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Alessandro Romeo bluff hand review giacomo grossi
Stefano Atzei

Stefano Atzei

L’importanza del saper bilanciare correttamente il proprio range – con Alessandro Romeo

Il poker è un gioco fantastico perché non si finisce mai di imparare.

Quel che lo studio della GTO ha apportato a livello di consapevolezza generale su “ciò che andrebbe fatto” in relazione a ciò che effettivamente si fa, ha permesso al gioco di evolversi ulteriormente rispetto al passato.

Quest’oggi, grazie al prezioso contributo di coach Alessandro Romeo, andremo ad analizzare nel dettaglio le ragioni di un bluff che non rientra esattamente nell’ordinario…

Lo spot nel dettaglio

Situazione: Torneo da 50e su Stars.it, tavolo 9-handed e blind 500/1000 ante 125.

Preflop: Giacomo Grossi apre da UTG1 x2.5, chiama soltanto Romeo da SB, lo stack effettivo in gioco è il suo (42BB).

Flop: 6♣ A♦ K♣ – Check-call di romeo sulla c-bet 30% pot di Giacomo.

Turn: 2♠ – Check to check.

River: A♣ – Romeo check-raisa all-in la bet di Grossi a 6.5BB che folda!

ITZ Handreview guides romeo 01

L’analisi di Alessandro Romeo

E ora spazio alle parole del nostro coach!

Premessa

Questa mano è abbastanza standard fino al River. Contro apertura di UTG flattiamo K-Q off-suited, una combo che preferisco 3-bettare contro altre posizioni. Al flop non possiamo fare nulla di diverso dal check-callare, così come non ha alcun senso prendere l’iniziativa e puntare sul 2 di picche Turn.

Il river

Il nostro avversario checka dietro ed il River è molto interessante in quanto completa dei Flush Draw (che rientrano nel range di entrambi) oltre a far chiudere Trips agli A-x che il nostro avversario aveva deciso di checkare al Turn e che ora sono molto incentivati a puntare River per valore.

Non mi piace molto puntare sull’A♣ anche se possiamo farlo ogni tanto, con una size piccola che incentivi il nostro avversario a chiamare con delle mani peggiori. Preferisco optare per il check ed è qui che le cose si fanno interessanti.

Contestualizzazione

Uno degli errori più comuni che tendo a vedere negli MTT è che si tende troppo spesso a giocare la propria mano e non il proprio range. Nel caso specifico il mio avversario è molto capace, se stiamo giocando contro un giocatore amatoriale o che non ragiona più di tanto diventa sub-ottimale. Ma se il vostro obiettivo è quello di fare un upgrade del vostro gioco, dovete iniziare ad allenarvi a pensare range contro range.

Dopo il nostro check, l’avversario avrà delle mani con una discreta showdown value, ma non sufficientemente buone da essere bettate, che quindi tenderà a checkare. Avrà poi un range di mani che vorrà puntare, e possiamo suddividerlo in tre categorie.

  • Mani di valore che puntano per chiamare contro un All-In
  • Mani di valore che foldano contro un All-In
  • Bluff

In risposta ad una bet invece, divideremo il nostro range in quattro categorie:

  • Mani con cui chiamiamo una Bet
  • Mani che foldiamo contro una Bet
  • Mani che contro-rilanciamo All-In per valore
  • Mani che contro-rilanciamo All-in In Bluff

Le mani che vogliamo contro-rilanciare per valore sono abbastanza ovvie, ovvero dei flush come Q♣T♣ che decidiamo di non bettare sempre al river, con lo scopo di contro-rilanciare.

Tuttavia è importante che noi non ci dimentichiamo di voler avere delle mani che contro-rilanciano All-In in bluff. Qualora ce ne dimenticassimo, sarebbe troppo facile per il nostro avversario giocarci contro: folderà tutte le volte che non ha una mano sufficientemente buona ovvero che batta i nostri flush.

E’ importante quindi essere in grado di bluffare e saper scegliere le mani giuste.

Il miglior bluff

Come scegliere la mano migliore per Bluffare?

Andiamo a scegliere tra quelle mani che sono indifferenti tra chiamare una Bet, e foldare contro una Bet, ovvero i nostri Bluffcatcher (mani che battono solo un bluff ma che perdono da tutte le mani di valore, ndr).

Tra questi, quelli che otterranno un risultato migliore rispetto ad altri, saranno quelli che otterranno un maggior numero di fold. Per fare ciò, vogliamo tornare al range di mani che il nostro avversario Betta e chiama contro un All-In, e vogliamo avere dei buoni Blocker in modo che il nostro avversario avrà meno spesso mani in questa categoria.

In questo caso il nostro avversario non starà mai foldano dei Flush, al massimo ci folderà dei trips. Tra i suoi flush ci sono mani come Q♣J♣, Q♣T♣ e Q♣9♣.

Il fatto che noi abbiamo la Q♣ significa che il nostro avversario non avrà le mani sopra citate e ci folderà, mediamente, più spesso.

E’ anche importante anche saper bilanciare questi bluff con una frequenza non troppo alta, se ci mettessimo a bluffare All-In tutte le volte che abbiamo un buon Blocker finiremo solo per fare un grosso favore al nostro avversario.

Qui sotto allego uno screenshot di PIO per mostrare altri buoni bluff che penso vengano fatti troppo poco spesso qui, come nel caso di mani quali J♣T♦, T♣T.

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Considerazioni finali

La domanda che ho rivolto ad Alessandro al termine della sua analisi è probabilmente una delle più intuitive che possa scaturire alla vista dello spot: ma non era sufficiente fare soltanto call avendo un discreto valore di showdown?

Per come è stato inteso il gioco fino ad ora dal giocatore medio probabilmente sì, ma è proprio qui che sta la chiave del tutto: in che modo riusciremo ad estrarre i massimi le volte in cui chiudiamo Colore se nel nostro range di check-shove c’è soltanto la porzione più forte del nostro range?

“lo faccio perché ho bisogno di bilanciare il mio range – aggiunge Alessandro – e scelgo KQ-o dal mio gruppo di bluffcatcher (che sono tutti call a EV 0, ne positivi ne negativi) scegliendo quello che fa foldare il mio avversario più spesso.

Certo, lo shove punta anche a far passare quella parte di range che contiene dei Trips, trasformando quindi a sua volta un Trips in un bluffcatcher, rendendo quindi indifferente l’EV tra call o fold.”

Ora sta a voi dirci la vostra lasciando un commento sulla Fanpage!

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