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Stefano Atzei

Stefano Atzei

The Italian Hot-Dog: 4 successi e un runner-up, l’estate di Alessandro Luiso è uno spettacolo!

Rookie sì, ma non troppo, perché dopo il mese e mezzo da urlo passato a grindare come un ossesso, la “P” attaccata sul posteriore comincia ad esser fuori contesto.

Prove tecniche di professionismo? Può darsi, di sicuro l’approccio e la costanza mostrati negli ultimi tempi sono da grinder vero e non è un caso che i risultati siano arrivati proprio ora.

Alessandro veniva da una primavera senza rondini e uno swing importante (il più grosso nella sua carriera online) di cui, in realtà, non si è mai preoccupato più di tanto:

Sono nelle condizioni ideali per giocare“, mi diceva ad aprile quando il grafico andava in picchiata “prima o poi il vento cambierà, ne sono sicuro“.

Il mese scorso abbiamo celebrato la scalata del “Gigo”, culminata con la vittoria al NOS KO del giovedì, stavolta è il turno di “AleSpawnZeD” e il motivo lo potete vedere qui sotto, alla destra della linea rossa…

ale lui graf

Il cambio di rotta

“Ho sempre detto, e pensato, che i primi mesi fossero una sorta apprendistato, dove l’importante era imparare il più possibile e provare a metterlo in pratica alla sera, senza badare troppo ai risultati.

Anche per questo motivo ho vissuto il downswing da 6K con estrema serenità, ci confrontiamo quotidianamente con gli altri ragazzi e il percorso con Simone procede alla grande.”

Il primo acuto arriva verso la fine di maggio, con la vittoria al Bounty Builder 5 delle Turbo Series, a cui segue qualche settimana di alti e bassi.

La svolta vera inizia d’estate, quando i field si restringono e i prizepool sono soltanto la brutta copia di quelli invernali.

Il successo all’Afternoon On Stars è solo il preludio a un mese scoppiettante: nel giro di qualche giorno Alessandro centra un back to back clamoroso al Bounty Builder 50 delle 20:00 (3.4K il primo e 2.8K il fratello minore) per poi sfiorare un altro primo posto, stavolta al Night On Stars, dove si arrende soltanto al testa a testa finale.

Tirando le somme il mese di luglio fa segnare un confortante “più dieci” alla voce profit, mica male per uno alle prime armi…

Un tabù da sfatare

“Il Bounty 50 delle 20:00 in realtà è un Bonty 150 per me, almeno la maggior parte delle volte! Diciamo che col ROI che si tiene a quel torneo, la spesa di 100 o 150 al giorno è ampiamente giustificata.

Ho recuperato un po’ di EV persa nei mesi precedenti ma lo ammetto, ogni giorno ‘sto torneo è una sassata e vincerlo due volte in così poco tempo è una grandissima soddisfazione.

La differenza principale tra l’Alessandro di qualche mese fa e il giocatore che è diventato oggi risiede nella capacità di gestire le fasi più calde di un torneo:

Non per tirarmela, ma col lavoro fatto ultimamente arrivare preparati alle fasi finali fa una differenza enorme. Abbiamo lavorato tanto sull’ICM e non è un caso che nel giro di un mese abbia vinto AOS, Bounty e Big 15 (sì, perché ha vinto pure quello a luglio, ndr.).

Il dolce grinding estivo

In genere, l’estate non è il momento migliore per mettersi a grindare. I prizepool si riducono all’assottigliarsi del field e vincere cifre a 4 zeri è di quelle cose che possono capitare al massimo una volta alla settimana, rigorosamente di domenica.

Eppure c’è chi, come Alessandro, adora giocare quando le acque sono più calme e i risultati gli danno ampiamente ragione:

“I tornei reggosi ci sono, ma è anche vero che di giocatori davvero preparati che ti mettono in difficoltà non se ne trovano tanti.

Vengo da un anno dove ho giocato per 4/5 mesi una schedule low-variance al pomeriggio, perché preferisco i field più piccoli a quelli oceanici anche se i prize sono inferiori.

E’ vero, vinci meno, ma dal lato mentale è più sopportabile perché comunque giochi un paio di tavoli finali quasi ogni giorno: preferisco questo ritmo ai tornei con mille iscritti da shottare.

Consiglio a chiunque di giocare al pomeriggio, specie d’estate, perché con una preparazione discreta perdere è quasi impossibile!

La parentesi dal vivo

In quest’ultimo periodo è arrivata anche la prima esperienza col poker live, in quel di Rozvadov.

Per chi, come Dog, è abituato esclusivamente a pensare il poker sotto forma di click e numeri da interpretare il passaggio potrebbe essere alquanto brusco:

“Lo ammetto, per i primi 20/25 minuti non capivo manco chi cazzo ero… Mi siedo al tavolo e alla mia destra chi trovo su un field di centinaia di iscritti? Spera.

Due minuti dopo alla sinistra arriva un altro nostro amico: insomma, pronti via e non ho visto praticamente mai la palla.

Dopo un’oretta ho cominciato a prender confidenza e ho vinto qualche chip, ma non appena mi hanno spostato di tavolo… Il vuoto!

In guerra di bui giro le carte dopo aver capito “shove” quando invece c’era un raise 4x: la sensazione era che la gente prendesse le chip in mano un po’ a caso, era palese!

E poi che ansia, stavo 10 secondi a pensare e mi fissavano negli occhi… Ma che volete, ‘sta gente live, mollatemi!

Fare mono-bullet al torneo non è stato il massimo anche se mi sono divertito come un matto lì e non vedo l’ora di giocare nuovamente.

Una cosa l’ho imparata però: prima di prendere delle chip in mano devo guardare bene che succede al tavolo, c’è gente che raisa e nasconde le carte sotto le mani. Così non vale dai, mi fanno impazzire!”

Che ne dite, se lo merita un bel like sulla Fanpage il nostro Alessandro? Per insulti e complimenti, sfogatevi nei commenti.

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