Chi non ha troppa dimestichezza col gioco fa una gran fatica a capire che tipo di studi si possano celare dietro una semplice mano di poker.

L’ avvento dei solver ha cambiato radicalmente il modo di approcciare lo studio della disciplina e al giorno d’oggi studiare il poker significa qualcosa di diverso rispetto al passato.

Con l’intento di far chiarezza sulla questione abbiamo chiesto un parere a Simone Speranza, che da anni è tra i migliori esponenti del panorama italiano sia dal punto di vista dello studio che dei risultati.

L’obiettivo di un professionista

Giocare a poker in modo professionale vuol dire semplicemente una cosa: prendere più spesso degli altri delle scelte che hanno un guadagno atteso positivo.

Un esempio che mi piace fare è quello relativo alla scelta della fila alla cassa del supermercato.

Per capire quale sia quella più veloce hai bisogno di alcune informazioni, come ad esempio quanti pezzi ciascuno ha dentro il carrello, quante persone ci sono in fila, quanto è veloce l’addetto alla cassa.

In un mondo ‘GTO’, passatemi l’espressione, gli addetti alla cassa hanno tutti la stessa rapidità, ma in un mondo imperfetto dove ci sono cassieri più bravi di altri si può pensare di trovare un exploit per scegliere la cassa più veloce.

Il percorso che proponiamo attraverso i nostri corsi, nel concreto, ci aiuta a scegliere sempre la cassa più veloce.

I primi corsi sono propedeutici a quelli più avanzati e sono strutturati in modo da fornire una formazione completa sotto tutti i punti di vista: si comincia con il corso basic, poi c’è il corso sui KO, poi quello sull’ICM, c’è Nicola per il mental game

Una volta appresi i fondamenti si passa agli argomenti più complessi trattati nei corsi avanzati, col fine di sfruttare meglio della media degli scenari di gioco e situazioni che ci permetteranno più spesso di scegliere la cassa piu rapida.”

Come studiare il poker nel 2020

Del come studiare il poker ne abbiamo appena parlato, ovvero seguendo un percorso assieme ad alcuni tra i migliori professionisti in circolazione.

Occorrerebbe spendere una parola sulle conseguenze che derivano dal farlo male o dal non studiare per nulla.

Il rischio principale è quello su cui abbiamo discusso alcuni giorni fa, ovvero il discorso sulla consapevolezza nei periodi di bad-run da parte di un poker player professionista.

Se non si risolve il problema della consapevolezza al primo momento buio il rischio è quello di cadere in un tunnel senza fine.

Inoltre l’averne poca, soprattutto in situazioni meno frequenti, può portare a giocare in base alla sensazione del momento, col rischio di avere tendenze differenti nel singolo spot da un mese all’altro.

Studiare male invece (o affidarsi a persone sbagliate) rischia di farti entrare in un circolo che potrebbe condizionare negativamente l’intera carriera.

In generale studiare male è una perdita di tempo e il tempo è una delle risorse più importanti a nostra disposizione.”

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Non fidarsi (solo) dei risultati

Ci sono persone che vincono meno dopo che studiano.

Questo accade perché magari con l’intuito facevano cose che in un certo qual modo funzionavano ma poi, dopo aver applicato male dei concetti appresi senza capirne realmente il motivo, si trovano a fare delle mosse sbagliate e conseguentemente abbassano il loro win-rate.”

E voi in che modo approcciate lo studio del gioco? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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