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Stefano Atzei

Stefano Atzei

La passione (nemmeno troppo) segreta di Davide “Girex91” Marchi

Un viaggio nell'universo dello champagne assieme a Davide Marchi, coach cash-game per In The Zone e appassionato di bollicine.

Sarà che il mondo dei vini mi ha affascinato sin da bambino quando mio nonno, produttore da almeno due generazioni, mi portava con lui in campagna nel periodo della vendemmia.

Sarà anche che, col tempo, ho imparato a mia volta ad apprezzare un buon vino ma all’ennesima Story su Instagram postata dal nostro coach cash-game Davide Marchi che esibiva con orgoglio le ultime bottiglie stappate (rigorosamente “maggiorenni”), la voglia di farci due chiacchiere è diventata incontenibile.

Questo pomeriggio quindi ho avuto il piacere di fare una delle interviste più frizzanti che mi sia capitata nell’ultimo periodo, alla scoperta della passione segreta (ma non troppo) del buon Girex91.

Santé…

Dalla cucina gourmet alle bollicine

“Come tutte le passioni non esiste un momento preciso in cui è scattata, diciamo che è stato un crescendo.

Mi sono avvicinato innanzitutto alla cucina gourmet e, pian piano, ho capito che davanti al menù di un grande chef è opportuno accompagnare le portate con un gran vino.

Da qui è nata la curiosità di provare bottiglie che potessero sposarsi al meglio coi vari menù degustazione provati in giro per l’Italia.

Perché lo champagne? Specialmente quello invecchiato, credo sia la tipologia di vino che meglio si sposa con la raffinatezza di alcune portate.

I vini rossi, soprattutto quelli importanti, rischiano di coprire i sapori delicati di alcune pietanze, dai pesci in bianco ai crudi, mentre lo champagne invecchiato regge molto meglio l’accostamento.”

Un vero intenditore

Dopo i primi esperimenti Girex decide di far sul serio e si iscrive a un corso da sommelier:

“Mi sono diplomato come sommelier alla Fondazione Italiana, volevo capirci di più e il corso è stato quel qualcosa che mi ha fatto fare un salto in avanti.

Quest’anno sono andato addirittura in Champagne (la regione francese, ndr.) con un viaggio organizzato da un esperto che va 7/8 volte all’anno, amico di tanti produttori della zona.

E’ stata un’esperienza fantastica che mi ha aperto gli occhi su un altro modo di intendere lo champagne che non conoscevo affatto.

Generalmente ci si approccia alle grandi maison, dal Krugg al Dom perignon, passando per Cristal Louis e Derrell, prodotti sicuramente fantastici ma tutti assemblati.

E’ proprio la caratteristica delle aziende più sviluppate quella di assemblare uvaggi di diverso tipo, come lo chardonnay, il pinot noir vinificato in bianco o il meunier (un vitigno a bacca rossa).

Si mescolano non solo le uve ma anche le annate: si parte da un’annata base e si mescolano altri vini di annate precedenti, in modo da conferire al vino una maggior complessità.

Quel che ho scoperto in Champagne, visitando i piccoli produttori, è stato apprezzare dei vini provenienti da un singolo appezzamento senza alcun assemblaggio.

E’ un po’ una filosofia, quella dei piccoli produttori, tanto che l’organizzatore snobba le grandi maison in favore di questi ultimi e ricerca soltanto prodotti di nicchia.

Il concetto è semplice: a differenza delle aziende di punta non dispongono di centinaia di ettari a disposizione né possono permettersi di acquistare altre uve.

Hanno per lo più delle piccole parcelle (appezzamenti, si chiamano così ndr.) e il loro obiettivo è raccontare il territorio da dove provengono e dove hanno le loro viti.

Ogni vino è espressivo di una singola zona e ultimamente sono sempre di più i produttori che si lanciano nel produrre vini “mono-vitigno” e “mono-appezzamento”.

Anche i costi sono differenti, spesso i prodotti delle grandi maison hanno un rincaro notevole rispetto a quelli dei piccoli produttori e, sebbene non si tratti di prodotti di punta, con una spesa contenuta si può accedere a una qualità eccellente.

Buon, vecchio champagne

Lo champagne è un vino che ha bisogno di tempo per evolversi al meglio ed esaltare tutte le sue sfumature di gusto. Una bottiglia appena prodotta e commercializzata, se degustata subito, non riuscirà mai ad impressionarti.

