fbpx
Andrea Ricci WSOP circuit anello vittoria intervista in the zone
Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’inarrestabile Andrea Ricci ci racconta la sua ultima impresa al Main del WSOP Circuit!

Un diamante è per sempre“, recitava lo spot anni ’80 che spopolava tra le reti del biscione, mostrando un anello dalla brillantezza sconvolgente.

Quello vinto da Andrea Ricci lo scorso martedì, dopo aver battuto in heads-up Simone Lombardo ed essersi portato a casa il Main Event del WSOP Circuit, non luccica allo stesso modo anche se la sua impresa fa risplendere i colori azzurri al di fuori dei confini nazionali come non accadeva da tempo.

Mi hanno detto che è molto più bello di quelli che davano prima, oro temperato, arriverà tra due settimane” – mi informa Andrea.

Running hot, super hot

Con Andrea ci conosciamo dal 2018, quando vinse il suo primo Main in quel di Nova Gorica, il Premier Poker Million per 230mila euro di prima moneta.

Avendolo seguito dal vivo per tutta la durata del torneo avevo notato che non si trattava di un giocatore qualunque, ma in fondo poteva essere solo un’impressione e, specie per quanto concerne i tornei di poker, è sempre meglio andarci cauti con le considerazioni.

Vederlo alzare al cielo i trofei dell’IPO San Marino e del Main WSOP Circuit nel giro di qualche mese è stata una lieta conferma di quel che già si intravedeva in tempi non sospetti: Andrea è un animale da live e se la buona stella lo assiste sono davvero in pochi a tenergli testa, in particolare nei field con migliaia di iscritti.

Intuito, pazienza, una buona dose di aggressività quando serve e una ottima preparazione tecnica sono gli ingredienti alla base del suo piatto preferito: un primo senza alcun deal cucinato a fuoco lento, il tanto che basta ad approdare al final table da chipleader e sbaragliare la concorrenza:

Ad esser onesti stavo deeprunnando praticamente qualsiasi evento. L’anello l’ho sfiorato già due settimane fa al FiftyStack (dove ha chiuso runner-up per oltre 22mila euro, ndr.) e quando arrivi lì anche il trofeo comincia ad assumere una certa importanza.

Prima magari non ci pensi nemmeno e ti preoccupi solo dei soldi, ma da 3/4 left in poi cominci a farci la bocca…”

Profumo di vittoria

“Stavo arrivando in fondo anche al mini Main Event, se non fosse che a 30 left l’ho mezzo splashato giocando la gira della vita in uno showdown a 3 per pot da chipleader…”

La realtà è che Andrea era davvero carico e non appena è arrivata l’occasione di far sul serio non se l’è lasciata sfuggire:

“Sono sempre stato chipleader o comunque nelle parti alte del count, fino al tavolo finale. Credo di aver giocato un ottimo final table, in più avevo anche qualche info sul mio avversario, ci siamo incontrati diverse volte in heads-up online e anche questo aspetto mi ha, in parte, agevolato.

La mano più bella? Ce ne sono state diverse ma quella che ricordo con più piacere è stata proprio al testa a testa finale: apro con Q♦ 9♣ per due e lui snap-calla dandomi già un piccolo tell.

Su 8♣ 3♥ 9♥ c-betto abbastanza grosso per deception, lui raisa e io decido di chiamare visto che non avrebbe avuto senso brokare con quella combo.

Al turn casca un K♣ e lui checka abbastanza in fretta, al che decido di tirare una bella sassata, attorno ai 4 milioni (circa 60% pot) e lui dopo aver tankato un po’ va all-in.

Dietro avevo ancora 7 milioni e non ci ho pensato troppo prima di chiamare, mi aspettavo di trovarlo con qualche 8♥-x o magari T♥ 7♥ e infatti ha girato proprio J♥ 8♥.

