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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Andrea Pini e la lezione di poker che ha dato una svolta alla sua carriera

A chi scrive di mestiere piace trovare degli appigli concreti per raccontare meglio una storia: una data, un evento scatenante, qualsiasi cosa che possa fungere da riferimento per imbastire una trama degna di questo nome.

Nel caso di Andrea Pini non c’è stato bisogno di scavare più di tanto perché, nella chiacchierata di questo pomeriggio è stato lo stesso “andreacigna” a svelarci uno dei passaggi più importanti della sua carriera.

Sulla cresta dell’onda

E’ un giovane Andrea, pokeristicamente parlando, quello che nel 2016 decide di fare sul serio col poker inviando al sua candidatura a una delle scuole di staking più importanti in Italia.

Dopo qualche lezione con Simone Speranza viene seguito dal fratello Marco e in men che non si dica comincia a macinare risultati:

“Inizio con Magia, mi danno il roll e dopo qualche giorno lo avevo già quadruplicato. Continuo a vincere per diversi mesi e shotto anche il NOS per 10K di prima moneta.

Insomma, nei primi 7/8 mesi ho distrutto la room e l’entusiasmo per lo studio è cominciato a scemare.

‘Che senso ha studiare adesso quando basta che mi sieda ai tavoli e vinco”, pensavo: a livello di studio ho passato quel periodo un po’ a cazzeggiare.”

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La strigliata di Rino

E’ probabile che tra voi lettori ci siano tanti appassionati di calcio ma in questo caso “Ringhio” non c’entra, anche se l’omonimia fornisce un assist per un facile parallelismo:

“In quel periodo giocavo ad abi 30, ma già dopo la prima ora con Rino fu lui a mettere le cose in chiaro:

Senti, se vuoi continuare il percorso con me devi cambiare proprio direzione, non ti reputo capace a giocare abi 30, se vuoi ti faccio giocare abi 15/20.”

La presa di coscienza

“Sul momento fu una botta dura da digerire anche se mi fece capire in modo molto efficace quanto i risultati, da soli, contino poco se non vengono accompagnati da una crescita personale: è un gioco che si evolve continuamente e bisogna sempre tenere il passo.

Ogni volta che sono in un periodo di upswing importante mi ricordo quel periodo della carriera e mantengo sempre un profilo basso: posso vincere anche 10K in un mese ma se non mi evolvo e non studio sarò sempre lo stesso giocatore del giorno prima.

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Liberi di studiare

Quel che segna il passo per un giocatore di poker moderno è la capacità di maneggiare i software e trovare da solo le soluzioni di cui si ha bisogno.

E’ un momento importante nella carriera di un poker player, ma guai a sottovalutare l’importanza di un coach:

“Avere le competenze tali da costruire il proprio gioco giorno dopo giorno è la svolta.

Con ciò non voglio dire che il lavoro del coach non serva più una volta imparato ad usare i software, perché non si riesce sempre ad essere obiettivi al 100% sul proprio gioco, ma per imparare la tecnica è determinante sapersi muovere da soli.

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