a giocare senza problemi.

la spiegazione più logica è che li conta come un unico buy-in, ad ogni modo ricominciare con la posta iniziale e riaprire tutti i tavoli non è piacevole e fa perdere la concentrazione.”

La bolla italiana

Ad essere sincero non mi lamenterei così tanto della liquidità chiusa in Italia.

Avendo vissuto a Malta sono riuscito a giocare sia sul ‘dot com’ che sul ‘dot es’ che a tutti gli effetti è un finto ‘com’ dato che accettano tutti i mercati che non hanno legalizzazione propria come la Russia, diversi paesi dell’est Europa, Sudamerica e via dicendo.

Il traffico del ‘punto it’ è sui livelli di quello condiviso europeo (ma siamo da soli, non dimentichiamocelo) ma non ci sono i regular di altre nazioni come accade sul ‘dot es’.

Se dovessi giocare soltanto i low stakes forse la soluzione sarebbe tornare all’estero per giocare anche su Party o GGpoker, ma per quanto mi riguarda ho tutto in Italia: la casa, gli amici, e soprattutto i soldi.

Avere dei soldi sul conto bancario italiano fa un’enorme differenza piuttosto che averli sparsi tra wallet elettronici e crypto valute, perché senza quelli in Italia ti escludi dalla possibilità di fare determinate cose.

Per dirne una, di recente ho ristrutturato casa e senza delle garanzie bancarie è difficile pagare chi ti fa i lavori, non puoi mica presentarti con un wallet o qualche crypto sparsa qua e là, si devono fare delle fatture.

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Quarantena d’oro

Cosa gioco abitualmente? Arrivo a giocare anche il NL200 perché mono roomando si è costretti.

Specie primo periodo quarantena c’era tantissima action al NL1000 e i più forti della room giocavano tutti lì.

Ho giocato anche qualche tavolo al NL 400 e 600 perché c’erano sempre 2 reg assieme a 2 fish che stavano shottando.

Ad ogni modo da quando c’è il nuovo lockdown la situazione non è come la scorsa primavera ma il traffico è sicuramente superiore alla media.

Credo che quest’anno tanti regular abbiano visti i loro guadagni crescere esponenzialmente

E voi come vi trovate a giocare sulle room ‘punto it’? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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