Sul momento l’unica combo che poteva spaventarmi era proprio un draw a Cuori col K♥, se mi avesse girato K♥ 8♥ bravo lui insomma…”

Sognando Vegas

“E’ ovvio che ci abbia pensato, non ho ancora deciso sul da farsi ma molto probabilmente ci andrò.

Quanto ho deciso di investire? Sicuramente 40/50K di bankroll servono tutti, poi si vedrà…

E’ un periodo in cui sono molto sereno anche perché finalmente ho l’appoggio della mia famiglia e sì, questa serie di risultati positivi ha chiaramente aiutato, sebbene qualche riserva ce l’abbiano ancora.

Sono sempre più cosciente dei miei mezzi, in realtà lo sono sempre stato e credo che, a prescindere dal poker, sarei riuscito ad ottenere ottimi risultati in qualsiasi avessi deciso di fare.

Storie di poker, storie di vita

Non dico che poker e vita siano esattamente la stessa cosa ma di sicuro i parallelismi esistono eccome.

Ci sono tante qualità che servono per riuscire bene in entrambi i campi, dall’empatia per capire chi hai davanti, alla serenità per affrontare le varie situazioni, fino alla stessa varianza, che nel poker è solo più evidente ma che caratterizza tantissimo anche altri aspetti della nostra esistenza.

Sono uno che fa tanto sport, anche se non si direbbe visto la vita che faccio, e giocare senza sosta per un mese abbondante non è stato facile.

L’attività fisica mi permette di scaricare e rendere meglio ai tavoli e non nascondo che mi sia mancata tanto in quest’ultimo periodo.

Nel corso della pandemia ho avuto modo di migliorare tantissimo giocando online, perché la pratica è sempre quella che conta di più, sebbene abbia fatto tantissima review. Detto questo, nasco come giocatore live ed è proprio dal vivo che riesco a dare il meglio.

Ecco, una cosa che ho notato è stata proprio l’attitudine al tavolo: adesso riesco tranquillamente a parlare e scherzare, anche quando la pressione sale e i piatti in gioco si fanno importanti.

Sliding doors

Ci sono esperienza che ti cambiano la vita e nel mio caso, nonostante giocassi già da ragazzino, un brutto incidente che mi ha costretto a letto per diverso tempo all’eta di 23 anni è stato uno dei motivi principali che mi ha fatto prendere il poker più seriamente.

Non potevo far altro che giocare in quel periodo ed è lì che ho gettato le basi per diventare il giocatore che sono oggi.

Al termine della convalescenza però mi sono subito dedicato al poker live, a cominciare dai tornei nei circoli. A Forlì ne organizzavano di belli, con 30/40K di garantito e arrivavo sempre io, o quasi.

Sì è vero, in una intervista a Gioconews ho dichiarato che se vincessi l’EPT potrei anche pensare di smettere, ma dirlo adesso è prematuro…

Se capitasse davvero sarebbe una bella gioia ma un pokerista non è mai sazio, c’è sempre qualcosa che lo invoglia a spingersi un po’ più in là.

Il Main Event a Vegas? Eh… Diciamo che il secondo posto di Dario ha lasciato un piccolo vuoto che qualcuno dovrà pur colmare. Sognare d’altronde non è proibito, giusto?

Sarebbe quasi superfluo dirlo, ma ora sta a voi scatenarvi con like e commenti sulla nostra Fanpage!

LEGGI ANCHE: Perché Simone Speranza non fa mai deal nei tornei di poker online?

VUOI PRENOTARE UNA LEZIONE CON UN COACH ITZ? CLICCA QUI!

GUARDA IL PRIMO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME IMPRENDITORE

GUARDA IL SECONDO VIDEO DELLA MASTERCLASS MTT: IL POKER PLAYER COME ATLETA

Sul nostro sito puoi trovare anche i VIDEOCORSI  dedicati a tornei, cashgame e crypto trading!

Non perdere infine gli appuntamenti con le nostre analisi tecniche e con le dirette streaming: registrati al nostro canale Twitch per restare aggiornato!

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su telegram
Condividi su skype