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Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’Andrea Shehadeh che non t’aspetti: “Per giocare al top serve metodo e disciplina!”

Alcune settimane fa abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con “the last Italian standing” al Main Event WSOP online, il milanese Andrea Shehadeh, che ci ha raccontato la sua deeprun sfumata proprio all’ultimo. (CLICCA QUI per leggere l’intervista)

La verità è che col buon Andreino siamo rimasti quasi due ore a parlare e di cose ce ne siamo dette parecchie, alcune delle quali ho preferito tenerle da parte proprio per questo pezzo.

Chi lo conosce bene o (come il sottoscritto) ha avuto modo di passare un po’ di tempo con lui in trasferta, sa quanto la sua ambizione lo abbia spinto, talvolta, un po’ oltre le sue stesse capacità.

Di talento ne ha sempre avuto da vendere insomma e tenerlo a bada non è una sciocchezza, specialmente l’obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile.

Quel che mi ha sorpreso nella nostra telefonata è stato, a distanza di quasi due anni dall’ultimo live, ritrovare una persona più consapevole dei propri mezzi e ancor più determinata di un tempo

Il poker come sport

Complice anche la pandemia, Andrea si è dedicato al 100% all’online e ora gioca abitualmente abi 300, senza disdegnare qualche shot più grosso nei tornei di cartello, come il Main Event per l’appunto.

La motivazione che lo spinge a giocare ai massimi livelli (o quasi) non riguarda solo l’aspetto economico, per lui il poker è qualcosa di più:

“Mi piace la guerra intellettuale tra regular – confessa – e poi, come ogni professione sportiva mi gasa competere.

Il poker è una disciplina individuale e io punto a essere il capocannoniere, non mi accontento di fare 5 gol all’anno. Ad alti livelli gli sport non sono così appaganti se non vinci, ed è proprio questo il bello: l’adrenalina da gara mi gasa tantissimo, sono sempre stato così sin da piccolo.

Le WSOP online? Aria fresca

“Credo che quel che ha fatto GGpoker portando le WSOP online sia stato qualcosa di molto positivo per l’intero movimento.

Da quando ho iniziato a giocare ho notato un calo costante del traffico online, con montepremi sempre più bassi anno dopo anno e rivedere finalmente tornei con garantiti di un certo peso credo abbia avuto un’ottima ripercussione sugli appassionati.

Anche il Sunday Million, che in Italia non si vedeva da 4 anni, è stata un’ottima mossa perché la gente ha bisogno di questo, la gente vuole sognare.

Certo, un torneo una tantum non può essere la svolta, ora c’è bisogno che riprenda il movimento live.”

Un poker bistrattato

Bisognerebbe cominciare a spendere qualche buona parola sul poker online e sul poker in generale, in giro si sente ancora dire che online sia tutto truccato, che ci sono i bot, i trojan, che chi gioca a poker è una persona cattiva… La realtà però è un’altra.

Anche l’intervista di Dario a Mucchio Selvaggio, dove non parla benissimo dell’online, non ha dato un gran messaggio alle masse: cosa ne dovrebbe trarre uno che non conosce il settore? Che è tutto una merda e che non sei uno sveglio non puoi avere successo?

La realtà è che se sei impulsivo, non sai gestire il bankroll e non sai confrontarti con la gente non andrai troppo lontano. Va bene sbatterci un po’ la testa ma fino a un certo punto…

Anche il gioco è cambiato rispetto a tanti anni fa, così come è capitato nel calcio: i bomber di 20 anni fa erano quelli che aspettavano il lancio lungo per tirare in porta, ora un attaccante deve saper occupare tutte le posizioni nel campo, è tutto in evoluzione. Si prende il meglio da tutti, lo si assimila e si rimescolano le carte.

Il pokerista è bravo quando decide di applicarsi e sacrificare la sua vita, quando prova a farne un lavoro per davvero. Quelli bravi non sono quelli che giocano e vincono, ma quelli che quando perdono riescono a stare sul pezzo, si rimboccano le maniche e si rimettono in gioco.”

A mental game

Il poker è più di un semplice gioco di carte, c’è la preparazione mentale del giorno precedente, c’è la tenuta psicofisica per ore ed ore di sessione: nel senso, non posso uscire a sbronzarmi la sera prima se ho una sessione importante da affrontare.

Gli sport mentali, a differenza di quelli fisici, devono tener conto di tanti aspetti che generalmente non vengono considerati altrove: hai litigato con la tipa, hai mangiato male, hai dormito poco? Tutto si ripercuote ai tavoli e se sei nervoso tenderai a speware di più, è tutto una conseguenza.

Dopo tanti anni il gioco più o meno lo conoscono tutti, quel che fa la differenza è come ti approcci in generale a una partita.

I giochi di carte, in generale, non sono difficili da capire. E’ il resto che in molti non sono disposti a fare, perché come in ogni cosa occorre avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti e far dei sacrifici.

Io sono sempre stato uno di quelli che per capire si è dovuto prendere gli schiaffoni in faccia, ma a furia di prenderli ti rinforzano se sei intelligente e hai la voglia di cambiare.

Grazie al… poker

“Il poker mi ha dato tanto nella vita e ne sono grato. Mi ha insegnato ad essere un po’ più metodico, un qualcosa che non si sente dire troppo spesso in giro.

Se giochi quelle 2/3 ore al giorno puoi gestirti un po’ come ti pare, ma se fai sessioni da 15 ore filate devi comportarti da professionista: prima il lavoro e poi il piacere, farli coesistere è troppo difficile se si punta in alto.

La classica “routine dell’imbarcato” che gioca fino alle 6 del mattino, dorme un po’ e poi ritorna ai tavoli è deleteria. Ai primi colpi che perdi impazzisci, perché non hai la giusta attitudine mentale, oppure busti i tornei più importanti e cominci a lamentarti della run.

Tutto è una conseguenza di tutto, se scegli di giocare a certi livelli devi farti il culo, stop. E poi di che parliamo, un torneista va a premio il 20% delle volte, mentre l’altro 80% perde.

Le volte in cui sei triste sono tante più delle volte in cui sarai felice per i tuoi risultati e prenderne atto è una skill importante, specialmente se riesci a trasportarla nella vita reale.

Avere questo pragmatismo nel quotidiano farà sì che anche quando tutto sembra andare per il meglio avrai già elaborato un piano B e chi non prende la vita in mano in questo senso ne risente in tutti i campi.

Bisogna essere più gentili con gli altri ed avere più voglia di sbattersi. E non è così facile fare questo passo…”

E voi cosa ne pensate di quel che ha detto Andrea? Sotto coi commenti sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: Tre considerazioni post Sunday Million su cui riflettere

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