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Stefano Atzei

Stefano Atzei

Perché il successo di Alessio Pini allo SCOOP è di quelli che può segnare la svolta

Vi ricordate quando ai vincitori degli eventi delle Series su PokerStars inviavano addirittura un premio a casa?

Altri tempi quelli a cui siamo abituati da qualche anno a questa parte, anche se mettere in bacheca un torneo dello Spring Championship Of Online Poker fa sempre un certo effetto.

Alessio Pini ci è riuscito proprio lo scorso giovedì, mettendo i 1.329 concorrenti del Daily Starter da 50€ uno in fila all’altro, per una prima moneta da oltre 9mila euro, il single shot più grosso in carriera fino a questo momento.

Un successo che va contestualizzato perché è di quelli che potrebbe segnare la svolta, mentale prima e a livello di risultati (si spera) poi.

Uno no deal

Poco più di una settimana fa “Alecigna” lanciava una provocazione bella e buona dopo aver assistito al clamoroso deal a 9 all’evento inaugurale delle Series:

Abolirei i deal nel poker, non ti permettono di crescere” – diceva Alessio. E quando qualcuno prende una posizione netta su qualcosa spesso la ragion che “che tutto move” parte dalle proprie paure, o ambizioni. Sgorga dall’io più profondo.

Come se in cuor suo sapesse il momento stava per arrivare, non quello di centrare uno shot (vincere un torneo può capitare a tutti, ma di fare un bel balzo in avanti.

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La perla di Alessio Pini in uno screen.

LEGGI ANCHE: Il deal a 9 su PokerStars (alla pari) che ha lasciato tutti a bocca aperta

Late stage, croce e delizia

Premessa: di recente ho fatto qualche ora con Eugol per lavorare sulle late stage, perché sono sempre state un po’ il mio tallone d’Achille. Ora, non so se sia soltanto questione di run, sta di fatto che sono bastate poche ore shottare 9K!

Alessio ci confessa che nel rileggere l’intervista di qualche giorno fa ad Andrea Montanari si è rivisto un po’ allo specchio.

Con una splendida famiglia alle spalle e un’attività, quella del ristoratore, che non vive il periodo più felice della storia, il peso economico delle late stage può farsi davvero insostenibile:

“Circa due mesi fa mi sono trovato primo su dodici rimasti con 100 bui all’Explosive, che pagava 12K al primo, e invece di gestire la situazione al meglio e aggredire gli stack medi ho pensato soltanto a non perdere chip, giocando nettamente al di sotto delle mie capacità.

E’ successa la stessa cosa lo scorso anno al tavolo finale del Sunday Special, ci sono situazioni in cui la paura di mettere a repentaglio una situazione di momentanea stabilità diventa più forte della logica.”

La paura di rischiare sortisce l’effetto opposto e il risultato non è mai quello che ci si aspetta di ottenere:

“Ne parlavo anche coi miei compagni di viaggio, Andrea Cogo ed Emanuele Monari. Il discorso è che se ti fanno paura certe cifre non ha senso nemmeno giocare, perché è proprio nelle late che bisogna dare il massimo e giocare in maniera ottimale.”

Il successo allo SCOOP

E’ proprio questa la ragione per cui il sigillo allo SCOOP ha un sapore diverso:

“Non mi è venuta la tachicardia come le ultime volte, questo lo posso dire! Pensavo ai range e alle situazioni di gioco, invece di concentrarmi sul non perdere un pezzo di stack come capitato altre volte.”

Dopo le prime eliminazioni (e soprattutto dopo l’uscita di Alessandro “aleppp” Giannelli, a detta di Alessio la vera bestia nera al tavolo) “Alecigna” si ritrova chipleader in 4-handed e da quel momento in poi il torneo prende una direzione precisa:

“Non vorrei risultare presuntuoso, ma rimasti in quattro la sensazione era che quel torneo l’avrei potuto vincere senza troppi problemi, e così è stato.

Al testa a testa ho trovato probabilmente il giocatore meno preparato di tutto il tavolo finale: appena il tempo di prendere una Doppia Coppia e mi ha chiamato un overshove con second pair…

Felice? Vincere è stato abbastanza figo, ma ho reagito in maniera pacata.”

Viva Las Vegas!

Nonostante il profilo basso, Alessio è un sognatore:

“Sono molto attento nella gestione dei soldi, ma ciò non significa che non sia ambizioso.

Il mio sogno è quello, un giorno, di poter giocare il Main Event delle World Series Of Poker assieme a Simone, Emanuele, mio fratello Andrea e gli altri.

Se devo dirla tutta, io spero sempre di shottare a più non posso e arrivare a giocare i tornei da 5K sull’attico della mia ipotetica villa, perché no? So anche bene però che per arrivare a certi obiettivi bisogna lavorare quotidianamente: va bene fantasticare ogni tanto, ma coi piedi ben piantati a terra.”

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