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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Dal braccialetto ai tavoli nosebleed: faccia a faccia con Armando D’Avanzo!

Nello slang pokeristico i tavoli “nosebleed” sono quelli nei quali, dato l’elevato costo della quota di partecipazione, la pressione arriva a livelli tali da “far sanguinare il naso”, metaforicamente s’intende.

Il 29enne Napoletano Armando D’Avanzo è stato (ed è ancora) sulla bocca di tutti perché, da un giorno all’altro, si è trovato a scontrarsi con i mostri sacri del poker online, quelli che fino a poco tempo fa ammirava e osservava con entusiasmo darsi battaglia a suon di raise e three-bet.

Avrete probabilmente letto l’intervista dei colleghi di Assopoker.com (QUI il link per chi se la fosse persa) nella quale raccontava la clamorosa vittoria al “The Colossus”, l’evento online griffato WSOP dal buy-in di 400 dollari svoltosi sul circuito GGNetwork, che gli ha permesso di intascare una prima moneta stratosferica da oltre 400mila dollari, sopravanzando un field nell’ordine della decina di migliaia di iscritti.

Quel che è accaduto dopo il lieto (e inaspettato) evento è che ha ben pensato di schierarsi ai tavoli cash-game più alti messi a disposizione dalla medesima piattaforma, senza alcun timore reverenziale: No Limit Hold’em, Omaha e 6-plus, Armando ha dato letteralmente spettacolo per oltre una settimana diventando indubbiamente l’uomo del momento.

Dopo una serie di risultati tanto sorprendenti quanto la creatività delle sue giocate è arrivata una brusca battuta d’arresto, lo scorso venerdì.

Da chi, con un pizzico di malizia, sosteneva che avesse dilapidato l’intera vincita in una sessione a chi addirittura arrivava ad affermare che fosse rimasto praticamente in mutande, i commenti non sono mancati di certo. E nella confusione più totale capita anche che le storie possano assumere contorni poco veritieri seppur di grande impatto mediatico.

Per questo e altri motivi abbiamo pensato di intercettare il protagonista di questa scalata fuori dal comune e farci raccontare come sono andate davvero le cose… Siete pronti? Let’s go!

Broke? Non esattamente…

Cominciamo subito con lo sfatare il primo mito avvalendoci del suo racconto in prima persona: nonostante la sessione negativa di venerdì scorso il player napoletano non è assolutamente alla canna del gas.

E non per via dei suoi investimenti nel mondo delle crypto (che ha dichiarato di aver effettuato nell’intervista citata sopra) ma per il bilancio totale di quanto macinato da due settimane a questa parte:

“La gente si diverte tanto a parlare, commentare e criticare e io li lascio fare, perché sono una persona umile e accetto qualsiasi opinione.

La verità però è ben diversa e nonostante tutti pensino che abbia lasciato oltre 400mila euro sul tavolo lo scorso venerdì, posso garantirvi che il mio bilancio è assolutamente in attivo.

E’ vero, venerdì ho perso alcune poste alla NL 100K contro i più forti giocatori al mondo, ma nella stessa giornata ero già sopra di circa 200mila dollari, senza considerare la rakeback accumulata che mi garantiva qualche altra decina di migliaia di dollari.

Insomma, venerdì non sono andato affatto broke ma ho perso, in totale 175mila dollari ed è stata l’unica sessione negativa dopo una settimana di rush incredibile.”

Una settimana di Go(o)d-run

A quanto parte il soffio della dea bendata ha accompagnato Armando anche nei giorni successivi alla conquista del braccialetto:

“Ho chiuso in attivo tutte le sessioni cash-game a cui ho preso parte accumulando altri 700mila dollari di profit oltre ai 400mila vinti al The Colossus.”

Insomma, la fantomatica scalata verso il milione, a detta sua, è stata completata con successo e le critiche ricevute per il passo falso di venerdì sarebbero solo la punta di un iceberg:

“So benissimo di non essere un professionista e non mi sogno nemmeno di ergermi a tale. Giocare contro i migliori al mondo è stata un’esperienza incredibile, io ho provato a fare il mio gioco conscio dei limiti tecnici che mi caratterizzano, ma non sono affatto uno stupido, ero e sono pienamente cosciente dei rischi che ho corso.”

Don’t try this at home

“Se alcuni pensano che mi sia seduto ai tavoli high stakes mettendo a rischio tutto il mio bankroll si sbagliano di grosso.

Quel che faccio spesso è partire da un limite più basso e rischiare soltanto la vincita o giù di lì* e venerdì scorso prima di sedermi alla NL 100K avevo vinto 10 stack al NL 10K 6-plus.

