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Stefano Atzei

Stefano Atzei

ITZ Rookies – Ep. 7 – Da (quasi pro) gamer a poker pro: la metamorfosi di Alessandro Luiso aka ItalianDog

Fino ad ora abbiamo sempre provato a darvi uno spaccato della situazione generale e dell’andamento dei nostri ITZ Rookies, il progetto ideato da Simone Speranza che regala l’opportunità a 4 giovani aspiranti professionisti di diventare pro a tutti gli effetti e, nel giro di due, anni, far parte del team dei poker coach assieme agli altri insegnanti dell’Academy.

Stavolta, e per le prossime 3 settimane, abbiamo pensato di soffermarci su ciascuno dei magnifici 4 a cominciare proprio da Alessandro Luiso, che dopo la sua esperienza come gamer di League Of Legends ha spostato i suoi interessi sul magico mondo delle due carte.

Carpe diem

L’anno scorso è stato l’anno di prova per vedere se potevo fare qualcosa” – racconta Alessandro sulla sua decisione di intraprendere la carriera da poker pro – “e dopo la proposta di Simone era difficile non cogliere l’occasione al volo.

Rewind. Alessandro gioca a poker più per divertimento che per altro e, dopo aver scalato le vette nazionali in quel gioco nel quale era diventato un vero maestro (parliamo ovviamente di League Of Legends) ed essersi reso conto di non avere le giuste motivazioni per competere anche al di fuori dei confini italiani, decide di spostare il suo focus totalmente sul poker.

Ci arriva dopo un anno da stakato nel quale è riuscito ad ottenere i primi risultati. Ma soprattutto, ci arriva (a prescindere dai risultati che comunque fanno morale) dopo aver capito che per farne davvero un lavoro occorreva uno sforzo maggiore.

Capirete bene che per un ragazzo di 25 anni (Alessandro è del 1996), ricevere una proposta di staking/coaching da uno dei giocatori più conosciuti e stimati nel circuito (come il nostro Spera) non è una cosa di poco conto, ma un’opportunità da non lasciarsi sfuggire.

Perché, a tutti gli effetti, è quasi come ottenere una sponsorship (sì, quelle ai tempi d’oro garantivano anche contratti da capogiro), con la differenza che il metodo e le conoscenze accumulate possono permettere allo stakato di essere totalmente autonomo e non dover dipendere da nessuno.”

Pro gamer? No grazie!

Perché, dopo esser arrivato al top in Italia, Alessandro ha deciso di non continuare con League of Legends?

“Sembrerà strano a dirsi ma giocare a poker, rispetto a fare il pro di videogiochi, è molto meno stressante!

I riflessi nel gaming fanno la differenza e non puoi perdere la concentrazione nemmeno per un secondo, specie quando giochi in team con altri giocatori, se ambisci a raggiungere un livello discreto.

Senza contare che, l’essere così completamente assorbiti da un qualcosa, provoca reazioni difficili da controllare: se le cose vanno male diventi letteralmente un demone. Impazzisci, urli, sbraiti…

A poker invece, a parte qualche imprecazione per gli scoppi, è una passeggiata! Poi certo, se tabli tantissimo il livello di concentrazione richiesto aumenta esponenzialmente e il rischio che si corre è lo stesso, però credetemi, non c’è confronto.

Non ho mai aspirato a diventare un pro su League e, anche se nel 2014, 2015 e 2016 vincevamo a mani basse nel circuito italiano, reggere il passo con l’estero avrebbe richiesto uno sforzo enormemente maggiore che non avevo intenzione di compiere.

Per questo ho virato sullo streaming e per fortuna adesso le skill acquisite mi tornano utilissime con le sessioni live su ITZ e sul mio canale.”

Questione di testa

Nonostante l’esperienza da streamer sappiamo bene quanto sia difficile performare al 100% di fronte a una telecamera accesa:

“Con League potevo streamare ogni giorno, spesso facevo 6 su 7 e non c’era alcun problema. Col poker invece, per raggiungere il mio A-game e portare a casa qualche risultato è impensabile streamare con la stessa frequenza.

Al momento mi limito a fare un giorno sul mio canale e il martedì sul ITZpokerTV e credo sia davvero il massimo che si possa fare.

Se mi pesa questo periodo in cui non ho ottenuto risultati? Ho sempre giocato da stakato e diciamo che non vivo con l’angoscia del dover portare a casa qualcosa ma penso piuttosto a questo periodo come ad un investimento su me stesso e sulla mia formazione, nel quale i risultati sono soltanto la conseguenza di molteplici fattori.

Insomma, se si perde una sera si ricomincia il giorno dopo, ci si rimbocca le maniche, si studia, ci si schiera e si va avanti. Poi ovviamente non fa piacere a nessuno andare a letto ogni sera da sconfitti, figuriamoci a me che vivo da solo e quando ho una serata storta mi tocca parlarci veramente coi muri!”

Arriva l’amico Pio

Uno dei passi più importanti che il gruppo di studio dei Rookies sta per compiere è quello di condividere la licenza per Piosolver e cominciare a trovare le soluzioni in autonomia:

“Sarà uno step fondamentale per la nostra crescita individuale come giocatori. Inoltre il fatto di lavorare assieme è una marcia in più e poi Simone ci rassicura sempre sul fatto che, col passare del tempo, la nostra consapevolezza aumenterà a dimisura.

Fino ad ora me la sono cavata bene a battere i livelli più bassi e anzi, potrei far scuola su come sopravvivere giocando ad abi 10 multi-room. Adesso che l’abi si è alzato le conoscenze di base non bastano più e per i risultati non bisogna far altro che aspettare ed esser fiduciosi!”

E tu hai già inviato la candidatura per far parte del progetto Rookies? Dai uno sguardo QUI per scoprire tutto sui magnifici 4 e clicca QUI per candidarti al progetto!

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