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Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’ultima sfida di Charlie Carrel: battere il NL500 Zoom dopo 2 anni di pausa

Sarà che dopo mesi e mesi di quarantena è davvero difficile trovare nuovi stimoli dal divano di casa, specie se ti chiami Charlie Carrel e a 26 anni hai già vinto una decina di milioni.

Eppure, tra una bankroll challenge e l’altra, il pro britannico ha deciso di tornare alla carica (si sarà forse stancato di giocare i microstakes in diretta streaming?) e scagliarsi contro i suoi detrattori.

Lui, che quando sente parlare di GTO gli si ingrossano le vene, è intenzionato a dimostrare che il suo talento cristallino non conosce stagioni, cimentandosi nella disciplina più “reggosa” del ‘dot com’: il NL500 Zoom.

Charlie alla riscossa

Sono praticamente due anni che Carrel non si fa vedere con regolarità dalle parti degli high stakes online in modalità cash game, quel che per anni è stato il suo pane quotidiano.

Di aprire un solver nemmeno a pensarci, ma d’altronde se riesce a stampare moneta sonante anche senza farne uso chi siamo noi per dargli contro…

A farlo però sono diversi noti regular internazionali, molti dei quali incontrati sia online che ai tornei live dal buy-in a 4 zeri.

Giusto per citarne uno a caso, date uno sguardo a questo video che analizza tre spot giocati da Carrel contro Llinus Llove:

Il guanto di sfida

L’annuncio compare sui suoi profili social, Twitter in primis, così come Facebook:

In tutta la mia carriera ci sono stati tantissimi giocatori high stakes che non hanno perso occasione per parlare di quanto fossi terribile a poker.

Bene, sono pronto a scommettere $100 – 200K che, nonostante abbia giocato pochissimo negli ultimi 2 anni, sia ancora in grado di battere il NL500 Zoom online. Nessuna risposta.

Tutti abbaiano, ma nessuno morde.

Il mondo del poker è un ambiente altamente tossico“.

Battere il NL500: sì, ma come?

A nemmeno 24 ore dal Tweet nessuno ha accettato ancora la scommessa, anche se non è da escludere che nelle prossime ore qualcuno si faccia vivo.

A prescindere da chi avrà (o meno) intenzione di puntare contro Charlie, ciò che risulta essere poco chiaro è il concetto di “battere” il livello.

In uno dei commenti successivi al Tweet è lui stesso a chiarire che con battere il livello intende vincere (qualcosa di non ben specificato) su 50mila mani giocate, con odds alla pari 1:1.

Su Facebook però è il nostro Rocco Palumbo a chiedere lumi sulla questione utilizzando un filo di sarcasmo:

Si può considerare come “battere il livello” vincere 1 centesimo su centomila mani?

carrel chall

Sebbene i termini della scommessa siano abbastanza chiari (crediamo proprio che Charlie intenda essere in profitto di qualsiasi cifra, poco importa se un centesimo o centomila dollari) l’osservazione dell’azzurro è tutt’altro che fuori luogo.

Chi gioca a cash game sa bene quanto piccolo, e quindi soggetto alla varianza, possa essere il sample, perciò che senso avrebbe chiudere con un profitto minimo su un campione di mani così ridotto?

E ora sta a voi scriverci le vostre opinioni a riguardo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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