Anche dopo aver perso la prima posta, la scelta di acquistare altre due poste è derivata dal fatto che le vincite accumulate nei giorni precedenti me lo consentivano agevolmente, non avrei mai rischiato tutto agendo esclusivamente d’impulso.

Non appena ho visto che le cose cominciavano a mettersi male mi sono alzato dal tavolo, perdendo soltanto il 30% di quanto vinto e maturando un profitto di oltre 700mila dollari (compresi anche circa 100K di rakeback che non sono mica noccioline).

* DISCLAIMER: Invitiamo i lettori ad un approccio responsabile del gioco nel rispetto delle regole del bankroll e sconsigliamo a chiunque giochi a poker di seguire la strategia applicata da Armando. Il credo della nostra scuola è incentrato su valori e regole matematiche che insegnano delle solide basi per gestire al meglio se stessi e le proprie risorse con l’intento di trasformare la passione per il poker in qualcosa di assolutamente differente da un azzardo.

Il vantaggio di esser percepito come fish

Al netto dei giudizi sul suo modo di giocare che hanno sicuramente alimentato mille e una polemiche, Armando è ben cosciente della grande differenza tecnica che intercorre tra lui e i suddetti top reg mondiali e non ha alcuna difficoltà ad ammetterlo:

“Ero perfettamente consapevole di esser percepito come il fish di turno e per diverse ragioni probabilmente lo ero. Questo aspetto però ha giocato enormemente a mio vantaggio perché tutti quanti mi giocavano contro senza avere un’idea precisa di come potessi reagire.

Anzi, a dirla tutta io avevo più informazioni su di loro di quante loro non ne avessero su di me. Cercavano sempre di rilanciarmi o 3-bettarmi e probabilmente pensavano che il fatto di non avere il bankroll adeguato per giocare quel livello potesse scoraggiarmi da compiere delle giocate aggressive o dei call al limite.

Ci sono state diverse giocate che hanno lasciato tutti a bocca aperta (nei prossimi giorni ne esamineremo alcune con il contributo dei nostri coach, ndr.) e in tanti mi hanno fatto i complimenti per il mio stile di gioco sfrontato.

Modestie a parte…

Armando è una persona genuina, con pochi peli sulla lingua. Così come non teme il giudizio altrui non esita nemmeno ad autocelebrare quelle che, secondo il suo punto di vista, sono tra le qualità che lo contraddistingono.

Che vi piaccia o no insomma, l’autostima non è assolutamente un problema che lo riguarda, al netto della sua effettiva competenza tecnica sulla quale ha ammesso egli stesso di dover migliorare tantissimo:

“Sinceramente? Io mi ritengo un gran giocatore di poker. So giocare praticamente qualsiasi variante e non a caso uno dei miei idoli pokeristici è proprio il mio compaesano Dario Sammartino, che tra l’altro ho avuto modo di conoscere proprio in questi giorni anche se non di persona. Un’altro a cui invece sono riuscito a stringere la mano è stato un altro gran giocatore come Andrea Dato, per cui nutro una stima infinita.

Magari non sono proprio ferrato nello slang del poker e col passare del tempo ho dimenticato il significato di qualche termine specifico, come ad esempio “polarizzarsi” o robe simili, ma non me ne faccio un problema perché oltre all’aspetto tecnico vorrei migliorare anche in questo senso per poter parlare lo stesso linguaggio dei pokeristi più preparati,.

Qui la gente scherza ma ho ricevuto almeno 20 richieste di coaching e potrei benissimo farne un altro lavoro, anche perché parlo 3 lingue.

Non è da tutti vincere un torneo come il Colossus e far impazzire i top reg mondiali, per questo in molti mi seguono e vogliono imparare da me, ho realizzato il sogno di ogni giocatore di poker!

Non ho accettato ancora nessuno tra quelli che mi hanno chiesto coaching perché sono una persona onesta intellettualmente e, ad onor del vero, non saprei proprio da dove iniziare al momento anche se conosco i miei punti forti.

Uno su tutti la mia lettura di gioco, che ritengo quasi perfetta: so valutare bene i giocatori al tavolo anche a livello psicologico, dalla loro gestualità, dal modo che hanno di porsi.

Anche se in molti mi hanno bastonato via social io rimango dell’idea che c’è sempre da imparare, anche dalle critiche. Intanto adesso se provo a registrarmi a un torneo dal buy-in elevato su GGpoker posso permettermi quasi di freerollarlo perché in poco tempo riesco a vendere le quote ad un prezzo maggiorato.

E’ successo da poco con un torneo da 10K, dove nel giro di 20 minuti ho venduto il 30% con markup 1.15. E finché c’è gente disposta ad investire sulle mie capacità credo che le critiche stiano a zero.”

Dobbiamo davvero dirvelo? E allora ve lo diciamo: scatenatevi con like e commenti sulla nostra Fanpage!

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