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Stefano Atzei

Stefano Atzei

I coach di In The Zone – 4 chiacchiere con Andrea ‘andreacigna’ Pini

Dopo avervi presentato, la sorsa settimana, il nostro matematico Andrea Cogo stavolta è il turno di Andrea Pini, aka “andreacigna” su PokerStars.it.

Per chi bazzica su questa piattaforma sin dagli albori Andrea ha bisogno di poche presentazioni, essendo anche stato autore (assieme a Simone Speranza) della Masterclass Basic MTT, e siamo sicuri che diversi di voi conosceranno anche la sua voce proprio per questa ragione.

Il suo percorso pokeristico è la dimostrazione che con le giuste motivazioni, tanta forza di volontà e la giusta umiltà si possono raggiungere obiettivi importanti partendo praticamente da zero.

La prima partita a poker

Voi ricordate la vostra prima partita a Texas Hold’em? Andrea ha un ricordo particolare a riguardo:

“Non era una vera e propria partita anche perché non sapevo nemmeno cosa fosse il poker!

Era in 2009, eravamo a casa di un mio amico e tra una chiacchiera e l’altra qualcuno mi chiese se sapessi giocare a poker.

Fu così che decidemmo di provare a fare una partita ma non avendo a disposizione delle fiches utilizzammo le carte da Magic…

Il risultato potete immaginare da soli che non fu entusiasmante ma la sera stessa, una volta tornato a casa, cominciai subito a cercare qualcosa su internet e dopo alcuni giorni aprii il mio primo conto gioco.”

Un hobby fuori dal comune

Prima di buttarsi a capofitto a giocare a soldi veri, Andrea comincia a fare esperienza con quelli finti, imparando i rudimenti del gioco a cominciare dall’importanza delle posizioni al tavolo:

“Nelle settimane successive ho cominciato coi Sit&Go da 1/3/5 euro e ho continuato a giocare a livello amatoriale per un po’ di tempo.

Arrivato a 10mila Sit ero in break even, sapevo le regole base e non buttavo via soldi ma non vincevo nemmeno nulla.”

Dopo aver fatto diversi lavori, dal muratore al corriere, porta a termine gli studi lasciati in sospeso e si prende il diploma in perito meccanico per poi iscriversi all’università:

“Ho fatto un anno di ingegneria edile prima di trovare lavoro come cameriere/barista e ho fatto quello per un po’ di tempo continuando a giochicchiare per hobby.”

Sliding doors

Scegliere cosa fare “da grandi” è difficile per chiunque e talvolta si passano degli anni a cercare la propria strada, senza trovare mai il coraggio per prendere una decisione una volta per tutte.

Andrea da questo punto di vista è stato audace, perché come altri coach di In The Zone ha abbandonato quelle poche certezze (lavorative) che si era creato per buttarsi a capofitto in qualcosa che lo appassionava di più ma che, a tutti gli effetti, risultava essere una scommessa:

“Ricordo che era il 2016, lessi un’intervista a Daniele De Feo, nella quale raccontava di come a 40 anni avesse deciso di rinunciare alla sua professione da avvocato per dedicarsi al gioco.

Io pensavo, può farlo lui a 40 da avvocato e non posso farlo io da cameriere?

Nell’articolo si parlava di PokerMagia e pochi giorni dopo mandai la mia candidatura alla scuola e feci un colloquio con Simone.

Mi seguì lui per le prime cinque ore e poi feci sei mesi con Marco Speranza: cominciai a vedere i primi risultati da subito e capii che quella poteva essere la scelta giusta.”

Professional poker player (e coach)

Dopo i primi anni di rodaggio Andrea si dimostra all’altezza per competere ai massimi livelli sul ‘punto it’ e i risultati parlano da soli:

“La crescita è stata costante, il primo anno arrivai a guadagnare 20K, il secondo 50K e il terzo 70K.”

Negli anni successivi ha confermato quanto di buono fatto in precedenza, tanto che lo scorso dicembre abbiamo celebrato il suo terzo anno di fila con oltre 50mila euro di profit.

Parallelamente comincia anche la sua carriera da coach, sotto consiglio di Simone:

“Non mi sentivo prontissimo ma Simone mi consigliò di cominciare perché secondo lui avevo tutte le carte in regola per coachare ad abi basso e così è stato.

I miei primi due allievi sono stati Alessandro De Medici ed Emanuele Monari e già dopo aver preso Ema ho cominciato a lavorare sui solver e sviluppare una mia strategia di gioco.

L’aspetto che mi entusiasma di più da ‘insegnante’? Sarà banale, ma vedere i miei allievi vincere mi da una enorme soddisfazione.

Sapere che qualcuno ha speso soldi e tempo per darmi fiducia e viene ripagato del lavoro svolto è qualcosa di fantastico, è uno stimolo a far sempre meglio, sia come coach che come giocatore.”

Ora sta a voi lasciare un bel like o un commento per il nostro Andrea Pini sulla Fanpage!

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