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lezione di poker
Stefano Atzei

Stefano Atzei

Emanuele Monari: quando una lezione di poker può dare una svolta

C’è lezione di poker e lezione di poker.

Alcune di queste possono essere davvero illuminanti e cambiare profondamente le nostre convinzioni sul gioco.

Non è semplice identificare precisamente il punto di svolta, il momento in cui abbiamo capito che il poker poteva essere per davvero qualcosa in più di un semplice passatempo, ma ci si può provare.

Perché se è corretto affermare che la competenza si acquisisce per gradi, è altresì vero che certi eventi hanno più incidenza di altri.

E non parliamo di chissà quali avvenimenti, perché a volte basta una semplice chiacchierata

La prima volta di Emanuele Monari

Ai tempi aveva, come chiunque alle prime armi, un’idea tutta sua del poker.

Dopo qualche “esperimento” ai tavoli cash “ricaricavo di volta in volta, perdevo e ricaricavo“, Emanuele si rende conto che quel giochino non è poi così male.

Lo intuisce quando arrivano i primissimi risultati:

Sono partito dal NL10 e in poco tempo avevo messo da parte circa 400 euro, salvo poi perderli quasi tutti in pochi giorni, ma questa è un’altra storia…

Nonostante la batosta ho intuito di avere grandi margini di miglioramento e soprattutto ho preso coscienza del fatto che, col poker, avrei potuto fare davvero dei soldi.

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Scelte da grinder

Non troppo tempo dopo, arriva l’idea di candidarsi per entrare a far parte di un gruppo di stakingcoaching ed approcciare il gioco più seriamente:

Entrai in Poker Magia come stakato. Mi scelse Enrico Fabrizi che in quel periodo era alle selezioni e venni preso nel gruppo di Simo (Speranza ndr.)… Ma non fu un caso.

Feci richiesta parallelamente sia a loro che a Simone (in privato), ignaro del fatto che lui ne facesse parte.

Da subito Simone mi prese in simpatia e dopo uno scambio di mail ci trovammo d’accordo, ma non cominciai subito con lui.

Mi venne assegnato un coach a cui avrei dovuto presentare una hand history: Andrea “andreacigna” Pini.”

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‘LA’ lezione di poker

Come uno scolaretto alla prima lezione, Emanuele cerca di arrivare preparato all’appuntamento:

Gli mandai un torneo che mi sembrava giocato perfettamente, in cui avevo fatto 10° se non sbaglio, era un Big 15.

Prima di inviarlo lo riguardai più volte: non doveva essere il migliore ma nemmeno un disastro totale.

Insomma, clicco e penso: ‘Che dovrà dirmi di ‘sto torneo, è quasi perfetto...”

E invece, a quanto pare, così perfetto non era:

Parlammo per un’ora abbondante di tantissime cose (ci saremmo potuti dilungare per altre 6 ore), da alcuni concetti fondamentali alle size, spaziando dal preflop al postflop seppur non in modo troppo approfondito.

Fu in quella occasione che capii per davvero quanto ampio fosse il margine di miglioramento che avevo intuito con la mia prima rushata ai tavoli cash.”

Ora tocca a voi raccontarci la lezione che ha dato una svolta alla vostra carriera da pokeristi: sotto coi commenti sulla nostra Fanpage!

 


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