Potrà colpirti l’eleganza del vino, la sua buona fattura, ma non sarà mai un’esperienza che ricorderai per tanto tempo.

L’invecchiamento serve a bilanciare il rapporto tra l’acidità, che nei vini giovani è quasi dirompente, e i sentori olfattivi, gustativi e visivi, dato che con gli anni il colore passa da un giallo paglierino a una tonalità più scura.”

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Direttamente dalla “Maison Marchi”, alcune delle 60 bottiglie facenti parte della sua collezione privata.

Top e flop

E dopo questa piccola e interessantissima lezione andiamo a scoprire quali sono stati gli “affari” migliori e le delusioni più grandi nella sua breve carriera da degustatore

Il miglior affare

“Premessa: sono sempre alla ricerca, leggo libri, partecipo a degustazioni e sto spesso su internet a cercare bottiglie al miglior prezzo, prendendo parte ad aste di vini pregiati.

L’affare migliore che mi è capitato di fare riguarda 3 bottiglie di Krugg etichetta Oro e Rossa, un assemblaggio fatto verso la fine degli anni ’90.

Sono riuscito a strapparle a 180 euro l’una in condizioni perfette, in un ristorante possono arrivare a costare tranquillamente sopra i 600 euro l’una, mentre in commercio si trovano sui 400…

La bottiglia più cara

Ero assieme a Bern (Gianluca Bernardini, ndr.) a Senigallia, da Uliassi, un ristorante sul mare con menù pazzesco e chef all’ultimo grido.

Abbiamo deciso di abbinarci un Salon, uno champagne molto prestigioso, poche bottiglie, solo millesimate e prodotte solo nelle annate eccezionali.

Insomma, abbiamo pagato 450 euro a testa e alla fine sono rimasto parzialmente deluso, perché quel particolare champagne ha bisogno di tantissimo invecchiamento e la bottiglia che abbiamo provato noi aveva ancora una mineralità e una freschezza fortissime, che sovrastavano i sentori che preferisco.

Sarebbe stata una ottima bottiglia da bere tra una decina d’anni.

Il miglior champagne come rapporto qualità/prezzo

Un consiglio invece, come rapporto qualità prezzo e il Louis Roederer, un vino fatto con le stesse uve che finiscono nelle bottiglie di Cristal.

Un gran vino che si trova attorno ai 40 euro e per quella fascia di prezzo è nettamente superiore ai vari Moet Chandon e affini, conosciuti più per status symbol che per altro.

Un’altra bottiglia che consiglierei è Le Mesnil, un vino fatto da una cooperativa che si trova attorno ai 30 euro: sono uve raccolte dai piccoli produttori che le offrono alla cooperativa, la quale si occupa della produzione e ci mette il marchio.

La più grande delusione

Sicuramente Dom Perignon, un nome che sta sulla bocca di tutti, la classica boccia da discoteca che si compra per fare un po’ i gasoni ma che, a me personalmente, non piace: su quella fascia di prezzo comprerei mille altre bottiglie.

Per una maison che produce 6 milioni di bottiglie l’anno è difficile mantenere una coerenza qualitativa. C’è da dire che col tempo anche il Dom Perignon assume una maturità e una complessità di rilievo.

Il top in assoluto

Se vogliamo parlare di una bottiglia singola direi il Krugg, il mio marchio preferito nonché lo champagne per eccellenza che esprime l’idea dell’assemblaggio.

Il vantaggio delle grandi maison consiste nella grande potenza economica che permette sia di disporre di chissà quanti appezzamenti che di acquistare le uve dai piccoli produttori, consentendogli di creare vini assurdi.

Di recente con Bern abbiamo fatto una degustazione di Krugg invecchiati, vini che al momento si trovano all’apice e che stanno cominciando la loro parabola discendente.

Si trattava di uno champagne millesimato del 1988 uscito in commercio tra fine anni ’90 e inizio 2000: sentori di crosta di pane (i miei preferiti), sottobosco e un perfetto bilanciamento tra sapidità e aromi.

Un’esperienza vera e propria, indubbiamente il miglior champagne che si possa bere in giro al momento, in virtù del processo di invecchiamento arrivato al culmine.

Se dopo questa lettura anche a voi è venuta voglia di fare un salto all’enoteca vicino casa è comprensibile, intanto fateci sapere cosa ne pensate lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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