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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Le WSOPE low-variance di Emanuele Monari: “A Rozvadov per giocare cash-game”

Andare al festival di tornei più importante al mondo per giocare cash-game: i perché della scelta del Barone

L’action dei campionati mondiali di poker, le WSOP, si sposta dal nuovo al vecchio continente nello spazio di pochi giorni.

Da Vegas a Rozvadov ovviamente non cambia soltanto la location, inutile discutere sul maggior appeal della tappa in Nevada, anche se qui in Repubblica Ceca, da dove vi scriviamo, le aspettative per un festival di altissimo livello di sono tutte.

Emanuele Monari, che assieme a Spera, Andrea Montanari e il Gigo sarà impegnato ai tavoli live per i prossimi 20 giorni, ci ha spiegato la sua filosofia a riguardo: pochi e tornei e tanto cash, all’insegna del low-variance.

Una scelta inusuale, pur non trattandosi di un caso isolato (tanti reg vanno appositamente in trasferta per giocare cash quando ci sono le manifestazioni più importanti), che dimostra come a soli 22 anni Emanuele sia già in grado di tenere a freno l’eccitazione per una kermesse manderebbe su di giri qualsiasi torneista (pro o amatore non fa differenza).

E allora sentiamo un po’ che ci ha raccontato il Barone…

La prima volta non si scorda mai…

A Rozvadov, Ema c’è stato già lo scorso anno quando, in piena pandemia, riuscì a sfiorare il braccialetto al double-stack online da 300$ di iscrizione.

Una memoria indelebile in un momento cruciale della sua carriera:

“Beh sì, ricordi molto piacevoli sia per la vittoria sfiorata che per la situazione in generale che si è creata coi Rookies. E’ stata un’esperienza molto divertente.

Stavolta, essendoci anche l’EPT a distanza di pochi giorni, sarà una trasferta più impegnativa e l’ultima cosa che vorrei capitasse è rientrare a casa dopo aver fatto un bagno di sangue ai tavoli.

Starò via per un mese intero quindi l’obiettivo principale è tener basso il livello di stress.”

Cash > MTT

“Giocare i tornei live è sicuramente divertente, tanta adenalina ma anche tanto stress ed è per questo che, credo, il cash-game sia la via di mezzo ideale.

Che poi, le trasferte sono sempre divertenti sia che si perda sia che si vinca e c’è anche gente che torna col sorriso dopo aver fatto meno 50K in due settimane…

Io sinceramente non ne ho voglia e anzi, vorrei tornare a casa con del profitto!

L’idea è quella di alzare gli stakes gradualmente e se le cose si mettono bene da subito i pressupposti per passare dalla 1/3 alla 5/10 ci sono tutti.

Vorrei sentirmi libero di fare quel che mi pare, il cash ti permette di guadagnare discretamente e viverla bene, limitando gli swing monetari.”

Morbidezza

“Il livello del field online è generalmente più alto, poi è ovvio che ci saranno anche dei reg validi live ma non dimentichiamoci anche di quelli che si siedono al cash come dei missili dopo aver bustato un torneo o quelli che giocano peggio del normale dimenticandosi che la rake, dal vivo, è più alta.

Col cash mi trovo bene anche perché ultimamente ho studiato la disciplina, senza contare che alcuni giocano letteralmente a carte scoperte o danno dei tell fisici così evidenti che… Ci siam capiti!

Diciamo che mediamente il livello è più basso sebbene la posta in gioco sia più alta.

Vedo molta gente che si fa il culo online per tutto l’anno e poi broka alla prima trasferta live: non vorrei rientrare nella categoria, ecco!

Tornei: i possibili candidati

“Per quanto riguarda i tornei giocherò qualche sat per il Main, o magari qualche MTT tipo il National da 1.5K o il 6-max delle WSOPE ma non è detto, li faccio se sono in vena non è una questione meramente economica.

Certo, se avessi 2 milioni di bankroll giocherei solo tornei, anche perché una trasferta come quella che ha pianificato Simone è obiettivamente una figata.

Ogni giorno parte un torneo e in questo modo anche live si riesce un minimo ad attutire l’impatto della varianza.

Se giocherò anche qualcosina online? Sì, mi porterò dietro le mie cose per giocare anche online ma vorrei evitare, come all’ultima esperienza qui a Rozvadov, di stare al casinò a grindare in stanza.

La priorità deve essere la schedule live e se le cose andassero bene qui magari potrò concedermi qualche vizietto a Praga per l’EPT.”

Coerenza portami via

Questa intervista è stata realizzata il giorno prima della partenza.

Le idee sembravano essere chiare nella sua testa, ma come spesso accade, la distanza tra teoria e pratica risulta essere maggiore del previsto.

E allora eccolo il Barone, al Day1 della sua trasferta, schierato subito online dopo aver piazzato computer fisso e monitor da 27 pollici sul tavolo della cucina:

“Dovrò pur giustificare il fatto di essermi portato tutta questa roba appresso no?”

ema cash
La prima sessione della trasferta di Emanuele Monari a Rozvadov… Avete detto WSOPE?

Ovviamente scherziamo e gli intenti manifestati nelle righe sopra rimangono tali e quali, ma vederlo giocare online dopo aver esplicitamente detto di non voler ripetere gli errori dell’ultima trasferta era una chicca troppo divertente e sarebbe stato un peccato non condividerla con voi!

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